Brexit: la Camera dei Comuni appoggia il progetto di Johnson

Pubblicato il 15 settembre 2020 alle 12:00 in Europa UK

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Il primo ministro britannico, Boris Johnson, ha ottenuto una prima approvazione parlamentare a sostegno del suo controverso progetto di legge, che mira a modificare parti dellaccordo di recesso dallUE. Il voto alla Camera dei Comuni rischia di accrescere le distanze dal blocco europeo e aumentare le probabilità di una hard Brexit nonostante lavversione di Bruxelles e dellopposizione britannica.

Johnson ha guadagnato 340 voti a favore del suo progetto di legge sul mercato interno contro 263 voti contrari. Tuttavia, circa 30 parlamentari del suo partito si sono astenuti e 2 hanno espresso un voto negativo. Il premier ritiene la nuova disposizione legislativa una rete di salvataggio, finalizzata a proteggere il mercato britannico dalla minaccia europea di dazi e dalleventuale blocco del trasporto di prodotti alimentari e agricoli tra Gran Bretagna e Irlanda del Nord. LUE non ha ancora tolto la pistola dal tavolo, ha detto Johnson davanti al Parlamento poco prima del voto, nella tarda serata di lunedì 14 settembre. Ciò che non possiamo fare adesso è tollerare una situazione dove la nostra controparte crede di avere il potere di distruggere il nostro Paese, ha aggiunto.

LUnione Europea considera propagandai discorsi del primo ministro britannico e invita il governo a rispettare le disposizioni contenute nellaccordo di recesso già concluso tra le parti ed entrato in vigore il primo febbraio 2020. Il blocco, in particolare, chiede a Johnson di ritirare, entro la fine di settembre, le norme del nuovo progetto di legge che stridono con il trattato di recesso e avverte che, in caso contrario, Londra si dovrà preparare ad unuscita senza accordo commerciale, con il rischio che tutti i settori, compreso quello alimentare e delle macchine, restino privi di regolamentazioni ed esposti ai dazi europei.  

Il controverso progetto di legge sul mercato interno è stato annunciato da Johnson il 9 settembre.  Il disegno, fortemente contestato da Bruxelles e dall’opposizione parlamentare, mira a rivedere le parti dell’accordo riguardanti il protocollo speciale sulla garanzia del confine aperto fra Irlanda e Irlanda del Nord, al fine di tutelare al meglio il mercato interno britannico. Il testo, che lo stesso ministro Brandon Lewis ha ammesso potrebbe rappresentare una violazione, seppur “limitata”, del diritto internazionale, punta a ridefinire le modalità di commercio all’interno dei confini della Gran Bretagna dopo l’effettiva entrata in vigore della Brexit, ovvero alla mezzanotte del 31 dicembre 2020.

Diversi membri conservatori del Parlamento hanno espresso preoccupazione in merito al progetto di Johnson, con lex ministro delle Finanze, Sajid Javid, e lex procuratore generale, Geoffrey Cox, che hanno denunciato il pericolo di rottura dei rapporti tra Londra e Bruxelles. Anche tutti gli ex primi ministri britannici, dai Tory come John Major, David Cameron e Theresa May ai laburisti come Tony Blair e Gordon Brown, hanno avvertito che il disegno di legge metterà a rischio la reputazione e laffidabilità internazionale del Regno Unito.

“Capisco come alcune persone si sentano a disagio per l’uso di questi poteri e condivido io stesso questo sentimento”, ha ammesso Johnson, sottolineando che, tuttavia, questi poteri sono una polizza assicurativa e, se raggiungiamo un accordo con i nostri amici europei, cosa che ritengo ancora possibile, non ci sarà mai il bisogno di invocarli”. Il premier ritiene che il disegno di legge sul mercato interno garantirà un “accesso illimitato” al commercio futuro all’interno delle quattro regioni del Regno Unito, ovvero Scozia, Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord. Con la nuova legislazione, inoltre, Londra potrà unilateralmente regolare il commercio e gli aiuti di Stato del Regno Unito allinterno dellIrlanda del Nord in violazione dellaccordo sulla Brexit, che prevede invece che Bruxelles possa avere voce in capitolo. Alcuni diplomatici europei, tuttavia, ritengono che Johnson abbia in mente di iniziare un braccio di ferro con Londra per spingere verso il collasso dei colloqui commerciali, in corso tra UE e Regno Unito, qualora non dovesse riuscire a ottenere laccordo che vuole.

I difficili negoziati sull’accordo di uscita dall’UE sono ripresi la scorsa settimana a Bruxelles. Secondo gli esperti, il progetto del governo di Londra causerà però ulteriori ritardi nelle trattative sulle rimanenti questioni da definire prima della Brexit e complicherà ulteriormente i rapporti tra le delegazioni britannica ed europea, rischiando di cancellare definitivamente le possibilità di un’uscita dal blocco con “deal”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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