Per l’Albania, l’Europa non può prescindere dalla Turchia

Pubblicato il 17 settembre 2020 alle 10:28 in Albania Grecia Turchia

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Il primo ministro dell’Albania, Edi Rama, pur sottolineando i suoi legami con la Grecia, ha definito la Turchia un Paese chiave, in grado di salvaguardare la sicurezza dell’Europa. Il suo discorso, pronunciato mercoledì 16 settembre ad Atene, durante una conferenza organizzata dalla rivista britannica The Economist, è stato interpretato come un invito a promuovere il dialogo tra i due Paesi del Mediterraneo, entrambi membri della NATO.

Rama ha dichiarato che Tirana possiede una partnership strategica sia con la Grecia che con la Turchia. “Le relazioni Turchia-Grecia hanno il potenziale per essere vantaggiose per l’Europa. La Turchia è la chiave per la sicurezza, proprio come la Grecia è di cruciale importanza per la protezione dei confini”, ha chiarito il premier albanese, esortando a un rilancio dei colloqui tra i due governi nonostante le forti tensioni dovute alla disputa energetica nel Mediterraneo orientale. “Niente è facile, ma relazioni costruttive tra Grecia e Turchia possono aggiungere valore all’intera Europa”, ha concluso Rama.

Per dimostrare limportanza del dialogo, il primo ministro albanese ha fatto riferimento all’accordo tra Macedonia del Nord e Grecia, che ha messo fine a una disputa sul nome durata decenni. Le modifiche al nome ufficiale della ex Macedonia hanno sbloccato le relazioni con Atene dopo circa 22 anni e hanno permesso al piccolo Paese dei Balcani di avanzare richieste per l’adesione alle organizzazioni occidentali. La Grecia ha preteso l’inserimento della parola Nord per via dell’esistenza di una provincia greca che prende esattamente il nome di Macedonia e per il timore di possibili rivendicazioni territoriali di Skopje su quella regione. Rama ha affermato che l’accordo tra i due Paesi ha segnato “uno sviluppo storico” e trasmesso a tuttiuna lezione. Lo stesso percorso, ha detto il premier albanese, dovrebbero seguire Grecia e Turchia.

Sulle relazioni tra Atene e Tirana, il leader albanese si è detto favorevole alla risoluzione delle controversie sui confini marittimi attraverso tribunali internazionali o “l’assistenza amichevole di una parte terza”. “Può essere un percorso giusto e obiettivo”, ha affermato Rama. Il primo ministro ha colto loccasione per sottolineare che i Balcani occidentali, che oltre all’Albania includono Bosnia ed Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia e Kosovo, non hanno altra alternativa che far parte dell’UE. Nel corso della conferenza di mercoledì 16 settembre, il premier ha avuto anche la possibilità di dialogare con la sua controparte greca, Kyriakos Mitsotakis.

Turchia e Grecia, entrambi membri della NATO, sono in disaccordo sui diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nel Mediterraneo orientale, per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. Le acque, punteggiate principalmente da isole greche, sono ricche di gas e la controversa delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive è fonte di controversia tra Turchia, Grecia e Cipro. 

Ankara sostiene di avere la costa più lunga del Mediterraneo orientale, ma la sua zona marittima è racchiusa in una stretta striscia di acque a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca. L’isola greca di Kastellorizo, che si trova a circa 2 km dalla costa meridionale della Turchia e a 570 km dalla Grecia continentale, è una delle principali fonti di frustrazioni per Ankara, che rivendica quelle acque come proprie. “La richiesta della Grecia di una zona di giurisdizione marittima di 40.000 chilometri quadrati a causa dei 10 chilometri quadrati di terra occupati dall’isola di Kastellorizo è assolutamente illogica”, ha dichiarato Erdogan. Le rivendicazioni della Grecia sulle acque intorno a Kastellorizo si basano su un trattato marittimo delle Nazioni Unite, la Convenzione di Montego Bay, firmata nel 1982, che tuttavia non è riconosciuto dalla Turchia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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