Coronavirus, allarme OMS: la situazione in Europa è “grave”

Pubblicato il 18 settembre 2020 alle 18:04 in Europa

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In Europa, il numero settimanale di casi di coronavirus ha superato quota 300.000, la cifra più alta dal picco di marzo. La notizia ha suscitato serie preoccupazioni tra tutti gli esperti sanitari.

Intervenendo durante una conferenza stampa, giovedì 17 settembre, il direttore europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità, il dott. Hans Kluge, ha avvertito che l’Europa sta affrontando una situazione “molto grave” e ha sconsigliato “le riduzioni della durata dei periodi di quarantena”. Kluge ha sottolineato, in particolare, che più della metà dei Paesi europei ha registrato un aumento delle infezioni superiore al 10% nelle ultime due settimane. Di questi, almeno sette hanno visto i loro numeri ufficiali aumentare più del doppio nello stesso periodo.

È la prima volta che il totale di casi registrati settimanalmente nella regione supera quota 300.000. “Abbiamo davanti a noi una situazione molto grave. I casi settimanali hanno oltrepassato quelli segnalati quando la pandemia aveva raggiunto per la prima volta il suo picco in Europa, nel mese di marzo”, ha dichiarato Kluge, ricordando comunque quanto efficaci siano stati, nel contenere i contagi, i rigidi blocchi imposti in tutta la regione all’inizio della pandemia. “In primavera e a inizio estate abbiamo potuto vedere l’impatto delle rigide misure di blocco. I nostri sforzi, i nostri sacrifici, sono stati ripagati “, ha detto il direttore europeo dell’OMS senza indicare alcun responsabile. “A giugno, i casi hanno toccato il minimo storico. I numeri di settembre, tuttavia, dovrebbero servire da campanello d’allarme per tutti noi”, ha aggiunto Kluge con tono più preoccupato. Il direttore ha specificato che, sebbene i numeri in aumento riflettano un quantitativo maggiore di test effettuati, l’andamento del virus nelle ultime settimane mostra anche “tassi di trasmissione allarmanti in tutta la regione”.

L’OMS ha affermato che non modificherà le sue raccomandazioni sul periodo di quarantena di due settimane, nonostante diversi Paesi europei abbiano cercato di abbreviare il tempo di autoisolamento. “La nostra raccomandazione di quarantena di 14 giorni si è basata sulla comprensione del periodo di incubazione e della trasmissione della malattia. Rivedremo la nostra posizione solo sulla base di un cambiamento nell’interpretazione della scienza “, ha detto Catherine Smallwood, alto funzionario di emergenza dell’OMS in Europa.

Nel Regno Unito e in Irlanda, chiunque sia stato esposto al coronavirus deve affrontare una quarantena di 10 giorni, mentre la Francia ha ridotto il suo periodo a 7. “Conoscendo l’immenso impatto individuale e sociale che può avere anche una leggera riduzione della durata della quarantena, incoraggio i Paesi della regione a portare avanti un giusto processo scientifico con i loro esperti e ad esplorare opzioni di riduzione sicure”, ha esortato il direttor Kluge.

Mercoledì 16 settembre, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha avvertito che il numero di nuovi casi segnalati in un periodo di 14 giorni in Europa è in aumento da più di 50 giorni, con oltre la metà dei Paesi dell’UE che sta attualmente registrando un incremento dei casi. L’ECDC ha aggiunto che, sebbene il maggior numero di casi segnalati sia in parte dovuto all’aumento dei test, è anche determinato dall’allentamento delle distanze sociali e da altre misure preventive.

Ad oggi, l’OMS Europa ha registrato quasi 5 milioni di casi di Covid-19 ufficiali e più di 227.000 decessi correlati.

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Chiara Gentili

di Redazione

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