Immigrazione: lo sbarco di 25 migranti dopo 40 giorni in mare

Pubblicato il 14 settembre 2020 alle 17:08 in Immigrazione Italia

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Un gruppo di 25 migranti che era rimasto bloccato a bordo di una nave cisterna nel Mediterraneo per 40 giorni è stato autorizzato a sbarcare in Sicilia, dopo che l’Italia ha accettato di accoglierlo.

Le 25 persone sono sbarcate il 12 settembre nella città portuale di Pozzallo, in Sicilia, ponendo fine a un “incubo” durato più di un mese, secondo quanto riferito nel comunicato dell’ONG Mediterranea. “Lo stallo più lungo e vergognoso della storia marittima europea finisce”, ha scritto in un post su Twitter l’organizzazione, dopo lo sbarco. I migranti erano stati trasferiti l’11 settembre sulla nave italiana Mare Jonio, gestita da Mediterranea, dopo essere stati ancorati al largo delle coste di Malta, sulla Maersk Etienne, dal 4 agosto agosto. Le persone a bordo erano “in gravi condizioni psicofisiche che rendevano impossibile la permanenza sull’imbarcazione”, ha riferito Mediterranea, dopo il trasferimento.

L’equipaggio della Maersk Etienne aveva salvato i migranti, tra cui una donna incinta, il 4 agosto vicino a Malta da un’imbarcazione di legno che era in mare da giorni ed è affondata subito dopo l’operazione di salvataggio. Le autorità maltesi, italiane e libiche avevano subito negato l’autorizzazione a sbarcare per i migranti. “Questo blocco di 40 giorni è intollerabile”, aveva scritto su Twitter l’ONG francese SOS Mediterranee, invitando i Paesi dell’Unione Europea a trovare una soluzione. Tuttavia, la questione è rimasta irrisolta per settimane. Proprio per trattare il problema dell’immigrazione, il 3 agosto, il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha avuto un colloquio telefonico con l’Alto Rappresentante dell’UE per la Politica Estera, Josep Borrell. Nel corso della telefonata, Di Maio ha citato l’aumento dei flussi migratori irregolari provenienti dalla Tunisia e ha ribadito che le coste italiane rappresentano il confine meridionale dell’UE. Il ministro ha poi affermato che Roma si aspetta un impegno da Bruxelles sia sul fronte della redistribuzione sia per quanto riguarda il supporto ai rimpatri. Di Maio e Borrel hanno dichiarato di sperare in un adeguato livello di cooperazione da parte della Tunisia, per prevenire le partenze irregolari. Al riguardo, l’Alto Rappresentante dell’UE ha assicurato il suo personale interessamento affinché la questione venga affrontata. 

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, dal primo gennaio al 10 settembre sono sbarcati in Italia circa 20.400 stranieri, cifra nettamente superiore ai quasi 5.800 arrivi via mare registrati nello stesso periodo del 2019. Le prime cinque nazionalità giunte in Italia negli otto mesi passati risultano essere tunisina, bangladese, ivoriana, algerina e pakistana. I minori non accompagnati, dall’inizio dell’anno, ammontano a 2.566. In tale contesto, la situazione relativa all’accoglienza peggiora in tutta Europa. Il 9 settembre un incendio ha distrutto il più grande campo profughi europeo, quello di Moria a Lesbo. A tale proposito, il 10 settembre, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha affermato che l’Europa non può dirsi soddisfatta della gestione del fenomeno migratorio. “In pratica, ad oggi non esiste una politica migratoria europea e questo è un pesante fardello per l’Unione”, ha dichiarato, senza mezzi termini, la Merkel, a margine di un incontro con il presidente del Partito Popolare Europeo (Ppe), Donald Tusk, presso la fondazione Konrad Adenauer, a Berlino.

Le dichiarazioni della cancelliera sono arrivate in seguito alla decisione di Francia e Germania di accogliere 400 minori non accompagnati rimasti senza tetto dopo l’incidente di Moria. L’iniziativa risponde alla volontà della Merkel e di Macron di mostrare solidarietà alla Grecia. Ci sono attualmente circa 12.000 migranti sull’isola di Lesbo che non dispongono più di un rifugio e che sono costretti a dormire in strada. Anche se non è ancora noto come saranno distribuiti i 400 minori, 16 parlamentari tedeschi hanno scritto al ministro dell’Interno, Horst Seehofer, chiedendo di accogliere altri 5.000 profughi in Europa o, in assenza di un accordo, nella sola Germania. Durante il suo intervento a Berlino, giovedì 10 settembre, la Merkel ha sottolineato che intende fare grandi passi avanti sulla questione migratoria nel corso della presidenza tedesca dell’Unione Europea. Più di 36.000 richiedenti asilo vivono nei centri di accoglienza allestiti sulle varie isole greche. A Samos, 6.782 persone alloggiano in un centro progettato per contenerne 660, mentre altre si trovano in rifugi improvvisati disposti sui pendii circostanti. Anche i centri di accoglienza di Chios, Kos e Leros sono sovraffollati. La maggior parte dei richiedenti asilo e dei migranti sono famiglie. Un terzo della popolazione è costituito da bambini, molti al di sotto dei 12 anni.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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