USA impongono nuove sanzioni contro Hezbollah

Pubblicato il 19 settembre 2020 alle 7:35 in Libano USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni ai danni di un cittadino libanese considerato un funzionario di Hezbollah e di due società con sede in Libano, accusate di essere collegate al gruppo militante. 

Il Dipartimento del Tesoro degli USA ha comunicato di aver inserito nella lista nera delle sanzioni la Arch Consulting e la Meamar Construction, due società con sede in Libano che avrebbero aiutato Hezbollah a nascondere trasferimenti di denaro sui conti del gruppo, contribuendo al finanziamento dell’organizzazione. Anche un cittadino, noto come Sultan Khalifah As’ad, è stato colpito dalle sanzioni poichè il Dipartimento del Tesoro ha comunicato di avere indizi sul fatto che l’uomo sia un alto funzionario del Consiglio esecutivo di Hezbollah. “Attraverso lo sfruttamento dell’economia libanese e la manipolazione di funzionari libanesi corrotti, le società collegate all’organizzazione terroristica ottengono contratti governativi”, ha dichiarato il segretario del Tesoro, Steven Mnuchin, il 17 settembre. “Gli Stati Uniti rimangono impegnati a contrastare Hezbollah e i suoi sostenitori, mentre abusano in modo corrotto delle risorse libanesi per arricchire i loro leader”, ha aggiunto.

Le ultime sanzioni arrivano meno di 10 giorni dopo l’ultima misura contro l’organizzazione libanese, quando gli Stati Uniti hanno inserito nella lista nera gli ex ministri dei Trasporti e delle Finanze del Paese, l’8 settembre, a seguito dell’accusa di aver fornito supporto materiale ed economico ad Hezbollah. Le due personalità coinvolte erano Yusuf Finyanus e Ali Hassan Khalil. In caso di sanzioni, è previsto il congelamento di tutti i beni detenuti negli USA degli individui o delle società colpite. Inoltre, enti e rappresentanti statunitensi non possono avere rapporti di alcun tipo con questi soggetti. Coloro che intraprendono legami o transazioni con gli ex funzionari del governo libanese potrebbero essere a loro volta colpiti da sanzioni secondarie. 

Gli USA hanno accusato Finyanus, ministro dei Trasporti e dei Lavori pubblici dal 2016 al 2020, di aver accettato “centinaia di migliaia di dollari” da Hezbollah in cambio di favori politici. Inoltre, il partito sciita avrebbe sfruttato i propri legami con l’ex ministro per sottrarre fondi dai bilanci governativi, così da assicurarsi che le aziende di sua proprietà vincessero offerte per appalti governativi. Non da ultimo, a detta del Tesoro statunitense, Finyanus ha aiutato Hezbollah ad accedere a documenti legali sensibili relativi al Tribunale speciale per il Libano e ha svolto il ruolo di “intermediario” per Hezbollah e gli alleati politici. Dall’altro lato, Ali Hassan Khalil, ministro delle Finanze fino al 2020, è stato uno dei funzionari a cui Hezbollah ha fatto riferimento per ottenere guadagni economici.

Alla fine del 2017, poco prima delle elezioni parlamentari libanesi che si sarebbero svolte nel maggio 2018, i leader di Hezbollah, temendo un indebolimento della loro alleanza  con il Movimento Amal, hanno raggiunto un accordo con Khalil, con cui questo si era detto disposto a ricevere il sostegno di Hezbollah per il suo successo politico. Khalil, secondo Washington, ha poi trasferito denaro pubblico in modo da evitare l’applicazione delle sanzioni statunitensi contro enti ed istituzioni associati a Hezbollah. Inoltre, l’ex ministro delle Finanze ha fatto leva sulla propria posizione per tentare di ridurre le restrizioni finanziarie imposte dagli Stati Uniti contro il partito sciita, così da non ostacolare il trasferimento di denaro. Non da ultimo, alla fine del 2019, Khalil si è rifiutato di firmare assegni destinati ai fornitori del governo, nel tentativo di alimentare la richiesta di tangenti, richiedendo, inoltre, che una percentuale dei contratti fosse pagata direttamente a lui.

 

Nato nel 1982 come movimento di resistenza contro l’occupazione israeliana del Libano meridionale e in seguito evolutosi in un partito politico locale, Hezbollah, che in arabo significa “il Partito di Dio”, è un’organizzazione paramilitare sciita libanese che alcuni Paesi, tra cui gli Stati Uniti e Israele, considerano un gruppo terroristico. Hezbollah rappresenta un attore chiave nell’arena politica libanese ed è nato grazie ad uno sforzo  militare iraniano, che ha inviato i propri Guardiani della Rivoluzione ad addestrare i libanesi per formare una milizia in funziona anti-israeliana. In tale contesto, Israele considera il movimento sciita armato la più grande minaccia per il Paese proveniente dall’esterno dei confini nazionali. Il 15 ottobre 2018, gli Stati Uniti hanno incluso Hezbollah in una lista comprendente 5 gruppi che il Dipartimento di Giustizia americano ha designato come organizzazioni criminali transnazionali, nei confronti delle quali Washington ha predisposto indagini e misure penali più severe.

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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