Germania-Libia: verso una “Conferenza di Berlino II”

Pubblicato il 21 settembre 2020 alle 17:15 in Germania Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il primo ministro del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, Fayez Al-Sarraj, e l’ambasciatore tedesco in Libia, Oliver Owcza, si sono incontrati nella capitale del Paese nordafricano, domenica 20 settembre, e hanno ribadito la necessità di continuare sulla strada dei progetti concordati durante la conferenza di Berlino del 19 gennaio scorso. I due funzionari hanno poi parlato degli ultimi sviluppi in Libia e della cooperazione congiunta tra i due Paesi, in particolare della partecipazione delle imprese tedesche ai progetti di ricostruzione libici.

Sarraj e Owcza hanno sottolineato che è fondamentale impegnarsi sui tre binari della politica, della sicurezza e dell’economia se si vogliono rispettare le conclusioni tratte dalla conferenza di Berlino e spianare la strada a nuove elezioni. L’ambasciatore tedesco ha accolto con favore l’intenzione del premier di Tripoli di dimettersi e di lasciare il potere alle autorità esecutive che verranno successivamente formate grazie al lavoro di una serie di comitati di dialogo. Owcza ha infine esortato tutte le parti a garantire una transizione legittima e pacifica e ha invitato a considerare solo il bene del popolo libico. L’ambasciatore tedesco ha altresì incontrato il Capo dell’Alto Consiglio di Stato, Khaled Al-Mishri, e ha discusso con lui di tutti gli ultimi sviluppi nel Paese, della ripresa del dialogo e del ruolo della Germania nel portare avanti il processo politico in Libia.

Nel frattempo, il vice portavoce del segretario generale dell’ONU, Farhan Haq, ha confermato che le Nazioni Unite si stanno preparando per l’organizzazione di una seconda Conferenza di Berlino, che riprenderà proprio da dove è partita la prima. Haq ha rivelato che l’evento dovrebbe tenersi il 5 ottobre, sotto forma di incontro virtuale, ovvero in videoconferenza.

Il vice portavoce ha specificato che la cosiddetta “Conferenza di Berlino II” includerà rappresentanti di ONU, Unione Europea e Lega Araba, oltre a Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Cina, Turchia, Italia, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Algeria. La Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) ha affermato, il 12 settembre, che gli ultimi dialoghi sulla Libia, tenuti in Svizzera e Marocco, sono stati abbastanza positivi e hanno permesso di aprire la strada a un processo politico conclusivo che verrà annunciato in un secondo momento. Anche la Germania si è detta soddisfatta dei recenti colloqui nella città marocchina di Bouznika, iniziati il 6 settembre, e ha affermato che gli sforzi dell’UNSMIL promettono buoni risultati. I negoziati libici in Marocco, cui hanno partecipato membri dell’Alto Consiglio di Stato, sostenitore del governo di Tripoli, e della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, legata all’Esercito Nazionale Libico (LNA) e al suo generale Khalifa Haftar, hanno avuto l’obiettivo di “stabilizzare il cessate il fuoco e aprire negoziati per risolvere le divergenze tra le varie fazioni libiche”. A margine dell’ultima giornata di colloqui, il 10 settembre, è stata rilasciata una dichiarazione ufficiale congiunta, in cui i partecipanti hanno riferito di aver raggiunto un’intesa in merito alla nomina di posizione sovrane, ai sensi dell’articolo 15 degli accordi di Skhirat, ed hanno confermato il proprio sostegno ai risultati raggiunti alla conferenza di Berlino del 19 gennaio 2020, e, in particolare, ad una soluzione politica per la crisi libica, secondo le relative risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

La Conferenza di Berlino, risalente al 19 gennaio, aveva visto la partecipazione di diverse parti sia a livello regionale che internazionale. Al termine dell’incontro, erano state concordate 3 strade da seguire per riportare stabilità nel Paese Nordafricano. Le iniziative erano state formulate in termini economici, politici e militari e ribadivano la necessità di rispettare l’embargo sulle armi e favorire una soluzione pacifica del conflitto. A livello economico, l’attenzione era stata posta sulle riforme da intraprendere per la ripresa del Paese. Sul versante militare, le parti avevano concordato la formazione di un Comitato per il monitoraggio e per la supervisione del cessate il fuoco. A livello politico, infine, l’incontro di Berlino aveva esortato tutti i partiti libici a porre fine al periodo di transizione e a indire elezioni libere, inclusive ed eque.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data di inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese Nord-africano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato vi è il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, e guidato dal premier Fayez al-Sarraj, il quale rappresenta l’unico esecutivo riconosciuto dall’Onu. I suoi principali sostenitori sono la Turchia, l’Italia e il Qatar. Dall’altro lato vi è il governo di Tobruk del generale Khalifa Haftar, appoggiato da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. Anche la Giordania è considerata tra i suoi principali esportatori di armi.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.