Siria: l’ISIS colpisce ancora

Pubblicato il 18 settembre 2020 alle 10:26 in Medio Oriente Siria

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Lo Stato Islamico ha intensificato i propri attacchi nelle regioni della Siria orientale. Tra i principali obiettivi vi sono le forze affiliate al presidente siriano, Bashar al-Assad, le milizie iraniane ad esse alleate e le Syrian Democratic Forces (SDF).

A rivelarlo, il quotidiano al-Araby al-Jadeed, sulla base di episodi verificatisi tra il 16 e 17 settembre. In particolare, fonti locali hanno riferito che uomini armati, affiliati all’ISIS, hanno attaccato un checkpoint delle forze di autodifesa delle SDF nella città di Jazirat al-Buhumaid, nell’area periferica Ovest di Deir Ezzor, causando il ferimento di una delle guardie. Parallelamente, nella notte tra il 16 e il 17 settembre, un gruppo armato non identificato ha condotto un attacco, per mezzo di mitragliatrici e armi automatiche, contro una pattuglia delle SDF, nella zona rurale orientale di Deir Ezzor, a cui hanno fatto seguito scontri tra le due parti. Successivamente, il gruppo attaccante ha oltrepassato la riva del fiume Eufrate, giungendo in un’area sotto il controllo delle milizie iraniane e delle forze di Assad.

Nel frattempo, alcuni membri dell’esercito siriano sono state vittime di un’imboscata dello Stato Islamico nella regione desertica di Badia, a Est del governatorato di Homs. Nello specifico, fonti locali hanno riferito che agenti dell’Isis hanno preso di mira con un ordigno esplosivo un veicolo che trasportava soldati del regime e milizie ad essi affiliati, mentre si trovavano ad al- Sukhna, nell’Est di Homs. L’attentato ha provocato almeno 2 morti e diversi feriti. Come riferisce al-Araby al-Jadeed, l’area oggetto dell’imboscata, il cosiddetto “deserto siriano”, estesa tra al-Sukhna e Deir Ezzor, è testimone di tanto in tanto di agguati e attacchi da parte dei militanti dell’ISIS, che prendono di mira le forze del regime e le milizie iraniane.

Tra gli ultimi episodi più rilevanti, il 12 luglio, 20 membri delle forze del regime siriano e loro affiliati sono morti e rimasti feriti a seguito di un’esplosione di un autobus a Raqqa, nel Nord-Est della Siria. Lo Stato Islamico, attraverso la propria agenzia di stampa Amaq, ha rivendicato l’attentato, confermando altresì il bilancio delle vittime. Tale attacco è giunto dopo che, il 10 luglio, la medesima organizzazione terroristica aveva perpetrato un attentato simile nella città di al-Sukhna.

Negli ultimi mesi, attacchi, bombardamenti e imboscate hanno riguardato soprattutto l’area dell’Eufrate occidentale, della valle di Deir Ezzor, oltre a Raqqa, Homs e As-Suwayda, e tra i principali obiettivi vi sono state le Syrian Democratic Forces. Queste ultime, il 23 marzo 2019, avevano annunciato ufficialmente la conquista dell’ultima enclave posta sotto il controllo dell’ISIS, Baghouz, nell’Est della Siria. In questo modo, si poneva fine al califfato jihadista autoproclamatosi il 29 giugno 2014. Tuttavia, la minaccia posta dall’ISIS non è stata mai del tutto sconfitta.

Il Country Report on Terrorism 2019 include la Siria tra gli Stati sponsor del terrorismo, una designazione acquisita nel 1979, ed evidenzia come il regime, anche nel corso del 2019, abbia continuato a fornire armi e sostegno politico ad Hezbollah, consentendone il riarmo anche da parte dell’Iran. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) rimane presente e attivo in Siria, con l’autorizzazione del presidente Bashar al-Assad. A tal proposito, il report afferma che le relazioni del regime di Assad con Hezbollah e Teheran sono divenute ancora più forti nel 2019, e Damasco, allo stesso tempo, dipende sempre di più da attori esterni per salvaguardare i propri territori dai nemici esterni. Tuttavia, allo stesso tempo, il regime si è autodefinito una vittima del terrorismo, considerando i gruppi ribelli i principali responsabili di tale fenomeno.

Le Syrian Democratic Forces sono un’alleanza multi-etnica e multi-religiosa, composta da curdi, arabi, turkmeni, armeni e ceceni. Il braccio armato principale, nonché forza preponderante, è rappresentato dalle Unità di Protezione Popolare curde (YPG). Fin dalla loro formazione, il 10 ottobre 2015, le SDF hanno svolto un ruolo fondamentale nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria, contribuendo alla progressiva liberazione delle roccaforti occupate dai jihadisti. Le loro operazioni sono state perlopiù sostenute dagli Stati Uniti, che forniscono armi e copertura aerea. 

 


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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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