Lukashenko vola a Sochi da Putin per restare al potere

Pubblicato il 14 settembre 2020 alle 12:03 in Bielorussia Russia

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I presidenti di Russia e Bielorussia, Vladimir Putin e Alexander Lukashenko, si incontreranno oggi, 14 settembre, a Sochi. Questa sarà la prima visita all’estero del leader bielorusso dopo le elezioni presidenziali, a seguito delle quali sono iniziate nel Paese proteste di massa contro il suo sesto mandato consecutivo.

La Russia, a differenza di un certo numero di stati occidentali, ha riconosciuto come legittimi i risultati del voto nel Paese vicino. La visita del presidente bielorusso in Russia è stata preceduta da intensi preparativi, compreso un viaggio a Minsk all’inizio di settembre del primo ministro russo Michail Mishustin. Secondo lo stesso Lukashenko, durante il suo incontro con Putin, si prevede di affrontare “gli argomenti più delicati e dolorosi nelle relazioni tra i due Stati”.

Secondo il servizio stampa del Cremlino, sul tavolo vi saranno le questioni chiave dell’ulteriore sviluppo delle relazioni russo-bielorusse di partenariato strategico e alleanza.

“Si prevede di prestare particolare attenzione alla realizzazione di grandi progetti comuni nelle aree commerciale, economica, energetica, culturale e umanitaria, nonché alle prospettive di promozione dei processi di integrazione all’interno dello Stato dell’Unione” – riferisce la nota del Cremlino.

Secondo l’addetto stampa del presidente della Federazione russa, Dmitrij Peskov, non è prevista la firma di alcun documento a seguito dell’incontro.

Peskov ha sottolineato che, tenendo conto degli eventi che la Bielorussia sta attraversando, questa è una visita importante e la comunicazione tra i due leader sta diventando particolarmente rilevante. Ha ricordato inoltre che a livello di esperti e di vari dipartimenti, il lavoro continua su temi come la road map per l’integrazione, i prezzi dell’energia, i vari debiti, l’interazione tra le imprese.

“Tutto questo viene discusso ogni volta nelle riunioni dei due presidenti” – ha detto Peskov all’agenzia di stampa TASS, confermando che i colloqui tra Putin e Lukashenko verteranno, in particolare, sulla questione del rifinanziamento del debito statale bielorusso nei confronti della Federazione russa.

Il portavoce del leader russo, parlando dei temi dei prossimi colloqui, ha anche ricordato lo scambio di opinioni sui conflitti regionali e altri processi più urgenti in Europa. Allo stesso tempo, il portavoce del Cremlino ha definito “un’assurdità assoluta” il discorso sul presunto possibile “assorbimento” della Bielorussia da parte della Russia dopo la visita di Lukashenko.

Sullo sfondo della persistente difficile situazione politica interna in Bielorussia, è importante che Minsk ottenga il sostegno di Mosca in modo che le forze esterne, come ha ripetutamente affermato Lukashenko, non possano creare uno scenario da “rivoluzione colorata” nella repubblica e creare un cuneo tra i due più stretti alleati. A questo proposito, lo sviluppo dello Stato dell’Unione e i processi di integrazione tra i due paesi sono di particolare interesse nei prossimi colloqui.

Le relazioni tra Minsk e Mosca sono tese quando si tratta di integrazione, debito e questioni energetiche. I disaccordi sorti nel 2019 in quest’area hanno persino portato alla sospensione delle forniture di petrolio russo alla Bielorussia. In un recente incontro a Minsk, le parti hanno convenuto di risolvere la questione del debito bielorusso per le forniture energetiche e di discutere i termini delle forniture nel 2021 e a lungo termine. Inoltre, la questione del reindirizzamento delle forniture di prodotti petroliferi bielorussi dai porti lituani ai porti russi è allo studio sullo sfondo di un forte aggravamento delle relazioni tra Minsk e Vilnius, con la Lituania che si è messa alla guida campagna anti-Lukashenko nella UE, sanzionando per prima personalmente il Capo dello Stato bielorusso.

