La Costa d’Avorio è un Paese in bilico

Pubblicato il 17 settembre 2020 alle 17:15 in Africa Costa d'Avorio

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L’ex leader dei ribelli ed ex premier, Guillaume Soro, ha avvertito la comunità internazionale che la Costa d’Avorio è in un Paese in bilico. Le tensioni sono aumentati a seguito dell’annullamento delle candidature dei principali rivali del presidente in carica, che è al potere dal 2010.

Il tribunale supremo della Costa d’Avorio ha respinto 40 candidati presidenziali, lasciandone solo 4 in lizza nelle attesissime elezioni del 31 ottobre. La Corte Costituzionale ha convalidato la candidatura di Ouattara, ma ha annullato quelle di Soro e dell’ex presidente Laurent Gbagbo. La motivazione era basata sul fatto che entrambi avevano riportato condanne penali. Soro è stato condannato in contumacia a 20 anni di carcere in Costa d’Avorio con l’accusa di tentata insurrezione. Il 17 settembre, l’ex leader dei ribelli ha dichiarato di continuare a considerarsi un candidato e si è scagliato contro quello che ha definito un piano per l’elezione del 78enne Ouattara come presidente. “La mia candidatura è ferma, immutabile e irrevocabile”, ha riferito Soro ai giornalisti a Parigi. L’uomo ha aggiunto che il suo Paese è stato spinto “sull’orlo del baratro” dalla decisione del presidente di cercare di governare per un terzo mandato. In caso di successo, si tratterebbe di un “colpo di Stato”, secondo Guillaume. 

Nonostante il clima politico già teso, il partito Houphouetist Rally for Democracy and Peace (RHDP) di Ouattara ha annunciato che il presidente sarebbe stato ufficialmente nominato come candidato in una grande manifestazione ad Abidjan, il 22 agosto. Violente proteste hanno scosso la Costa d’Avorio da quando Ouattara, al potere dal 2010, ha annunciato la sua candidatura. Da agosto, oltre una dozzina di persone sono morte negli scontri tra manifestanti e polizia. La Costituzione afferma che il presidente può rimanere al potere solo per due mandati, ma Ouattara sostiene che le riforme costituzionali del 2016 abbiano azzerato tale conto e gli permettano di candidarsi nuovamente. Il 12 agosto il governo ha annunciato il divieto di manifestare in un comunicato letto alla televisione di Stato. 

Ouattara, 78 anni, aveva inizialmentedichiarato che si sarebbe opposto alle elezioni presidenziali del 31 ottobre, annunciate dopo la morte di infarto del suo successore, il primo ministro Amadou Gon Coulibaly. L’annuncio ha scatenato la furia tra i critici del presidente, poiché il politico ha già concluso due mandati. Questo ha quindi dichiarato di poterne effettuare un terzo sostenendo che i recenti cambiamenti costituzionali lo autorizzavano a “resettare l’orologio”. Le nuove elezioni si svolgeranno in un Paese ancora segnato da una guerra civile scoppiata nel 2011, quando Laurent Gbagbo si è rifiutato di cedere il potere a Ouattara dopo una sconfitta elettorale. I disordini che ne seguirono causarono circa 3.000 vittime e divisero il Nord e il Sud del Paese.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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