Bielorussia: 250 arresti, arrivano i militari russi

Pubblicato il 13 settembre 2020 alle 19:27 in Bielorussia Russia

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La portavoce del Ministero dell’Interno della Bielorussia, Olga Chemodanova, ha affermato che la polizia ha arrestato 250 manifestanti a Minsk, il 13 settembre. Nella città è in corso una protesta anti-governativa che avrebbe radunato oltre 100.000 persone e che ha spinto le autorità a dispiegare un grande numero di forze armate. Intanto,  la Russia ha inviato in Bielorussia truppe di paracadutisti a per partecipare ad un’esercitazione.

Nel comunicato rilasciato su Telegram, Chemodanova ha specificato che i manifestanti sono stati arrestati in più aree della capitale bielorussa e che tutti loro hanno utilizzato bandiere e altri simboli non registrati secondo le procedure di legge, oltre a poster di vario genere che in alcuni casi avevano un contenuto offensivo. Sempre secondo il ministero dell’Interno bielorusso, nel Paese sarebbero state attive proteste popolari in 17 località alle quali avrebbero preso parte 3.000 persone.

Tuttavia, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa inglese Reuters, i dati delle proteste sarebbero ben diversi da quelli forniti dal Ministero degli Interni e, il 13 settembre, sarebbero state almeno 100.000 le persone che sono scese in strada a Minsk. I manifestanti avrebbero formato una grande colonna umana che si è diretta verso il distretto in cui ha sede il governo declamando slogan quali :“Lunga vita alla Bielorussia” e, rivolgendosi al presidente bielorusso, Alexander Lukashenko ,“Sei un ratto”, “Fascista”.

A Minsk, la situazione sarebbe particolarmente tesa, le autorità avrebbero dispiegato numerosi agenti di polizia e avrebbero chiuso alcune aree del centro tra cui la Piazza Oktyabrskaya e la Piazza dell’Indipendenza, sigillandole con filo spinato. Secondo alcune fonti, poi, la polizia avrebbe anche sparato colpi di avvertimento in aria per sedare le proteste nei pressi di un area in cui vive la leadership politica del Paese ma questa notizia è stata smentita dal Ministero dell’Interno bielorusso. Tuttavia, è stato confermato che l’esercito ha schierato i propri camion per bloccare i viali che conducono al quartiere di Drozdy, dove vivono molti funzionari bielorussi e dove si trova una delle residenze del governo, per impedire ai manifestanti di accedervi.

Parallelamente alle proteste di Minsk, anche nella città di Brest la popolazione è scesa in strada e la polizia locale ha utilizzato cannoni ad acqua per respingerli, arrestando anche alcuni partecipanti. Altre manifestazioni sono poi in corso nelle città bielorusse di Grodno, Mogilev, Baranovichi e Vitebsk.

Intanto, mentre Lukashenko si prepara a recarsi in visita a Mosca il prossimo 14 settembre per incontrare il presidente russo, Vladimir Putin, il 13 settembre, il Ministero della Difesa della Russia ha affermato che invierà in Bielorussia truppe di paracadutisti della divisione Pskov per partecipare ad un’esercitazione congiunta che inizierà il 14 settembre e si protrarrà fino al successivo 25 settembre.

Lo scorso 9 agosto, Minsk aveva aperto le urne delle elezioni presidenziali dalle quali sarebbe risultato vincitore il presidente uscente, Alexander Lukashenko, al potere dal 1994, con il 79,7% dei voti, mentre la sua avversaria, Svetlana Tichanovskaja, avrebbe ottenuto il 10,12% dei consensi. L’esito elettorale non è stato accettato dalla popolazione che è da allora scesa in strada a decine di migliaia, incontrando la ferma opposizione del governo, che ha deciso di adottare una linea dura contro i manifestanti e procedere alla repressione dei movimenti con migliaia di arresti. Nel corso delle proteste, durante le quali hanno anche perso la vita 2 persone, la popolazione sta chiedendo il rilascio dei prigionieri politici e nuove elezioni eque e libere che possano ripristinare la giustizia. Lukashenko ha però smentito le accuse di broglio elettorale.

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Camilla Canestri

di Redazione

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