Esercitazioni militari della Cina durante la visita USA-Taiwan

Pubblicato il 18 settembre 2020 alle 15:37 in Cina Taiwan USA e Canada

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La Cina ha avviato una nuova esercitazione militare nei pressi dello Stretto di Taiwan, il 18 settembre. Lo stesso giorno, è previsto un incontro tra il sottosegretario di Stato per la Crescita Economica, l’Energia e l’Ambiente degli USA, Keith Krach, e la presidentessa dell’isola, Tsai Ing-wen. 

Keith Krach è arrivato a Taiwan il 17 settembre ed è atteso ad una cena con la presidentessa Tsai Ing-wen, il 18 settembre. Il giorno successivo, parteciperà a una cerimonia commemorativa per l’ex presidente, Lee Teng-hui. Krach è il più alto funzionario del Dipartimento di Stato degli USA a visitare Taiwan negli ultimi 40 anni. La sua visita è stata prontamente condannata dalla Cina, che esclude qualsiasi riconoscimento dell’isola come territorio autonomo. 

La mattina del 18 settembre, le autorità dell’isola hanno riferito di aver autorizzato il volo di jet da combattimento, al fine di monitorare le attività degli aerei cinesi in avvicinamento che hanno attraversato la delicata linea che divide lo Stretto di Taiwan. L’operazione è avvenuta dopo che il Ministero della Difesa cinese ha annunciato, lo stesso 18 settembre, una serie di esercitazioni militari vicino allo stretto di Taiwan, aggiungendo che queste erano state progettate per salvaguardare la “sovranità nazionale” della Cina. Il ministero della Difesa di Taiwan ha specificato che 18 aerei cinesi sono stati coinvolti. Da parte sua, il portavoce del Ministero della Difesa cinese, Ren Guoqiang, ha dichiarato: “Si tratta di un’azione ragionevole e necessaria di fronte all’attuale situazione nello Stretto di Taiwan e volta alla protezione della sovranità nazionale e dell’integrità territoriale cinese”. Il rappresentante di Pechino ha poi ribadito che Taiwan è un affare interno cinese. “Recentemente le autorità degli Stati Uniti e del Partito Democratico Progressista (DPP) hanno intensificato la loro collusione, creando spesso disordini”, ha affermato Ren, riferendosi al partito al governo a Taiwan.

Taipei sta lamentando da mesi l’incremento delle attività militari cinesi in tale area. Lo scorso 10 settembre, mentre a Taiwan erano in corso esercitazioni militari nella zona Sud-occidentale dell’isola, lo stesso Ministero della Difesa aveva denunciato intrusioni di aerei da combattimento della Cina nella propria zona di identificazione, avvenuti per due giorni consecutivi. Di recente, Pechino aveva intensificato le proprie operazioni militari nello stretto, in particolare, in seguito alla visita ufficiale del segretario alla Salute e ai Servizi umani degli Stati Uniti, Alex Azar, condotta dal 9 al 12 agosto. In tale contesto, lo scorso 10 agosto, il Ministero della Difesa taiwanese aveva segnalato che aerei da combattimento cinesi avevano brevemente attraversato la Linea Mediana, il confine marittimo de facto tra Taipei e Pechino nello stretto di Taiwan, per la prima volta dopo molti anni. Dopo la visita di Azar, lo scorso 14 agosto, Taiwan ha firmato un accordo per l’acquisto di 66 jet F-16 di ultimo modello con la compagnia americana Lockheed Martin Corp, e, il 31 agosto, ha ricevuto la visita ufficiale di una delegazione della Repubblica Ceca, guidata dal presidente del Senato, Milos Vystrcil. Tutte queste vicende hanno suscitato l’ira del governo della Cina continentale, ovvero la Repubblica Popolare Cinese (RPC) che ha promesso ripercussioni. Dal punto di vista militare, invece, nello stretto di Taiwan anche gli USA hanno intensificato la loro presenza, attraversandolo più volte con navi da guerra, nell’ambito di operazioni volte, a loro detta, a mantenere un Indo-Pacifico libero e aperto. La Cina ritiene però che tali operazioni siano provocazioni con le quali gli USA hanno inviato alle forze indipendentiste dell’isola segnali erronei, distruggendo gravemente la pace e la stabilità dello stretto.

Gli Stati Uniti non riconoscono formalmente il governo della ROC da quando avevano riconosciuto ufficialmente il governo di Pechino, chiudendo la propria sede diplomatica da Taipei, il primo gennaio 1979. Nonostante ciò, Washington ha mantenuto legami informali con l’isola dal punto di vista culturale e commerciale ed è il suo maggior fornitore di armi. Durante l’amministrazione dell’attuale presidente, Donald Trump, è stato poi approvato il Taiwan Travel Act ,il 16 marzo 2018, il quale consente e incoraggia visite di alto livello tra Stati Uniti e Taiwan. Nello stesso anno, poi, Washington ha aperto a Taipei l’American Institute in Taiwan (AIT), che funge da sua ambasciata de facto nell’isola. Per l’esecutivo di Pechino, però, Taiwan e la Cina continentale formano un solo Paese di cui l’isola sarebbe una provincia, in base a quanto stabilito dal principio di “una sola Cina” che riconosce il solo governo della Repubblica Popolare Cinese. Nonostante ciò, a Taipei, è presente un esecutivo autonomo, con a capo la presidente avversa alla Cina continentale, Tsai Ing-wen, la quale ha sempre categoricamente respinto il principio di “una sola Cina” e ha trionfato con una grande maggioranza alle ultime elezioni sull’isola alla guida del PLD, lo scorso 11 gennaio. Il governo del presidente cinese, Xi Jinping, da parte sua, ha però più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico del suo governo, e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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