L’Egitto verso una ripresa delle esportazioni petrolifere in Libia

Pubblicato il 16 settembre 2020 alle 13:05 in Egitto Libia

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Il capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), il generale Khalifa Haftar, ha tenuto colloqui con una delegazione egiziana per discutere della ripresa degli scambi petroliferi tra le due nazioni. Le parti hanno affermato che le prospettive di una rinnovata collaborazione energetica sono reali e Haftar ha garantito che esistono “tutti gli strumenti” per impedire che le importazioni di petrolio cadano nelle mani di mercenari stranieri e milizie armate.

La delegazione egiziana ha sollevato la questione delle esportazioni petrolifere durante i colloqui, svoltisi a Bengasi, tra il generale Haftar e Ayman Badie, capo del comitato nazionale egiziano interessato agli affari libici. L’incontro, oltre che sulle questioni energetiche, si è concentrato anche su temi di interesse comune tra i due Paesi, come quello del ritorno alla stabilità politica e della fine del conflitto. I rappresentati del Cairo hanno ribadito il proprio sostegno a favore di una soluzione pacifica della crisi e dell’istituzione di un cessate il fuoco in tutto il Paese, affermando di essere “pronti a fornire qualsiasi supporto al popolo libico per superare il calvario subito dai cittadini”.

Badie e i suoi colleghi, prima di incontrare Haftar, hanno un tenuto un incontro ad Al-Qubah con il presidente del Parlamento di Tobruk, Aguila Saleh. Il portavoce di quest’ultimo, Abdullah Blehaq, ha rivelato che le due parti hanno discusso dei modi per porre fine alla crisi libica ed accelerare una soluzione politica, invitando tutte le parti interessate a “tornare sulla strada della pace e della stabilizzazione del cessate il fuoco”.

Saleh è attualmente impegnato nei colloqui per la scelta di un nuovo primo ministro a Tobruk, nella parte orientale della Libia, dove il governo si è dimesso il 13 settembre in seguito al crescente malcontento popolare per il deterioramento delle condizioni di vita, umanitarie e di salute. Bengasi, uno dei maggiori fulcri delle ultime proteste, oltre ad essere la seconda città più grande della Libia, è la base principale del generale Haftar. Tra i motivi di frustrazione della popolazione libica c’è la scarsa elettricità, legata alla mancanza di carburante per le centrali elettriche, che più volte ha causato blackout per oltre otto ore al giorno. Parallelamente, è stato segnalato un aumento dei prezzi di prodotti alimentari e dei beni primari.

Il governo di Tobruk non è riconosciuto a livello internazionale, diversamente dall’esecutivo con base a Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), guidato dal premier Fayez al-Sarraj. L’organo di Tobruk è affiliato al generale Haftar e rappresenta il suo “volto esecutivo”, cui fanno affidamento le autorità e la popolazione dell’Est della Libia.

Per quanto riguarda gli sviluppi in campo energetico nella regione nordafricana, è da segnalare che, mercoledì 16 settembre, la compagnia petrolifera italiana Eni e la British Petroleum hanno annunciato una nuova scoperta di gas nell’area di Great Nooros, situata nella licenza Abu Madi West, nelle acque convenzionali del Delta del Nilo. Questa nuova scoperta avvenuta attraverso il pozzo esplorativo Nidoco NW-1, si trova a 16 metri di profondità d’acqua, a 5 chilometri dalla costa e a 4 chilometri a nord del campo di Nooros, scoperto a Luglio 2015. “La valutazione preliminare dei risultati del pozzo, considerando l’estensione verso nord del reservoir e il comportamento dinamico del giacimento, unitamente alle recenti scoperte effettuate nell’area, portano le stime di gas in posto nella “Great Nooros Area” a circa 120 miliardi di metri cubi”, si legge nella dichiarazione pubblicata da Eni. Quest’ultima avvierà, insieme a British Petroleum e in coordinamento con l’Egyptian Petroleum Sector, le opzioni di sviluppo della nuova scoperta beneficiando della sinergia con le infrastrutture già presenti nell’area.

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Chiara Gentili

di Redazione

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