La Serbia vicina sia a Israele che alla Palestina

Pubblicato il 16 settembre 2020 alle 13:46 in Israele Palestina Serbia

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La Serbia si sta impegnando a migliorare le sue relazioni sia con Israele che con la Palestina, ha assicurato, martedì 15 settembre, il presidente Aleksander Vucic.

Durante un incontro con Muhammad Nabhan, ambasciatore palestinese a Belgrado, Vucic ci ha tenuto a informare la controparte dei recenti colloqui diplomatici tenuti a Washington e Bruxelles per la stabilizzazione delle relazioni con Israele. “La Serbia è impegnata a migliorare i rapporti sia con Israele che con la Palestina e vuole una soluzione sostenibile, basata sulle norme di diritto internazionale stabilite presso le Nazioni Unite, che porti pace, stabilità e progresso per tutti”, ha affermato il presidente serbo durante l’incontro. Vucic ha sottolineato che la Serbia ha sempre rispettato e mantenuto l’amicizia con la Palestina per favorire l’instaurazione di una pace e di una stabilità durature in Medio Oriente.

Il leader serbo ha espresso la speranza che la parte israeliana e quella palestinese trovino un modo per raggiungere al più presto un accordo che contribuisca a rendere migliore la vita di tutte le persone nella regione. In più, Vucic ha ringraziato la leadership palestinese per la sua posizione di principio sul non riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo, unilateralmente dichiarata da Pristina nel 2008.

Da parte sua, Nabhan ha affermato che la Palestina apprezza le sue relazioni con la Serbia, con la quale intrattiene profondi rapporti di amicizia, ma si è detto preoccupato per il consolidamento dei legami con Israele e per la possibilità che Vucic decida di spostare l’ambasciata serba a Gerusalemme. Il diplomatico ha infine espresso la speranza che le opinioni del popolo palestinese vengano rispettate dalla leadership serba nello spirito della tradizionale amicizia che lega i due Paesi. Al termine dell’incontro, gli interlocutori hanno concluso che Serbia e Palestina dovrebbero proseguire nella loro strada verso la formazione di un comitato misto di cooperazione, per rendere effettivi gli accordi esistenti e sfruttare le diverse opportunità di cooperazione globale.

A Washington, il 4 settembre, Vucic ha incontrato il primo ministro del Kosovo, Avdullah Hoti, e, alla presenza del presidente americano, Donald Trump, ha deciso di firmare un accordo per la normalizzazione dei rapporti economici con Pristina. Tramite l’intesa, la Serbia si è altresì impegnata a spostare la sua ambasciata a Gerusalemme, mentre il Kosovo a stabilire relazioni diplomatiche con Israele. Belgrado è il più stretto alleato di Mosca nei Balcani, ma il presidente Vucic sta da tempo cercando di stringere legami migliori con l’Occidente. Dopo la normalizzazione dei rapporti, Serbia e Kosovo hanno anche ripreso il dialogo in seno all’Unione Europea. Il governo di Pristina, che ha dichiarato l’indipendenza nel 2008, non è riconosciuto né da Berlgrado né da Mosca.

Il consigliere USA per la sicurezza nazionale, Robert O’Brien, che ha partecipato alle riunioni tra Pristina e Belgrado, ha affermato che l’accordo sull’espansione dei legami economici tra i due Paesi potrebbe aprire la strada a soluzioni politiche future. Lunedì 31 agosto, un alto funzionario dell’UE ha rivelato che i negoziati guidati dall’UE, interrotti nel 2018 ma ripresi a luglio 2020, potrebbero portare a un accordo entro pochi mesi.

I colloqui mediati dagli Stati Uniti erano stati precedentemente fissati a giugno, ma ritardati dopo che il presidente del Kosovo, Hashim Thaci, era stato incriminato per presunti crimini di guerra durante la rivolta del 1998-99 contro il dominio serbo e le sue conseguenze. Thaci, tuttavia, ha sempre negato le accuse.

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Chiara Gentili

di Redazione

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