NATO: incontro tra delegazioni di Turchia e Grecia

Pubblicato il 17 settembre 2020 alle 17:06 in Grecia NATO Turchia

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La delegazione militare turca ha iniziato un nuovo round di colloqui tecnici con la controparte greca, in seno alla NATO, giovedì 17 settembre, per discutere delle strategie volte a ridurre il rischio di un incidente navale nel Mediterraneo orientale. L’incontro, tenuto a Bruxelles, è stato programmato dopo il dialogo tra il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg. La prossima riunione è prevista per il 24 settembre, ha sottolineato il Ministero della Difesa turco in una dichiarazione emessa al termine della riunione.

La Grecia ha contestato le continue attività di esplorazione energetica avviate da Ankara nel Mediterraneo orientale. Secondo Atene, tali trivellazioni violano la sua sovranità. Al contrario, la Turchia ritiene di avere diritti legittimi in quelle acque e afferma che le sue esplorazioni non si arresteranno. Entrambe le parti hanno schierato navi da guerra nel Mediterraneo come esempio di dimostrazione di forza, sollevando i timori di un conflitto tra Turchia, Grecia e i rispettivi alleati.

Ankara, attraverso i suoi funzionari, ha fatto sapere però di essere favorevole ai colloqui proposti dalla NATO. A suo dire, il dialogo sulla condivisione equa delle risorse energetiche nella regione potrà essere vantaggioso per tutti gli Stati dell’area. “Il nostro Paese sostiene questa iniziativa”, ha detto in un comunicato, a inizio settembre, il Ministero degli Esteri turco. La dichiarazione turca ha sottolineato che i colloqui alla NATO si sono concentrati soprattutto sulla prevenzione degli incidenti e non sulla risoluzione delle divergenze in merito ai confini marittimi e ai diritti di esplorazione energetica. Gli osservatori internazionali, tuttavia, sperano ancora che gli incontri offrano almeno un’apertura per un ulteriore dialogo tra i due vicini. Poco prima dell’annuncio del capo della NATO, anche il Segretario di Stato americano Mike Pompeo aveva esortato le parti a ridurre le tensioni e ad aprire canali diplomatici per alleviare la crisi.

La disputa tra Ankara e Atene si è intensificata dopo che la Grecia ha firmato, il 6 agosto, un accordo con l’Egitto per la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive. Il patto si pone in netto contrasto con gli obiettivi di Ankara nella regione. Il 27 novembre 2019, la Turchia aveva firmato un accordo simile con il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, suscitando l’indignazione di Grecia, Cipro ed Egitto, che avevano accusato il presidente turco Erdogan di aver violato i loro diritti economici nel Mediterraneo. Pertanto, il leader di Ankara ha definito “senza valore” il patto tra Grecia ed Egitto e ha ribadito che l’unico accordo ad avere validità nella regione è quello tra la Turchia e il governo libico. 

In più, a fine agosto, i due Paesi hanno condotto entrambi esercitazioni militari in diverse sezioni dell’area tra Creta e Cipro, dove attualmente opera la nave da ricerca sismica turca, Oruc Reis, impegnata in attività di esplorazione e perforazione di idrocarburi. Atene sostiene che l’imbarcazione si trovi nella sua piattaforma continentale, dove la Grecia possiederebbe diritti esclusivi su potenziali giacimenti sottomarini di gas e petrolio. Anche Ankara, tuttavia, rivendica la sua sovranità su quelle aree, attribuendosi il diritto di condurre trivellazioni per la ricerca di idrocarburi.

Turchia e Grecia, entrambi membri della NATO, sono in disaccordo sui diritti di sfruttamento energetico nella regione per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. Le acque, punteggiate principalmente da isole greche, sono ricche di gas e la controversa delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive è fonte di controversia tra Turchia, Grecia e Cipro. 

Ankara sostiene di avere la costa più lunga del Mediterraneo orientale, ma la sua zona marittima è racchiusa in una stretta striscia di acque a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca. L’isola greca di Kastellorizo, che si trova a circa 2 km dalla costa meridionale della Turchia e a 570 km dalla Grecia continentale, è una delle principali fonti di frustrazioni per Ankara, che rivendica quelle acque come proprie. “La richiesta della Grecia di una zona di giurisdizione marittima di 40.000 chilometri quadrati a causa dei 10 chilometri quadrati di terra occupati dall’isola di Kastellorizo è assolutamente illogica”, ha dichiarato Erdogan. Le rivendicazioni della Grecia sulle acque intorno a Kastellorizo si basano su un trattato marittimo delle Nazioni Unite, la Convenzione di Montego Bay, firmata nel 1982, che tuttavia non è riconosciuto dalla Turchia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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