L’economia egiziana tra le più forti dei mercati emergenti

Pubblicato il 17 settembre 2020 alle 18:07 in Africa Egitto

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L’ultimo rapporto pubblicato da Goldman Sachs rileva che l’economia egiziana è ancora solida e sta crescendo in un modo che può renderla una delle più forti tra quelle dei mercati emergenti. Il Cairo, in particolare, ha ottenuto un notevole successo grazie al programma di riforme economiche avviato nel novembre 2016. Il tasso di interesse reale dell’Egitto, al 6,5%, e i proventi dei titoli di debito, al 6,7%, sono, secondo la banca d’affari americana, tra i tassi più interessanti a livello globale, dove molte controparti registrano rispettivamente l’1% e lo 0,5%. Ciò aumenta l’appetito degli investitori stranieri e supporta gli afflussi di investimenti esteri, sottolinea il rapporto.

Sui tassi di interesse che saranno riesaminati dal Comitato di politica monetaria (MPC) della Banca centrale d’Egitto (CBE) il 24 settembre, Goldman Sachs ha detto che si aspetta che la CBE trovi un equilibrio tra il limite del tasso di inflazione, fissato a circa il 9%, e gli afflussi di investimenti esteri. Nel medio termine, l’intenzione della banca sembra essere quella di tagliare i tassi di interesse per raggiungere un livello reale intorno al 2,5%, in calo rispetto al 6,5% attuale. Per quanto riguarda i tassi di inflazione, invece, la CBE si aspetta che nei prossimi due mesi questi si attesteranno intorno al 4,5%, al di sotto del limite fissato, con proiezioni che in futuro li vedranno aumentare fino al 7 o 7,5%.

In aggiunta, il rapporto di Goldman Sachs ha rivelato che, mentre circa 20 miliardi di dollari sono usciti dal mercato egiziano da marzo a giugno, durante l’inizio della pandemia di coronavirus, circa 10 miliardi di dollari sono tornati negli ultimi mesi, con speranze future di un aumento delle rimesse che gli emigrati egiziani invieranno nel proprio Paese.

Il documento ha infine sottolineato che la Turchia non può più competere con l’Egitto nel campo dei mercati emergenti a causa del deterioramento della sua situazione economica, che rende il Paese poco attraente per gli investitori. Sulla performance della sterlina egiziana, il rapporto sottolinea che il suo valore rimarrà significativo con una tendenza al rialzo. In più, ha assicurato Goldman Sachs, l’aumento del suo prezzo rispetto al dollaro USA non rappresenterà un grosso rischio per la competitività delle esportazioni egiziane.

Tuttavia, il rapporto dell’istituzione finanziaria ha evidenziato che il governo egiziano ha bisogno di aumentare il sostegno al settore privato se intende incrementare i suoi investimenti nella ricerca e nello sviluppo di nuove capacità.

Per quanto riguarda il turismo, il rapporto prevede che il settore si riprenda nel terzo trimestre del 2021 dopo essere stato duramente colpito dalla crisi del Covid-19. Il turismo, in Egitto, rappresenta il 20% dell’attività economica totale del Paese nordafricano.

L’Egitto ha raggiunto uno dei tassi di crescita economica più alti tra i Paesi emergenti durante l’anno 2018, pari al 5,6%, un progresso importante rispetto al precedente 2,3% registrato tra il 2011 e il 2014, mantenuto anche durante il primo trimestre del 2019. La crescita è stata trainata da un programma di stabilizzazione macroeconomica che ha generato un solido avanzo di bilancio primario, riducendo il rapporto debito-PIL e ricostituendo le riserve. In tal senso, il governo del Cairo si è impegnato ad attuare riforme che hanno generato efficaci miglioramenti soprattutto nel settore manifatturiero e turistico. Nello specifico, le attività estrattive, il turismo, il commercio all’ingrosso e al dettaglio, il settore immobiliare e l’edilizia sono stati i principali motori della crescita prima della crisi legata al coronavirus. Ciò ha contribuito a ridurre il tasso di disoccupazione dal 9,9% del 2018 al 7,5% del quarto trimestre del 2019.

Ciononostante, nel Paese nordafricano permangono alcune vulnerabilità, tra cui lo scarso rendimento di esportazioni e investimenti diretti esteri, aggravato dalle ripercussioni della pandemia di coronavirus. L’emergenza sanitaria ha sottolineato l’urgenza, per Il Cairo, di risolvere le sfide strutturali in modo da salvaguardare una ripresa sostenuta e creare lo spazio fiscale necessario per investire di più nel capitale umano.

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Chiara Gentili

di Redazione

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