Coronavirus: il Kakzakistan fa marcia indietro e chiude le scuole

Pubblicato il 14 settembre 2020 alle 6:04 in Asia Kazakistan

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Con un’altra ondata di casi di coronavirus incombente, le autorità educative del Kazakistan hanno deciso di riprendere con la didattica a distanza per i bambini nel primo trimestre dell’anno scolastico, nonostante le richieste dei genitori per una ripresa dell’insegnamento in presenza.

I funzionari kazaki hanno reso noto in un briefing con la stampa il 10 settembre che la loro decisione si è basata sull’esperienza dei paesi che hanno visto un picco di nuovi casi COVID-19 dopo la riapertura delle scuole.

Yeraly Tugzhanov, il vice primo ministro, ha dichiarato che l’apprendimento a distanza rimarrà in vigore almeno per il primo trimestre accademico, che durerà poco più di tre mesi. Tuttavia, è stato consentito di riaprire un numero limitato di scuole che accolgono bambini dalla prima alla quarta elementare in classi semi-capienti.

Il ministro della Salute Aleksej Tsoi ha lasciato aperta la possibilità che le precauzioni di sicurezza per le scuole possano essere allentate, ma ha detto che ciò avverrebbe come parte di un processo graduale.

Tsoi ha osservato che, nonostante i blocchi introdotti a marzo, ci sono stati 2.500 casi di infezioni da coronavirus tra i bambini. Sebbene i bambini sotto i 12 anni sperimentino quasi universalmente infezioni molto meno violente degli adulti, sono ancora potenziali portatori di infezioni, ha affermato. “L’uso di controlli della temperatura senza contatto, che regolano l’occupazione della classe, i movimenti e le mascherine non funziona bene con i bambini più piccoli” – ha detto Tsoi. “Pertanto, il rischio di trasmettere il virus tra di loro è molte volte superiore a quello degli adulti”.

Il responsabile della Salute del governo di Nur-Sultan si è anche soffermato sulla minaccia parallela di un’ondata di casi di influenza stagionale e infezioni virali respiratorie acute, che tipicamente iniziano a manifestarsi intorno a novembre, quando il clima si fa più freddo. Circa il 70% dei portatori di queste malattie tendono ad essere bambini sotto i 14 anni, ha detto. Colpiti da malattie come l’influenza stagionale, i bambini perderebbero l’immunità e quindi diventerebbero più soggetti a contrarre il coronavirus, ha affermato ancora.

Tsoi ha voluto dare alla popolazione il messaggio che il Kazakistan sarà preparato meglio per la prossima ondata di COVID-19 di quanto non fosse la prima volta. Tredici strutture per la cura delle malattie infettive sono in programma di costruzione e il governo ha acquistato altri 6.000 ventilatori e creato 22.000 posti letto con apparecchiature per l’ossigeno.

La decisione di riaprire le scuole era stata presa su pressione di docenti e famiglie. La didattica a distanza può avere senso da una prospettiva epidemiologica, ma gli insegnanti hanno trovato difficile far fronte alle sfide dell’insegnamento mediante la tecnologia digitale, come la messaggistica istantanea. Gli insegnanti si lamentano del fatto che gli studenti saltano le lezioni e non riescono a completare i compiti. I social media pullulano delle richieste di genitori stanchi che chiedono un ritorno ai formati di apprendimento tradizionali, una novità in un Paese come il Kazakistan dove la popolazione non è solita criticare le decisioni del governo, nemmeno sui social.

La negatività della popolazione nei confronti del formato di apprendimento remoto è stata solo aggravata da alcuni imbarazzanti scandali che hanno coinvolto l’uso dello strumento di conferenza Zoom. Un genitore si è lamentato, ad esempio, che suo figlio è stato esposto a contenuti pornografici attraverso il programma. “Noi genitori siamo assolutamente inorriditi da ciò che sta accadendo”, ha scritto su Facebook Tatyana Golubeva, residente ad Almaty. “Lasciate che i nostri figli vadano a scuola e ottengano l’istruzione garantita loro dalla costituzione del Kazakistan” – chiede ancora la donna.

Il ministero dell’Istruzione ha minimizzato tali reclami, affermando che questo tipo di incidenti rappresenta una rara eccezione alla norma. L’incidente a cui allude Golubeva si è verificato quando un allievo ha condiviso un collegamento alla conferenza Zoom con un estraneo, che ha poi condiviso un collegamento contenente il materiale offensivo “come uno scherzo” – ha riferito il ministero.

Ad oggi il Kazakistan riporta oltre 106.000 casi e 1650 morti.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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