Iraq: la Turchia continua a bombardare il Nord del Paese

Pubblicato il 18 settembre 2020 alle 8:24 in Iraq Turchia

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Fonti curde hanno riferito che, nella sera del 17 settembre, aerei turchi hanno nuovamente violato lo spazio aereo iracheno e bombardato un villaggio situato al confine.

La notizia è stata riportata dal quotidiano al-Arabiya ed è da inserirsi nel quadro della perdurante operazione condotta da Ankara contro le aree curde poste nel Nord dell’Iraq. “Claw-Tiger”, ovvero “Artiglio di tigre”, è stata lanciata il 17 giugno con l’obiettivo di colpire i membri del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) e le loro roccaforti nelle aree settentrionali. Secondo quanto riportato dal quotidiano al-Araby al-Jadeed il 25 giugno, si tratta dell’operazione militare turca più lunga dall’inizio del 2020.

Baghdad ha più volte accusato Ankara di violare la propria sovranità, portandola a convocare l’ambasciatore turco in Iraq, Fatih Yildiz, e a consegnare un memorandum di protesta, con il fine di esortare la Turchia a porre fine a tali operazioni militari unilaterali e a simili violazioni. L’Iraq si è detto pronto a collaborare per salvaguardare la sicurezza dei confini, e considera le azioni turche una minaccia alla sicurezza dei civili e delle loro proprietà, visto che queste prendono altresì di mira campi profughi, come quelli di Makhmur e Sinjar. Tuttavia, Yildiz ha risposto affermando che, se Baghdad non agirà contro i ribelli, Ankara continuerà a contrastare il PKK, “ovunque esso si trovi”.

Uno degli ultimi episodi risale al 10 settembre, quando proiettili di artiglieria hanno colpito il villaggio di Orman, situato nel distratto di Amadiya, nel governatorato di Dahuk. In tale occasione, il direttore del distretto di Kani Masi, Serbast Sabri, ha riferito che l’attacco si era verificato a pochi metri di distanza da un centro residenziale. Inoltre, l’episodio aveva avuto luogo in concomitanza con una visita del premier Mustafa al-Kadhimi nella regione del Kurdistan, durante la quale era stata ribadita la necessità di preservare la sovranità irachena.

In tale quadro, riferisce al-Arabiya, il 17 settembre, Fatih Yildiz ha annunciato che il suo Paese ha inviato un invito ufficiale al primo ministro iracheno, Mustafa Al-Kadhimi, esortandolo a recarsi in Turchia. Le dichiarazioni di Yildiz sono giunte durante il meeting con il consigliere per la sicurezza nazionale irachena, Qasim Al-Araji, durante il quale sono stati presi in esame i legami bilaterali tra Ankara e Baghdad e le modalità per rafforzarli, nell’interesse di entrambi i Paesi. “Il governo di al-Kadhimi è desideroso di mantenere e sviluppare le relazioni tra Iraq e Turchia in tutti i campi”, ha affermato al-Araji, aggiungendo che le due parti hanno interessi in comune, altresì economici, e, pertanto, è bene preservare la loro relazione.

La Missione delle Nazioni Unite di assistenza in Iraq (UNAMI) ha affermato, il 13 agosto, che l’escalation al confine iracheno-turco e la continua perdita di vite umane sono motivo di grande preoccupazione. Per tale motivo, UNAMI ha chiesto “moderazione” e ha esortato le parti a dialogare, considerato il modo migliore per garantire una sicurezza sostenibile ai confini tra i due vicini, nel pieno rispetto della sovranità nazionale. Anche i ministri degli Esteri di diversi Paesi del mondo arabo hanno sottolineato il pieno sostegno alla sicurezza e alla sovranità dell’Iraq, condannando gli attacchi turchi e chiedendo la cessazione immediata di qualsiasi operazione militare turca sulle terre irachene.

Il bersaglio di Ankara è rappresentato dal Partito dei Lavoratori del Kurdistan, un’organizzazione paramilitare, sostenuta delle masse popolari del Sud-Est della Turchia di etnia curda, ma attiva anche nel Kurdistan iracheno. Per Ankara, l’Unione Europea e per gli Stati Uniti, tale Partito è da considerarsi un’organizzazione terroristica. Gli episodi di insorgenza del PKK in Turchia hanno avuto inizio già nel 1984, con l’obiettivo di rivendicare i diritti della minoranza curda nel Paese. Sin da tale anno, i territori montuosi dell’Iraq settentrionale sono testimoni di tensioni.

 


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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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