Normalizzazione dei rapporti tra Bahrein e Israele: le reazioni

Pubblicato il 12 settembre 2020 alle 11:00 in Bahrein Israele

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A livello internazionale, le reazioni alla normalizzazione dei rapporti tra il Bahrein e Israele, stabilita l’11 settembre, sono state numerose e discordanti.

Prima fra tutti gli oppositori dell’accordo vi è stata l’Autorità Palestinese che ha giudicato tale decisione come un ulteriore tradimento ricevuto da parte di un Paese arabo. Il ministro per gli Affari Sociali dell’Autorità Palestinese, Ahmad Majdalani, ha definito l’intesa “una pugnalata nella schiena alla popolazione e alla causa palestinesi” e, come riferito dal Ministero degli Esteri dell’Autorità, l’ambasciatore palestinese nella capitale del Bahrein, Manama, è  da subito stato richiamato per consultazioni.

Allo stesso modo, il portavoce di Hamas, l’organizzazione che controlla la Striscia di Gaza, Hazem Qassem, ha ritenuto la normalizzazione dei rapporti del Bahrein con Israele “un’aggressione” in grado di danneggiare gravemente la causa palestinese. Anche l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (PLO) dalla sua base di Ramallah ha definito la mossa un atto di tradimento. I palestinesi temono che le decisioni prese da Manama e Abu Dhabi possano indebolire la posizione del mondo arabo che ha da sempre richiesto a Israele di ritirarsi dai territori occupati e di riconoscere la Palestina come uno Stato per intrattenere rapporti con i Paesi che lo formano.

A seguire, il 12 settembre, Il Ministero degli Esteri dell’Iran ha rilasciato una dichiarazione in cui la vicenda è stata definita una vergogna e ha affermato che, con la decisione presa, i governanti del Bahrein saranno d’ora in poi complici nei crimini del “regime sionista” che è una minaccia costante sia per la sicurezza regionale, sia per il mondo islamico.

Anche la Turchia ha categoricamente condannato l’accordo dell’11 settembre e il Ministero degli Esteri di Ankara ha affermato che, in risposta, darà nuovo slancio agli sforzi per difendere la causa palestinese. Secondo la Turchia, l’accordo tra Bahrein e Israele incoraggerà quest’ultimo a protrarre le azioni illegittime condotte contro la Palestina e ad impegnarsi per rendere l’occupazione dei territori palestinesi permanente.

Tra i sostenitori dell’accordo, invece, vi sono stati innanzitutto gli Emirati Arabi Uniti (UAE), che sono stati i primi nel tra i Paesi arabi del Golfo a decidere di normalizzare i rapporti con le autorità di Tel Aviv, lo scorso 13 agosto. Abu Dhabi ha dichiarato di sperare che l’accordo tra Bahrein e Israele abbia effetti positivi per la pace e la cooperazione nella regione e nel mondo. Il Ministero degli Esteri degli UAE ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che tale mossa rappresenti un importante passo in avanti verso un’era di sicurezza e prosperità e che sia in grado si espandere le vie della cooperazione in ambito economico, culturale, scientifico e diplomatico.

Anche il presidente egiziano, Abdel Fattah el-Sisi, ha da subito appoggiato la decisione del Bahrein e di Israele, definendola un “passo importante” che contribuirà alla pace e alla stabilità in Medio Oriente, grazie alla quale sarà anche possibile raggiungere una risoluzione giusta e permanente delle questione palestinese.

Da parte sua, lo stesso 11 settembre, il ministro degli Esteri della Giordania, che ha normalizzato le relazioni con Tel Aviv nel 1994, Ayman Safadi, ha dichiarato che gli sforzi per raggiungere la pace regionale debbano però venire da Israele, che è tenuto ad interrompere tutte le iniziative volte a danneggiare la soluzione a due Stati e intente all’occupazione illegale dei territori palestinesi.  

 Il Bahrein, uno stretto alleato dell’Arabia Saudita e sede del quartier generale della Marina degli Stati Uniti nella regione, ha deciso di normalizzare i rapporti con Israele nel quadro di un’iniziativa promossa dal presidente statunitense, Donald Trump, seguendo quanto già fatto dagli Emirati Arabi Uniti. In una dichiarazione congiunta, USA, Israele e Bahrein hanno affermato che l’accordo è stato raggiunto dopo che Trump ha parlato telefonicamente sia con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, sia con il re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa. I tre Paesi hanno definito l’iniziativa “una svolta storica per promuovere la pace in Medio Oriente” in grado di accrescere “la stabilità, la sicurezza e la prosperità nella regione”.

Un accordo simile era già stato raggiunto tra Israele ed Emirati Arabi Uniti con i cosiddetti “Accordi di Abraham” che saranno firmati ufficialmente il prossimo 15 settembre, durante una cerimonia, ospitata da Trump alla Casa Bianca, alla presenza del premier israeliano Netanyahu e del ministro degli Affari Esteri emiratino, lo sceicco Abdullah bin Zayed al-Nahyan. I funzionari americani avevano definito gli Accordi di Abrahamil primo risultato di questo tipo nella regione del Medio Oriente dalla firma del trattato di pace, nel 1994, tra Israele e Giordania.

Il Bahrein è stato quindi il quarto Stato arabo a normalizzare le relazioni con Israele dopo Egitto, Giordania ed Emirati Arabi Uniti. Nonostante il Paese mediorientale si sia sempre detto a favore della causa palestinese e abbia sostenuto la sua popolazione, negli ultimi anni, così come altri Stati del Golfo, ha mostrato una maggiore apertura verso Israele, per via del comune sentimento di ostilità nei confronti dell’Iran. 

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Camilla Canestri

di Redazione

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