La Russia avverte: “Non collegate il Nord Stream 2 al caso Navalny”

Pubblicato il 17 settembre 2020 alle 16:34 in Germania Russia

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La costruzione del gasdotto Nord Stream 2, che collegherà la Russia alla Germania, non deve essere influenzata dagli sviluppi nel caso di Alexey Navalny, ha sottolineato il Cremlino, mercoledì 16 settembre. Dopo che Berlino ha confermato l’avvelenamento dell’oppositore russo, sono aumentate le pressioni sulla cancelliera tedesca, Angela Merkel, affinché fermi la realizzazione del progetto, quasi ultimato, in risposta al sospetto coinvolgimento di Mosca nell’incidente.

Parlando ai giornalisti durante una videoconferenza, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha chiarito che il Nord Stream 2 non va toccato quando si discute del caso Navalny. “Si deve smettere di menzionare il gasdotto con obiettivi di politicizzazione”, ha detto Peskov. “Si tratta di un progetto commerciale assolutamente in linea con gli interessi sia della Russia che dei Paesi dell’Unione Europea, in primis della Germania”, ha aggiunto.

Mosca sostiene di non aver ancora ricevuto le prove che il 44enne, oppositore del presidente russo, Vladimir Putin, sia stato avvelenato con un agente nervino Novichok, come affermato dai laboratori di Germania, Svezia e Francia. Finché il Paese non otterrà i campioni analizzati, ha detto il Cremlino, il caso continuerà ad essere trattato come una montatura per screditare la Russia a livello internazionale. Dal canto suo, il Parlamento europeo ha chiesto un’indagine internazionale approfondita sull’avvelenamento di Navalny e ha invitato i Paesi membri a prendere una posizione chiara, rafforzando le misure restrittive imposte contro la Russia e mettendone in atto di nuove.

Peskov ha fatto sapere che Mosca è intenzionata a collaborare con le indagini, ma, finora, ha detto il portavoce, il Cremlino non ha ricevuto nessuna risposta da parte dei Paesi europei. “Per andare avanti nelle indagini e chiarire le circostanze, la cooperazione con la Germania è essenziale. La Russia sta cercando di avvicinarsi a Berlino ma non ha trovato lo stesso atteggiamento di apertura dall’altro lato”, ha dichiarato il funzionario russo.

Guidato dalla compagnia russa Gazprom, in collaborazione con i partner occidentali, il progetto del Nord Stream 2, che dovrebbe raddoppiare le capacità dell’attuale gasdotto Nord Stream 1 collegando la Russia alla Germania, è completo per oltre il 90% e, se tutto andrà secondo i piani, è destinato ad entrare in funzione all’inizio del 2021. Nel segno che la Russia è determinata a proseguire con il progetto, una nave Gazprom è partita da San Pietroburgo, mercoledì 16 settembre, verso il porto di Mukran, la base di approvvigionamento del gasdotto in Germania, come mostrano i dati di tracciamento delle navi. L’opera, dal valore di 10 miliardi di euro, passerà per il Mar Baltico, collegando i produttori russi con gli utenti europei, per una lunghezza di più di 1200 km. La capacità di carico sarà di 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Berlino, nonostante le differenze politiche con la Russia, considera il Nord Stream 2 una fonte di energia più stabile e pulita, che permetterà al Paese di allontanarsi dal carbone e dall’energia nucleare.

Martedì 15 settembre, Navalny ha pubblicato una sua foto su Instagram seduto in un letto di ospedale a Berlino. Ha detto di essersi svegliato dal coma e di poter respirare autonomamente. “Ciao, sono Navalny. Mi mancate. Non riesco ancora a fare quasi nulla, ma ieri ho potuto respirare da solo tutto il giorno… mi è piaciuto molto. È un qualcosa d’incredibile, sottovalutata da molte persone”, si legge nella didascalia del post.

L’attivista russo, leader della Fondazione anticorruzione, si trova attualmente in un reparto di terapia intensiva dell’ospedale Charité, sotto stretta osservazione. A decidere il trasferimento a Berlino è stata la famiglia di Navalny, preoccupata per la vita dell’uomo se avesse continuato ad essere curato nel suo Paese. La squadra dell’oppositore russo ha sempre insistito sul fatto che Navalny fosse stato deliberatamente avvelenato dalle autorità russe, accuse che il Cremlino ha respinto come “discorsi vuoti”. I medici russi in Siberia hanno fin dall’inizio assicurato che i test atti a individuare le sostanze velenose nel corpo di Navalny erano risultati tutti negativi e le cause del suo malessere dovevano essere riscontrate in uno squilibrio dovuto a disturbi metabolici e a un basso livello di zucchero nel sangue.

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Chiara Gentili

di Redazione

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