USA: nominare il Qatar come “maggiore alleato non NATO”

Pubblicato il 18 settembre 2020 alle 10:45 in Qatar USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Gli Stati Uniti stanno avviando le procedure per nominare il Qatar come “maggiore alleato fuori dalla NATO”, uno status che offre alle nazioni straniere vantaggi in settori come il commercio, la difesa e la cooperazione per la sicurezza. 

“Stiamo andando avanti, speriamo, verso il riconoscimento del Qatar come maggiore alleato non NATO”, ha riferito ai giornalisti durante una teleconferenza, Timothy Lenderking, vice segretario di Stato degli USA per gli Affari del Golfo. Lo status di “major non-NATO ally” (o MNNA) conferisce ad un Paese un accesso preferenziale alle attrezzature e alla tecnologia militare statunitensi. Lo Stato ha diritto a materiale bellico in eccedenza gratuito e ad alcune iniziative in materia di formazione militare. Attualmente, 17 Paesi sono considerati maggiori alleati non NATO, inclusi Stati del Golfo come Kuwait e Bahrain, che ospitano la Quinta Flotta della Marina degli Stati Uniti. Il Qatar è il Paese del Medio Oriente con la più grande struttura militare statunitense sul proprio territorio nazionale e il riconoscimento di tale status potrebbe essergli d’aiuto per uscire dall’isolamento regionale, grazie al supporto di Washington.  

Il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, durante una visita in Qatar, il 14 settembre, ha ribadito il supporto della Casa Bianca a Doha. Gli Stati Uniti sperano che l’Arabia Saudita e i suoi alleati regionali mettano fine al blocco contro il piccolo Paese del Golfo. Tali dichiarazioni sono state rilasciate in occasione dell’apertura dell’evento annuale noto come “Dialogo Strategico USA-Qatar”. Durante tale evento, Pompeo ha sottolineato che è particolarmente importante un’unione del Golfo e del Medio Oriente, per affrontare al meglio la crescente minaccia rappresentata dall’Iran. “Per mantenere la nostra attenzione su questo tema e per fermare una maggiore ingerenza iraniana, è giunto il momento di trovare una soluzione alla spaccatura del Golfo”, ha aggiunto Pompeo. “L’amministrazione Trump è ansiosa di vedere risolta questa controversia e di aprire i confini aerei e terrestri del Qatar attualmente bloccati dagli altri Stati del Golfo. Non vedo l’ora di andare avanti su questo tema”, ha evidenziato il segretario di Stato USA. 

“Stiamo affrontando questioni che contano non solo per le nostre due nazioni, ma anche per la più ampia stabilità del Medio Oriente e delle regioni limitrofe”, ha affermato il ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. “Nonostante le sfide regionali, compreso il blocco in corso contro di noi, la nostra collaborazione si è costantemente rafforzata”, ha aggiunto. Il Qatar si è detto in numerose occasioni disposto a risolvere la cosiddetta crisi del Golfo con mezzi “pacifici e diplomatici”. Tuttavia, la compagnia aerea Qatar Airways ha lanciato un’offensiva legale contro i Paesi fautori del blocco, chiedendo 5 miliardi di dollari a titolo di risarcimento. La cosiddetta “crisi del Golfo” è scoppiata il 5 giugno 2017, data in cui è stato imposto sul Qatar un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandolo di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. I Paesi fautori del blocco sono Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain. Da parte sua, Doha ha respinto le accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, e l’espulsione dei cittadini qatarioti dai Paesi promotori dell’embargo.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.