Bielorussia inizia test clinici del vaccino russo anti-Covid

Pubblicato il 17 settembre 2020 alle 6:22 in Bielorussia Russia

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I test clinici del vaccino russo “Sputnik V” contro il coronavirus sono ufficialmente iniziati in Bielorussia, ha affermato il ministro della Salute Dmitry Pinevich.

“Si può considerare che i test clinici siano già iniziati”, ha dichiarato Pinevich, citato dall’agenzia Belta, precisando che il processo inizia dal momento della scelta dei centri dove verranno effettuati i test.

Allo stesso tempo, il ministro ha notato che il vaccino non è stato ancora somministrato ai volontari.

Secondo Pinevich, l’uso del vaccino inizierà dopo che tutti gli esperti del Centro di esami e analisi del servizio sanitario bielorusso “avranno messo la propria firma” su tutti i documenti e autorizzazioni previsti dalla legislazione nazionale e questo processo richiederà un mese.

Il giorno prima, il presidente russo Vladimir Putin aveva dichiarato che la Bielorussia sarà il primo Paese a ricevere il vaccino russo contro il coronavirus.

Lo scorso 11 agosto, il Ministero della Salute russo ha infatti registrato il primo vaccino al mondo per la prevenzione del COVID-19 con il sostegno del Fondo russo per gli investimenti diretti. Si chiamerà Sputnik, in omaggio alle prime missioni spaziali sovietiche degli anni ’50 e ’60. Gli esperti hanno sottolineato che durante gli studi clinici, tutti i volontari hanno sviluppato livelli di anticorpi elevati e nessuno ha presentato gravi complicazioni.

Il vaccino, registrato come Gam-COVID-Vac, è stato sviluppato congiuntamente dall’Istituto di ricerca Gamaleya e dal Ministero della Difesa russo. In uno studio che ha coinvolto 38 volontari, è stata confermata la sua sicurezza e tutti coloro a cui è stato somministrato il vaccino hanno sviluppato un’immunità all’infezione.

Anche il presidente Vladimir Putin, durante l’annuncio ufficiale, ha espresso la propria gratitudine nei confronti di tutti coloro che hanno permesso lo sviluppo del vaccino, definito “un grande passo per tutta l’umanità”.

Secondo i medici, il farmaco a due componenti fornisce almeno due anni di protezione dalla malattia causata dal nuovo coronavirus. La produzione su larga scala del farmaco dovrebbe raggiungere i 500 milioni di dosi nei primi 12 mesi, mentre il governo russo ha già annunciato di avere ricevuto ordini per oltre due miliardi di dosi da oltre 30 paesi.


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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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