Pechino si prepara all’incontro USA-Taiwan con aerei da guerra

Pubblicato il 17 settembre 2020 alle 10:40 in Cina Taiwan USA e Canada

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Il Ministero della Difesa di Taiwan ha riferito, il 17 settembre, che l’Aviazione taiwanese ha individuato due intrusioni aeree di velivoli antisommergibile di tipo Y-8 dell’Esercito popolare di Liberazione (EPL) di Pechino nella propria zona di identificazione aerea, a Sud-Ovest dell’isola, il 16 settembre. L’intrusione è avvenuta ad una giornata dall’arrivo  del sottosegretario per gli Affari Economici degli USA, Keith Krach, a Taiwan, segnando la seconda visita di alto livello di un funzionario statunitense nell’arco di poco più di un mese.

Il Ministero della Difesa di Taipei ha rilasciato immagini dei velivoli e un tracciato del loro percorso, specificando che le forze aeree taiwanesi hanno da subito contattato i mezzi radiofonicamente ordinando la loro immediata uscita dal proprio spazio aereo e hanno monitorato e allontanato i velivoli del governo di Pechino.

Nella stessa giornata, il governo taiwanese si sta preparando a ricevere il sottosegretario Krach, che resterà sull’isola per tre giorni e il cui compito sarà quello di potenziare la cooperazione economica tra Taiwan e gli Stati Uniti nell’ottica di istituire un accordo commerciale. Durante la visita il sottosegretario incontrerà la presidente del governo taiwanese, Tsai Ing-wen, e renderà omaggio al memoriale dell’ex presidente di Taiwan Lee Teng-hui. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, il 14 settembre, aveva esortato gli USA a non effettuare alcun tipo visite ufficiali per evitare il danneggiamento delle relazioni sino-statunitensi e delle pace e stabilità dello stretto di Taiwan.

Taipei sta lamentando da mesi l’incremento delle attività militari dell’EPL in tale area e, proprio lo scorso 10 settembre, mentre a Taiwan erano in corso esercitazioni militari nella zona sud-occidentale dell’isola, lo stesso Ministero della Difesa aveva denunciato intrusioni di aerei da combattimento dell’EPL nella propria zona di identificazione, avvenuti per due giorni consecutivi.

Il portavoce dell’Ufficio per gli Affari di Taiwan del governo di Pechino, Ma Xiaoguang, ha commentato tali operazioni, il 16 settembre, definendole necessarie per difendere la propria sovranità sull’isola che è parte indivisibile del territorio della Cina. Ma ha poi reiterato che le relazioni tra le due sponde dello stretto di Taiwan stanno diventando sempre più gravi e complesse a causa del Partito Progressista Democratico (PDD) e delle forze indipendentiste dell’isola che vorrebbero far sì che le “forze occidentali anti-cinesi” utilizzino la “carta Taiwan” per frenare lo sviluppo della Cina. Il portavoce ha, infine, ribadito l’intenzione di procedere alla riunificazione in modo pacifico ma ha anche sottolineato che non vi sarà mai spazio per attività indipendentiste e ha specificato che le esercitazioni dell’EPL sono indirizzate all’interferenza di forze esterne e alle attività separatiste delle forze pro-indipendenza e non ai compatrioti taiwanesi.

Di recente, l’EPL ha intensificato le proprie operazioni militari nello stretto di Taiwan, in particolare, in seguito alla visita ufficiale a Taiwan del segretario alla Salute e ai Servizi umani degli Stati Uniti, Alex Azar, condotta dal 9 al 12 agosto scorsi, che ha rappresentato il viaggio di più alto livello di un funzionario americano a Taipei dal 1979. In tale contesto, lo scorso 10 agosto, il Ministero della Difesa taiwanese aveva segnalato che aerei da combattimento cinesi avevano brevemente attraversato la Linea Mediana, il confine marittimo de facto tra Taipei e Pechino nello stretto di Taiwan, per la prima volta dopo molti anni.

Dopo la visita di Azar, lo scorso 14 agosto, Taiwan ha firmato un accordo per l’acquisto di 66 jet F-16 di ultimo modello con la compagnia americana Lockheed Martin Corp, e, il 31 agosto, ha ricevuto la visita ufficiale di una delegazione della Repubblica Ceca, guidata dal presidente del Senato, Milos Vystrcil. Tutte queste vicende hanno suscitato l’ira del governo della Cina continentale, ovvero la Repubblica Popolare Cinese (RPC) che ha promesso ripercussioni.

Dal punto di vista militare, invece, nello stretto di Taiwan anche gli USA hanno intensificato la loro presenza, attraversandolo più volte con navi da guerra, nell’ambito di operazioni volte, a loro detta, a mantenere un Indo-Pacifico libero e aperto. La Cina ritiene però che tali operazioni siano provocazioni con le quali gli USA hanno inviato alle forze indipendentiste dell’isola segnali erronei, distruggendo gravemente la pace e la stabilità dello stretto.

 Gli Stati Uniti non riconoscono formalmente il governo della ROC da quando avevano riconosciuto ufficialmente il governo di Pechino, chiudendo la propria sede diplomatica da Taipei, il primo gennaio 1979. Nonostante ciò, Washington ha mantenuto legami informali con l’isola dal punto di vista culturale e commerciale ed è il suo maggior fornitore di armi. Durante l’amministrazione dell’attuale presidente, Donald Trump, è stato poi approvato il Taiwan Travel Act ,il 16 marzo 2018, il quale consente e incoraggia visite di alto livello tra Stati Uniti e Taiwan. Nello stesso anno, poi, Washington ha aperto a Taipei l’ American Institute in Taiwan (AIT), che funge da sua ambasciata de facto nell’isola.

Per l’esecutivo di Pechino, però, Taiwan e la Cina continentale formano un solo Paese di cui l’isola sarebbe una provincia, in base a quanto stabilito dal principio di “una sola Cina” che riconosce il solo governo della Repubblica Popolare Cinese. Nonostante ciò, a Taipei, è presente un esecutivo autonomo, con a capo la presidente avversa alla Cina continentale, Tsai Ing-wen, la quale ha sempre categoricamente respinto il principio di “una sola Cina” e ha trionfato con una grande maggioranza alle ultime elezioni sull’isola alla guida del PDD, lo scorso 11 gennaio. Il governo del presidente cinese, Xi Jinping, da parte sua, ha però più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico del suo governo, e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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