Ankara annuncia esercitazioni marittime al largo di Cipro

Pubblicato il 12 settembre 2020 alle 19:47 in Cipro Grecia Turchia

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La Turchia ha annunciato esercitazioni navali a fuoco vivo a largo delle coste cipriote dal 12 al 14 settembre, ignorando le minacce di sanzioni ricevute dall’Unione Europea. Parallelamente, la presidente della Grecia, Katerina Sakellaropoulou, si recherà in visita nell’isola di Kastellorizo, dal 12 al 13 settembre, luogo in cui si sono concentrate parte delle ultime tensioni tra Ankara e Atene nel Mediterraneo Orientale. Sempre il 12 settembre, è poi atteso l’arrivo del Segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, a Cipro per facilitare una soluzione pacifica alle tensioni nell’area.

Ankara ha emesso un avviso su Navtex, il sistema internazionale di sicurezza marittima, specificando che i tre giorni di esercitazioni si svolgeranno al largo del villaggio di Livera, sotto il controllo della Repubblica Turca di Cipro del Nord. L’annuncio dell’esercitazione turca è arrivato in seguito al vertice MED7 tra Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Malta e Cipro, organizzato in Corsica il 9 settembre scorso e a seguito del quale, i partecipanti hanno rilasciato una dichiarazione in cui hanno specificato che sosterranno senza indugio le sanzioni dell’Unione Europea contro la Turchia se Ankara si rifiuterà di aprire un dialogo pacifico sulla questione del Mediterraneo orientale. Tali misure dovrebbero essere discusse durante il prossimo vertice del Consiglio Europeo, previsto per il 24-25 settembre.

Oltre ad annunciare l’esercitazione odierna, secondo alcune fonti il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, avrebbe esteso anche le esplorazioni energetiche della sua nave da ricerca sismica, Oruc Reis, iniziate lo scorso 10 agosto, fino al 25 settembre. Le operazioni starebbero avvenendo al largo delle isole greche di Kastellorizo e Rodi, dove Atene rivendica la propria sovranità. Proprio per tale motivo, in seguito all’annuncio delle esplorazioni della Oruc Reis, Atene aveva deciso di mettere in allerta le proprie forze armate così che, in tale quadro, il 14 agosto scorso, si era anche verificata una lieve collisione tra navi da guerra turche e greche che seguivano appunto le attività della Oruc Reis. Secondo gli esperti, se Erdogan estendesse l’attività della nave da esplorazione rischierebbe di mandare a monte il tentativo europeo di una risoluzione politica della disputa. 

La Turchia e la Grecia, che fanno entrambe parte della NATO, hanno opinioni contrastanti per quanto riguarda i diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nella regione del Mediterraneo Orientale, non trovandosi d’accordo sul limite dell’estensione delle rispettive piattaforme continentali. Le tensioni tra le due si erano riaccese proprio dopo che entrambe avevano firmato accordi concorrenti sui propri confini marittimi, rispettivamente con la Libia e con l’Egitto, risultando in un notevole incremento dell’attività militare nelle acque del Mediterraneo orientale. Prima della firma dell’accordo Atene- Il Cairo,siglato lo scorso 6 agosto,  da parte sua, Ankara, lo scorso 27 novembre 2019, aveva firmato un accordo simile con il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, suscitando l’indignazione di Grecia, Cipro ed Egitto, che avevano accusato il presidente turco Erdogan di aver violato i loro diritti economici nel Mediterraneo. In base a tale intesa, il capo di Stato turco aveva quindi definito “senza valore” il successivo patto tra Grecia ed Egitto e aveva ribadito che l’unico accordo ad avere validità nella regione fosse quello tra la Turchia e il governo libico.  

La disputa energetica nel Mediterraneo orientale rientra all’interno della cosiddetta questione cipriota, avvero la disputa tra Nicosia e Ankara sulla sovranità dell’isola. Cipro è divisa da una “linea verde” che separa l’area amministrata dalla Repubblica di Cipro, abitata prevalentemente dalla comunità greco-cipriota, dall’area amministrata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord, dove vive invece gran parte della comunità turco-cipriota. Tale demarcazione territoriale risale al 1974, quando, in seguito al tentativo di colpo di Stato da parte di nazionalisti greco-ciprioti che favorivano l’annessione dell’isola alla Grecia, il 20 luglio, Ankara inviò le sue truppe “a protezione della minoranza turco-cipriota”, nella parte settentrionale dell’isola, sulla quale la Turchia ha poi stabilito il controllo. 

Secondo quanto dichiarato, durante la sua visita Pompeo spera di indirizzare le parti nel Mediterraneo Orientale a ridimensionare la propria presenza militare in tali acque. Prima della sua visita, lo scorso 2 settembre, lo stesso Pompeo aveva informato il presidente della Repubblica di Cipro, Nicos Anastasiades, che, dal prossimo primo ottobre, gli Stati Uniti avrebbero rimosso per un anno il divieto di vendita o trasferimento di “articoli e servizi di difesa non letali” a Cipro. La decisione degli Stati Uniti, tuttavia, era stata condannata  dalla Turchia, il cui Ministero degli Esteri turco aveva sostenuto che così facendo Washington avrebbe “avvelenato la pace e la stabilità nella regione”, aggiungendo che tale scelta “non è stata conforme allo spirito di alleanza” tra Stati Uniti e Turchia.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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