In Libano, gli USA mettono in guardia la Francia da Hezbollah

Pubblicato il 15 settembre 2020 alle 16:21 in Francia Libano USA e Canada

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Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, si è rivolto alla Francia, mercoledì 15 settembre, avvertendola del fatto che i suoi sforzi per risolvere la crisi in Libano saranno vani se non si affronterà immediatamente la questione degli armamenti di Hezbollah, il gruppo sciita sostenuto dall’Iran.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, sta guidando gli sforzi internazionali per indirizzare il Libano sulla strada delle riforme economiche e del cambiamento politico, dopo decenni di corruzione e mala gestione delle finanze statali. Il movimento di Hezbollah svolge e continuerà a svolgere un ruolo chiave nella transizione, essendo una delle maggiori forze politiche del Paese mediorientale. Tuttavia, a differenza di Washington, che considera il gruppo, attivo anche dal punto di vista militare, una vera e propria organizzazione terroristica, Parigi sostiene che il braccio politico del movimento, democraticamente eletto, abbia una propria legittimità.

L’8 settembre, gli Stati Uniti hanno ampliato le sanzioni imposte contro il Libano inserendo nella lista nera di Washington due ex ministri del governo accusati di aver fornito supporto materiale ed economico ad Hezbollah. La mossa ha sollevato alcuni dubbi su quanto gli USA e la Francia si stiano coordinando rispetto alla situazione in Libano e alla presenza di fazioni che lottano per la formazione di un nuovo esecutivo.

“Gli Stati Uniti si sono assunti le proprie responsabilità e impediranno all’Iran di acquistare carri armati cinesi e sistemi di difesa aerea russi per vendere armi a Hezbollah e annullare gli sforzi del presidente Macron in Libano”, ha detto Pompeo, martedì 15 settembre, in un’intervista a radio France Inter. “Non possiamo permettere che Teheran acquisti maggiore denaro, armi e potere e allo stesso tempo consenta ad Hezbollah di scrollarsi di dosso i disastri che ha provocato in Libano”, ha aggiunto.

Il primo settembre, durante una visita in Libano avvenuta poco dopo l’esplosione del 4 agosto al porto di Beirut, Macron ha affermato che i politici libanesi hanno accettato di formare in tempi brevi un nuovo gabinetto. I funzionari di Parigi hanno specificato che la priorità è creare un governo che possa attuare rapidamente le riforme, mentre il discorso sulle armi di Hezbollah non è una questione urgente. Secondo il quotidiano francese Le Figaro, ad agosto Macron aveva incontrato il capo del blocco parlamentare di Hezbollah, Mohammed Raad, e parlato con lui della possibilità di dissociarsi dall’Iran e rimuovere le sue forze nella vicina Siria. La presidenza francese non ha confermato ufficialmente l’incontro ma non lo ha nemmeno negato. Sarebbe la prima volta che un leader francese incontra un membro del gruppo. “È un’arma a doppio taglio per Macron. Hezbollah fa parte dello stesso sistema di governance che deve cambiare in Libano e non sono sicuro che si possa parlare di un Hezbollah politico senza sapere come gestire l’Hezbollah armato”, ha dichiarato una fonte diplomatica francese.

Nato nel 1982 come movimento di resistenza contro l’occupazione israeliana del Libano meridionale e in seguito evolutosi in un partito politico locale, Hezbollah, che in arabo significa “il Partito di Dio”, è un’organizzazione paramilitare sciita libanese che alcuni Paesi, tra cui gli Stati Uniti e Israele, considerano un gruppo terroristico. Hezbollah rappresenta un attore chiave nell’arena politica libanese. Israele considera il movimento sciita armato, sostenuto da Teheran, la più grande minaccia per il Paese proveniente dall’esterno dei confini nazionali. Il 15 ottobre 2018, gli Stati Uniti hanno incluso Hezbollah in una lista comprendente 5 gruppi che il Dipartimento di Giustizia americano ha designato come organizzazioni criminali transnazionali, nei confronti delle quali Washington ha predisposto indagini e misure penali più severe.

Nonostante le molteplici sanzioni dirette contro Hezbollah, Beirut continua ad essere tra i maggiori destinatari di aiuti statunitensi e Washington rappresenta il principale partner del Libano in materia di sicurezza. Dal 2006, gli Stati Uniti hanno fornito oltre $ 1.7 miliardi di aiuti, con il fine di rafforzare le capacità delle forze armate libanesi, destinate a proteggere i confini del Paese, contrastare le minacce interne e difendere il territorio nazionale. Ciò avviene altresì attraverso la fornitura di aeromobili ad ala fissa e ad ala rotante, munizioni, veicoli e operazioni di addestramento congiunte.

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Chiara Gentili

di Redazione

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