Etiopia: oltre 30 persone uccise negli attacchi di gruppi armati

Pubblicato il 18 settembre 2020 alle 21:02 in Africa Etiopia

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Uomini armati, in Etiopia, hanno ucciso più di 30 persone nella zona di Metakal, compresa nella regione occidentale di Benishangul-Gumuz. È quanto ha riferito all’agenzia di stampa Reuters, venerdì 18 settembre, Desalegn Chane, membro di spicco del partito di opposizione denominato Movimento Nazionale di Amhara (NAMA). L’episodio, ha sottolineato Chane, rappresenta un nuovo ostacolo in termini di sicurezza per il governo di Addis Abeba. Gli attacchi, le cui vittime includono anche donne e bambini, sono avvenuti tra il 6 e 13 settembre, ha specificato il leader dell’opposizione.

“Agricoltori e membri delle loro famiglie sono stati rapiti e portati in una scuola elementare nella zona dove sono stati ammanettati e uccisi uno per uno”, ha dichiarato Chane. Dal canto suo, il primo ministro etiope, Abiy Ahmed, ha riferito che valuterà, durante una riunione con le autorità federali e regionali, “gli sporadici incidenti di sicurezza che si sono verificati nelle zone di confine”. Secondo quanto scritto da Abiy su Twitter, gli aggressori fanno parte di “gruppi volti a ribaltare la strada delle riforme”. Benishangul-Gumuz è una regione occidentale che si trova vicino al confine con il Sudan.

La Commissione etiope per i diritti umani ha affermato che centinaia di civili sono stati costretti a fuggire dalle loro case per via delle violenze e ha chiesto alle autorità regionali di avviare un’indagine. “Ci sono stati almeno due round di uccisioni di civili e centinaia di persone sono fuggite”, ha riferito la Commissione in una nota.

Il 24 giugno dello scorso anno, un gruppo di uomini in uniforme mimetica aveva ucciso più di 50 persone nella stessa zona. Per il capo della sicurezza locale, gli aggressori erano le stesse persone coinvolte nel fallito colpo di stato di due giorni prima. Il 22 giugno, si era verificato a Bahir Dar, capitale regionale dello Stato di Amhara, un tentativo di golpe. I cospiratori avevano intenzione di rovesciare Ambachew Mekonnen, il capo del governo regionale di Amhara, che si trova a Nord della capitale. Mekonnen rimase ucciso nel tentato golpe, insieme a un suo consigliere. Il 24 giugno, le autorità etiopi avevano dichiarato di aver ucciso il leader del fallito colpo di Stato. Si sarebbe trattato del generale Asamnew Tsige. 

Il primo ministro etiope è il leader più giovane del continente africano. Nell’arco del suo mandato, Abiy è stato promotore di una serie di riforme sociali, economiche e di sicurezza che hanno portato sia a una svolta nella politica interna ed estera del Paese, il più popoloso dell’Africa dopo la Nigeria, sia a un nuovo equilibrio diplomatico nella regione del Corno d’Africa. La sua azione riformatrice è talmente determinata che l’Etiopia sembra essere a un bivio tra dittatura e democrazia. 

Secondo il quotidiano Al-Jazeera, la conseguenza della linea dura del premier è stata quella di ampliare le divisioni etniche del Paese. In questo modo, partiti etnocentrici, come il NAMA, stanno guadagnando un crescente sostegno e la loro retorica sta alimentando una forte violenza interetnica. Dalla sua fondazione, avvenuta nel 2018, il NAMA si è imposto come principale rivale della coalizione di governo, che detiene il potere in Etiopia dal 1991.

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Chiara Gentili

di Redazione

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