Maduro annuncia arresto di spia americana in Venezuela

Pubblicato il 14 settembre 2020 alle 8:30 in USA e Canada Venezuela

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Il presidente venezuelano ha annunciato l’arresto di una presunta spia americana che cercava di attaccare un impianto petrolifero con armi di alto calibro.

La spia è stata catturata nello stato di Falcón, sulla costa nord-occidentale del Paese, al confine con la Colombia. Si tratterebbe di un ex marine statunitense nonché agente della CIA. Secondo i media locali, il cittadino statunitense sarebbe stato trovato con armi pesanti e una “grande quantità” di dollari USA. Nei suoi obiettivi c’erano le strutture petrolifere di Amuay e Cardón.

“Ieri abbiamo catturato una spia americana nello stato di Falcón che spiava le raffinerie di Amuay e Cardón. […] due giorni fa, il compagno Tareck El Aissami (ministro del petrolio ) insieme a un gruppo di esperti, gli ingegneri, ha scoperto e smantellato un piano per provocare un’esplosione nella raffineria di El Palito”, ha aggiunto.

Il presidente ha chiesto agli operai delle raffinerie e agli abitanti dello stato costiero di Falcón di stare attenti alla minaccia di un possibile attacco.

Le raffinerie di Amuay e Cardón si trovano nel Centro di raffinazione di Paraguaná, nello stato di Falcón, a nord del Paese, mentre El Palito è uno dei complessi di raffinazione del petrolio più importanti del Venezuela, situato nello stato di Carabobo, sempre a nord.

Il Venezuela è stato costretto a chiudere le due raffinerie dopo le difficoltà dovute alle sanzioni statunitensi. Tuttavia, la raffineria di Cardón è stata riavviata con successo in aprile dopo che l’Iran ha fornito materiale vitale per riavviare la sua unità di cracking catalitico. L’aiuto è stato seguito poco dopo da cinque petroliere inviate dall’Iran per compensare le gravi carenze create dalla chiusura delle raffinerie.

L’intervento di Teheran ha fatto infuriare Washington, che sta cercando di isolare Maduro politicamente e Teheran commercialmente, allontanando i suoi partner commerciali con sanzioni unilaterali. 

Anche il Venezuela è nel mirino delle sanzioni statunitensi che ne hanno colpito l’industria petrolifera, cuore dell’economia del Paese. Washington ha giustificato le misure unilaterali che colpiscono anche i partner commerciali di Caracas puntando il dito contro la presunta illegittimità della rielezione di Maduro.

L’arresto della presunta spia arriva pochi mesi dopo il tentato colpo di stato della compagnia mercenaria statunitense Silvercorp, che ha tentato arrivare in Venezuela dalla Colombia con l’obiettivo di sequestrare Maduro. Durante l’operazione otto dei mercenari sono rimasti uccisi e gli altri sono stati prontamente arrestati da diversi pescatori venezuelani membri della milizia locale. Washington ha negato ogni coinvolgimento nell’operazione.

Ad agosto, due dei mercenari della Silvercorp, Luke Denman e Airan Berry, entrambi veterani statunitensi, sono stati condannati a 20 anni di carcere dopo aver ammesso i crimini di cospirazione, associazione, traffico illecito di armi da guerra e terrorismo.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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