Coronavirus: l’Armenia riapre le scuole

Pubblicato il 17 settembre 2020 alle 6:26 in Armenia Europa

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I bambini armeni sono tornati a scuola dopo sei mesi di assenza, durante i quali il loro paese è stato considerato uno dei punti caldi della pandemia di COVID-19 nel mondo.

I bambini di prima elementare hanno iniziato le lezioni di persona il 14 settembre, mentre tutti gli altri hanno iniziato il 15 settembre. L’Armenia sta ancora lottando con il coronavirus, con 2.975 casi attivi, e le scuole hanno preso precauzioni per fare sì che il ritorno a scuola non segni l’inizio di una nuova impennata dei casi.

Tutti gli studenti ora ricevono controlli della temperatura prima di entrare nell’edificio e gli erogatori di disinfettante per le mani sono attaccati alle pareti. I banchi, tradizionalmente per due bambini, sono riservati a un nuovo studente.

Il “Giorno della conoscenza” – come il giorno del ritorno a scuola è noto in tutta l’ex Unione Sovietica – quest’anno ha avuto un aspetto dimesso. Non solo ha avuto luogo due settimane dopo il tradizionale 1° settembre, un tempo atteso dai bambini di tutta l’Unione, ma non ci sono state cerimonie né feste, gli studenti indossavano mascherine protettive e gli insegnanti erano impegnati ad assicurarsi che i giovani mantenessero un’adeguata distanza sociale.

I bambini sembrano capire l’importanza delle nuove regole – riporta la stampa locale.

“C’è il coronavirus e non voglio infettare mia nonna e mio nonno” – ha detto un alunno di prima elementare al servizio locale di Radio Free Europe/Radio Liberty in un reportage della scuola N53 di Erevan.

Gli insegnanti si stanno assumendo maggiori responsabilità a causa del coronavirus, ha detto uno degli amministratori della scuola N53, Seda Karakhanyan. “Non saremo solo insegnanti ma anche medici e genitori per i bambini”, ha detto. “Perché tutta la responsabilità per la loro salute è affidata a noi.”

Il Ministero dell’Istruzione ha offerto agli insegnanti di età superiore ai 65 anni, che corrono un rischio particolarmente elevato di contrarre COVID-19, di non lavorare pur continuando a ricevere i loro stipendi. Ma nessuno degli insegnanti della N53 ha accettato l’offerta, riferisce ancora Radio Free Europe.

Il primo ministro Nikol Pashinyan ha visitato un’altra scuola della Capitale, la N153, la mattina del 15 settembre per tenere un discorso di benvenuto. “Alcuni potrebbero pensare che sia possibile acquistare una Mercedes Classe G senza un’istruzione” – ha detto agli studenti riuniti. “Ma se è possibile acquistarne una, non è possibile costruirne una senza un’istruzione” – ha detto.

Pashinyan ha anche sottolineato la necessità di mantenere i protocolli anti-coronavirus. “Avere già una grande responsabilità, state camminando dentro [le scuole] con le mascherine, capiamo tutti quanto sia scomodo… Ma siete responsabile per i vostri nonni e per i nonni degli altri” – ha detto il premier ai bimbi.

Nonostante l’epidemia di coronavirus più grave nella regione – per un certo periodo l’Armenia è stata in testa alle classifiche mondiali nelle infezioni pro capite – il Paese ha anche preso la strada più rapida per riavviare le scuole, rispetto ai vicini.

Anche in Azerbaigian, le scuole sono iniziate il 15 settembre, ma solo per le classi 1-4 e solo due o tre giorni alla settimana. Gli studenti armeni andranno sei giorni alla settimana, ma per periodi più brevi del normale. Gli alunni azeri dalla quinta alla nona classe torneranno a scuola il 1° ottobre, ma stanno seguendo lezioni online già dal 1° settembre. Gli studenti delle scuole superiori inizieranno il 15 ottobre.

Anche in Georgia le scuole avrebbero dovuto ricominciare il 15 settembre, ma una nuova ondata di infezioni – il paese ha stabilito nuovi record negli ultimi giorni – ha affondato all’ultimo minuto i piani dell’esecutivo e ora l’apprendimento di persona è stato posticipato al 1° ottobre.

Il governo armeno aveva annunciato il ritorno all’apprendimento di persona il 10 agosto, con un video su Facebook del ministro dell’Istruzione Arayik Harutyunyan che spiega le nuove condizioni igieniche che le scuole dovrebbero osservare: le classi non dovrebbero essere più numerose di 20 studenti, i banchi dovrebbero essere posti a minimo 1,5 metri l’uno dall’altro e le aule dovrebbero essere grandi almeno 54 metri quadrati per ogni gruppo di 20 studenti. Gli edifici scolastici dovrebbero essere ventilati tre volte al giorno per 10 minuti e i bambini mangiano ai loro banchi piuttosto che in mensa.

In seguito a quell’annuncio, alcuni hanno approvato la decisione del governo, sottolineando i numerosi problemi della didattica a distanza, altri però, suggeriscono che potrebbe essere una decisione troppo affrettata. “Dovremmo lanciare un progetto pilota con diverse scuole nella capitale e in alcuni villaggi, raccogliere e analizzare dati per capire quanto sia pericoloso per la salute di insegnanti e studenti e come influenzi la diffusione del virus” – ha detto David Melik-Nubaryan, esperto di salute pubblica presso l’Università Statale di Erevan, a Radio Free Europe.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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