Bulgaria: ergastolo per gli attentatori coinvolti nell’attacco contro turisti israeliani

Pubblicato il 21 settembre 2020 alle 18:35 in Bulgaria Europa

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Un tribunale della Bulgaria ha condannato all’ergastolo senza condizionale due uomini coinvolti nell’attentato contro un autobus che, nel 2012, ha ucciso 5 turisti israeliani e un autista bulgaro nei pressi del secondo maggiore aeroporto del Paese. Lunedì 21 settembre, il Tribunale penale specializzato ha ritenuto Meliad Farah, 39 anni, australiano di origine libanese, e Hassan El Hajj Hassan, 32 anni, canadese di origine libanese, colpevoli di complicità nell’attacco terroristico avvenuto nell’aeroporto della città di Burgas, nel Sud-Est della Bulgaria, il 18 luglio 2012. I due uomini sono stati processati in contumacia.

La giudice, Adelina Ivanova, pronunciando il verdetto davanti a circa 15 giornalisti con addosso mascherine protettive, come misura di sicurezza contro il coronavirus, ha riferito che ulteriori dettagli saranno pubblicati in una fase successiva. La sentenza della corte può essere impugnata entro 15 giorni.

Le autorità bulgare ritengono che il movimento sciita libanese di Hezbollah sia coinvolto nell’attacco “in termini di logistica e finanziamento” ma l’organizzazione nega qualsiasi legame con l’incidente e gli attentatori. L’Unione Europea, nel luglio 2013, ha deciso di inserire l’ala armata di Hezbollah nella sua lista nera del “terrorismo”.

L’attacco contro l’autobus dell’aeroporto di Burgas è stato compiuto da un terrorista suicida, dotato di doppia cittadinanza, libanese e francese, che si è fatto saltare in aria attivando uno zainetto esplosivo che portava sulle spalle. L’uomo, identificato come Mohamad Hassan El Husseini, è rimasto ucciso nell’attentato. Secondo i resoconti dei testimoni, stava cercando di mettere lo zaino all’interno del bagagliaio dell’autobus quando questo è esploso improvvisamente. I pubblici ministeri non hanno potuto stabilire se l’esplosione sia stata innescata dallo stesso attentatore o a distanza da uno dei due imputati, entrambi condannati per aver fornito supporto logistico ad El Husseini. Oltre alle 6 vittime, altri 35 turisti israeliani sono rimasti feriti nell’incidente.

Un panel di cinque membri ha stabilito che Farah e Hassan avevano collaborato nell’attacco, organizzato con lo scopo di creare confusione e paura tra i popoli di Bulgaria e Israele. “La sentenza del tribunale riflette la punizione che abbiamo chiesto ed è adeguata ai crimini commessi. Se sarà scontata o meno dipenderà dal risultato della ricerca degli imputati, che è tuttora in corso”, ha detto ai giornalisti il procuratore Evgeniya Shtarkelova. Quest’ultima ha specificato che gli uomini avevano usato patenti di guida false, stampate in Libano, che gli aggressori avevano legami con Hezbollah e che l’uso nella bomba del nitrato di ammonio, una sostanza chimica industriale usata nei fertilizzanti, indicava il coinvolgimento del gruppo.

La Bulgaria è membro della NATO dal 2004 e dell’Unione Europea dal 2007. Secondo il Global Terrorism Index del 2019, che attribuisce un indice da 0 a 10, dove 0 è il minimo e 10 è il massimo, a 163 Paesi al mondo in base all’impatto del terrorismo sui loro territori, la Bulgaria ha registrato un indice di 0.372, rientrando tra i Paesi a basso impatto del terrorismo. Tuttavia, tale risultato ha rappresentato un peggioramento delle condizioni di sicurezza rispetto all’anno precedente, quando Sofia aveva totalizzato un indice di 0.315. A tale riguardo, il Country Report on Terrorism del 2019 del Dipartimento di Stato americano rende noto che il Paese ha, nel 2018, contribuito efficacemente al contrasto alla minaccia globale imposta dal terrorismo, essendo un membro della Coalizione Globale per sconfiggere l’ISIS, guidata dagli Stati Uniti.

Internamente, ad occuparsi di fronteggiare il terrorismo è l’Agenzia di intelligence nazionale, in bulgaro la Durjavna Agencia Razuznavane (DAR), la quale identifica, interpreta e condivide informazioni in merito alle principali minacce alla sicurezza bulgara. Stando a quanto si apprende, la DAR ha adottato tre priorità per il proprio mandato. La prima è il contrasto al terrorismo e alle minacce asimmetriche. La seconda è la protezione della sicurezza in materia di politica estera e di economia. Infine, la DAR considera prioritaria la cooperazione con i servizi di intelligence dei Paesi dell’UE e della NATO, oltre che degli altri Paesi con i quali sono presenti accordi bilaterali di collaborazione. L’attuale direttore dell’agenzia è Atanas Atanasov.

Il Paese, rivela Reuters, ha una concentrazione di fedeli islamici pari al 12% del totale della popolazione, la quale ammonta a circa 7 milioni di persone. La maggior parte dei cittadini di fede islamica appartiene a comunità etniche di origine antica, principalmente di etnia turca.

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Chiara Gentili

di Redazione

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