Un elemento importante del dialogo sull’energia è la centrale nucleare bielorussa, il cui contraente generale è la russa Rosatom. Stando a quanto previsto, inizierà a generare elettricità entro novembre di quest’anno, quindi è necessario risolvere ora le questioni fondamentali dell’interazione tra i sistemi energetici di Russia e Bielorussia.

Gli esperti affermano che permangono difficoltà nella cooperazione economica tra Mosca e Minsk: nella prima metà del 2020, il commercio bilaterale è sceso del 21% a 12,5 miliardi di dollari. Il primo ministro russo Michail Mishustin in visita a Minsk il 3 settembre scorso, ha espresso la speranza che i partner “possano recuperare il ritardo e tornare alle cifre dell’anno scorso”. Il suo omologo bielorusso Roman Golovchenko ha sottolineato che ciò richiederebbe “decisioni chiare e comprensibili a livello dei governi dei due paesi”.

Anche la cooperazione tra i due Paesi nella lotta al coronavirus è uno dei temi in agenda. Durante la pandemia, la Russia ha promesso di aiutare la Bielorussia con un vaccino sviluppato contro il nuovo coronavirus. Putin e Lukashenko hanno convenuto che Minsk sarà una delle prime a ricevere il farmaco russo e ad unirsi alle fasi finali delle sperimentazioni sui vaccini.

Putin e Lukashenko si sono incontrati l’ultima volta il 30 giugno a Tver, nella Russia centrale. Pochi giorni prima il leader bielorusso era uno dei pochi capi di stato stranieri presenti alla Parata militare che commemorava il 75esimo anniversario della vittoria sul nazismo.

 

Nel mese di agosto, prima e durante le proteste in Bielorussia, Putin e Lukashenko hanno parlato più volte al telefono. Il 7 agosto, prima delle elezioni, i presidenti dei due paesi hanno discusso, tra l’altro, della detenzione di 33 cittadini russi in Bielorussia, accusati di spionaggio in vista del voto della domenica successiva. Il giorno dopo le elezioni in Bielorussia, il 10 agosto, Putin ha inviato un telegramma di congratulazioni al suo collega. Le massicce proteste in Bielorussia dopo la sintesi dei risultati delle votazioni non hanno influenzato la posizione della Russia sulle elezioni.

“Abbiamo riconosciuto la loro legittimità, mi sono congratulato con Alexander Grigorievich Lukashenko per aver vinto queste elezioni. Questo è tutto” – ha detto Putin più tardi in un’intervista, ma il capo della diplomazia del Cremlino, Sergej Lavrov, affermava che il voto non era stato “ideale” e Mosca respingeva le richieste di aiuto militare di Lukashenko invitando la Bielorussia a “risolvere i suoi problemi da sola”. Dopo due settimane Putin ha creato una “forza di riserva” pronta a intervenire in Bielorussia se la situazione dovesse degenerare, affermando tuttavia che Lukashenko avrebbe dovuto “prendere atto” delle manifestazioni, e aggiungendo che la sua speranza era non ricorrere all’invio di truppe russe nel Paese vicino.

Man mano che la situazione politica interna ed estera intorno alla Bielorussia si è complicata, i contatti russo-bielorussi sono diventati notevolmente più attivi. Oltre ai presidenti dei due Paesi, anche i capi di governo hanno avuto diverse conversazioni telefoniche. Il giorno prima della visita di Mishustin a Minsk, il ministro degli esteri bielorusso Vladimir Makei ha visitato Mosca. La scorsa settimana, il CEO di Gazprom, Aleksej Miller, ha tenuto un incontro di lavoro con l’ambasciatore bielorusso nella Federazione russa Vladimir Semashko e il ministro bielorusso dell’Energia Viktor Karankevich, discutendo con loro le questioni attuali e future della cooperazione nel settore del gas dei due stati. Il Ministero dei Trasporti della Federazione russa, a sua volta, ha annunciato una riunione di rappresentanti dei dipartimenti dei trasporti di Russia e Bielorussia.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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