Armenia: festa nazionale nel rispetto delle misure anti-Covid

Pubblicato il 21 settembre 2020 alle 6:13 in Armenia Europa

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La maggior parte degli eventi dedicati al giorno dell’indipendenza dell’Armenia si terranno online e saranno trasmessi in TV a causa dell’epidemia di COVID-19, che colpisce ancora duramente il Paese transcaucasico. Oggi, 21 settembre 2020, l’Armenia celebra il 29esimo anniversario della sua indipendenza dall’Unione Sovietica.

Sebbene la curva dei contagi continui a diminuire dopo due mesi difficili e nonostante diverse attività siano riprese, tra cui le scuole, riaperte tra il 14 e il 15 settembre in base al grado, l’Armenia celebrerà la festa nazionale per la maggior parte “a distanza”. Il 21 settembre verranno trasmessi programmi festivi sul Primo Canale, ha detto all’agenzia di stampa Armenpress, Armen Khachatryan, capo del dipartimento di informazione e pubbliche relazioni presso l’amministrazione del Primo Ministro. Ad oggi il Paese registra 47.000 casi di Covid-19 e oltre 900 decessi. I guariti superano le 42.000 unità. I nuovi casi giornalieri, dopo un picco di 771 lo scorso 25 giugno, hanno iniziato a calare, rimanendo stabilmente sotto i 200 nuovi infetti dal 24 agosto ad oggi.

“Ci saranno numerosi video d’archivio interessanti, calorosi saluti da parte dei soldati in servizio nell’esercito ed esibizioni di musicisti nei bellissimi siti del paese, e la cerimonia di premiazione annuale Eroi dei Nostri Tempi si svolgerà nella riserva-museo storico-culturale di Zvartnots. Tutte le celebrazioni si terranno mantenendo tutte le regole anti-coronavirus” – ha dichiarato Khachatryan.

In occasione dei premi Eroi dei Nostri Tempi, le autorità dell’Armenia renderanno un tributo speciale ai medici, agli infermieri e a tutti gli operatori del settore pubblico e privato che combattono la pandemia COVID-19. Normalmente la cerimonia premia gli imprenditori e le personalità che contribuiscono alla crescita del Paese tramite l’innovazione e lo sviluppo. Quest’anno, gli organizzatori hanno aggiunto due nuovi premi, uno per gli operatori sanitari che combattono la pandemia COVID-19 e uno per le truppe che lo scorso luglio sono state impegnate negli scontri di confine con l’esercito azero nella regione di Tavush. 

Il 23 agosto 1990, il Consiglio Supremo della Repubblica Socialista Sovietica d’Armenia ha adottato la Dichiarazione di sovranità statale dell’Armenia che proclamava l’abolizione della SSR armena e l’istituzione della Repubblica di Armenia. Il 21 settembre 1991, si tenne il referendum sull’indipendenza dall’Unione Sovietica. Votò a favore il 99,52% dei due milioni di votanti registrati, contro si espresse lo 0,48%. L’affluenza superò il 95%. Levon Ter-Petrosyan fu eletto primo presidente della Repubblica di Armenia due mesi dopo, l’11 novembre 1991. Il 21 dicembre 1991 l’Armenia, in accordo con le altre ex repubbliche sovietiche, è entrata a far parte della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI). Il 26 dicembre, con lo scioglimento dell’URSS, l’indipendenza del Paese fu formalizzata a tutti gli effetti.

Il 21 settembre ricorda dunque il giorno del referendum del 1991, e rappresenta la seconda indipendenza dell’Armenia. La Prima Repubblica di Armenia fu proclamata il 28 maggio 1918 negli ultimi mesi della prima guerra mondiale. Contesta da russi e turchi, la Prima repubblica fu conquistata dai bolscevichi nel dicembre 1920 e sovietizzata, divenendo la Repubblica Socialista Sovietica di Armenia, che, salvo una breve unione con Georgia e Azerbaigian nella Repubblica Socialista Sovietica Transcaucasica (1922-36), sopravvisse fino allo scioglimento dell’Unione Sovietica.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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