Nuova IRA: il gruppo militante che lega l’Irlanda del Nord al Libano

Pubblicato il 15 settembre 2020 alle 20:05 in Irlanda del Nord Libano

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I servizi di sicurezza britannici sospettano che l’organizzazione paramilitare nordirlandese nota come Nuova IRA abbia stretto legami con il movimento libanese di Hezbollah per ricevere armi e finanziamenti. È quanto si apprende da un rapporto del Times, che riporta una serie di dichiarazioni basate sulle prove raccolte dall’agente dell’intelligence militare britannica (MI5), Denis McFadden. Quest’ultimo ha monitorato e spiato i dissidenti nordirlandesi per oltre due decenni, fino a quando, il mese scorso, ha deciso di esporsi pubblicamente.

Il gruppo paramilitare dell’Irlanda del Nord, secondo il rapporto, avrebbe stretto alleanza anche con altri gruppi radicali in Medio Oriente. L’operazione Arbacia, che ha coinvolto McFadden, ha scoperto che i dissidenti hanno iniziato a comunicare con Hezbollah e “altri gruppi palestinesi” quasi tre anni fa. Si sospetta che l’IRA abbia stabilito questi legami per importare armi dal Medio Oriente, inclusi mortai e fucili d’assalto, nessuno dei quali, però, è stato ancora sequestrato. Il braccio politico del gruppo, Saoradh, è un fervido sostenitore dell’Iran.

Nel 2018, i repubblicani nordirlandesi si sarebbero recati in Libano per incontrare i rappresentanti del movimento politico e militare di Hezbollah, sostenuto dall’Iran, ha scritto il Times. Si dice che McFadden abbia seguito da vicino il tentativo della Nuova IRA di creare legami con gruppi in Medio Oriente, almeno fino a quando il suo lavoro non è uscito allo scoperto dopo l’arresto di 10 persone, in Irlanda del Nord, con accuse legate al terrorismo.

La Nuova IRA è un piccolo gruppo di repubblicani che rifiuta l’accordo del Venerdì Santo o Belfast Agreement, firmato nel 1998 tra gli “unionisti”, prevalentemente protestanti e favorevoli alla permanenza dell’Irlanda del Nord nel Regno Unito, e i repubblicani, cattolici e favorevoli invece all’unificazione con l’Irlanda. In Irlanda del Nord la maggioranza della popolazione era unionista e protestante, mentre i repubblicani rappresentavano una minoranza. Tale intesa mise fine ai cosiddetti “Troubles”, l’insieme di violenze, attentati e divisioni che dalla fine degli anni ’60 avevano causato la morte di 3.600 persone, tra cui quasi 2000 civili, in Irlanda del Nord. Le tensioni erano nate dai crescenti attriti tra la comunità protestante e quella cattolica. Le due parti erano sostenute da formazioni paramilitari, quali l’IRA per i repubblicani, e l’Ulster Defence Association per gli unionisti. 

Il gruppo si è reso responsabile di una serie di attacchi contro la polizia del Regno Unito, nonché di vari omicidi di personalità della società civile, come la giornalista Lyra Mckee, uccisa il 18 aprile 2019. Nello specifico, la donna è stata assassinata durante una rivolta nella città di Londonderry, conosciuta anche come Derry, in quello che la polizia ha definito un atto terroristico. Un ventisettenne della Nuova IRA è stato arrestato, in base al Terrorism Act, in relazione all’omicidio della giornalista. Secondo quanto dichiarato al tempo dall’assistente capo della polizia, Constable Mark Hamilton, la Mckee si trovava in piedi vicino ad alcuni agenti delle forze dell’ordine quando un uomo armato ha iniziato a sparare nella loro direzione, nel sobborgo di Creggan. Di fatto, la città di Londonderry è nota per le numerose rivolte dei repubblicani, i quali vogliono porre fine alla sovranità britannica nella provincia a favore dell’unione con la Repubblica indipendente d’Irlanda.

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Chiara Gentili

di Redazione

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