Venezuela: possibili sanzioni USA contro oppositori che non sostengono Guaidó

Pubblicato il 16 settembre 2020 alle 8:58 in USA e Canada Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Washington sta valutando la possibilità di sanzionare gli esponenti dell’opposizione venezuelana che non si esprimano abbastanza chiaramente contro il governo di Nicolás Maduro, schierandosi a fianco di Juan Guaidó.

Carrie Filipetti, vice sottosegretario di Stato con delega per Cuba e Venezuela presso l’Ufficio per gli affari dell’emisfero occidentale del Dipartimento di Stato, ha sottolineato l’importanza del fatto che i politici dell’opposizione in Venezuela rimangano uniti e si concentrino sullo stesso obiettivo finale: liberare il Paese dal governo chavista. 

Filipetti ha inoltre affermato che ci sono oppositori nel paese che cercano di “minare la democrazia” e che pertanto continueranno a subire le sanzioni statunitensi. 

“Forse ci sono alcuni individui che cercheranno di sostenere il regime di Maduro, che cercheranno veramente di minare la democrazia, per quegli individui che sostengono attivamente il regime continueremo ad applicare sanzioni e altri sforzi. Ma una cosa è non essere d’accordo sulle tattiche e altri che fondamentalmente hanno una strategia per supportare Maduro” – ha detto Filipetti.
Secondo l’alta funzionaria statunitense, sebbene ci siano disaccordi tra gli esponenti dell’opposizione venezuelana, la maggior parte sembra concentrata su un unico obiettivo: rovesciare Maduro e riportare la democrazia nel Paese.

Washington non riconosce il governo di Nicolás Maduro e insiste sulla necessità di svolgere nuove elezioni presidenziali. Da parte sua, Filipetti ha sottolineato che qualsiasi voto è impossibile mentre Maduro è al potere. “Le cosiddette elezioni del 6 dicembre sono una frode. Non sono libere. Non sono giuste. Non sono nemmeno veramente elezioni” – ha sottolineato Filipetti alludendo alle prossime elezioni dell’Assemblea nazionale, cui alcune formazioni di opposizione intendono prendere parte, contrariamente all’appello all’astensione lanciato da Juan Guaidó.

All’interno dell’opposizione venezuelana, c’è un settore che è impegnato in un dialogo con il governo di Nicolás Maduro e fa persino parte dell’attuale Assemblea nazionale. Tra loro c’è l’attuale presidente dell’organo legislativo, Luis Parra, ex membro di Primero Justicia, il partito fondato da Henrique Capriles Radonski. Parra è stato sanzionato dagli Stati Uniti nel gennaio 2020.

Invero, Parra è presidente solo di una parte dell’Assemblea Nazionale, cioè quella composta dai deputati del Partito Socialista Unito del Venezuela di Maduro e dai cosiddetti “oppositori dissidenti”, di cui Parra è il principale esponente. Si tratta di circa 80 deputati. L’altra parte, un centinaio di deputati in tutto, ha rieletto alla guida dell’AN il leader dell’opposizione Juan Guaidó.

Le elezioni per scegliere i nuovi membri dell’Assemblea Nazionale che si terranno alla fine di quest’anno hanno creato maggiori disaccordi tra l’opposizione, in quanto alcuni hanno considerato la possibilità di andare alle urne, come l’ex candidato alla presidenzaCapriles Radonski, mentre l’ala più riluttante al dialogo, guidata da María Corina Machado, ritiene che andare a votare con l’attuale Consiglio nazionale elettorale sia completamente privo di significato.

Da parte sua, Juan Guaidó, che è riconosciuto dall’amministrazione Trump come il presidente legittimo del paese, ha chiesto un percorso alternativo che consisterebbe in un appello al popolo e in un programma di mobilitazioni parallelo alle elezioni.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.