Somalia: nuovo attentato kamikaze di al-Shabab

Pubblicato il 11 settembre 2020 alle 21:01 in Africa Somalia

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Almeno 6 persone sono state uccise in un attentato suicida davanti a una moschea, nella città portuale somala di Kismayo. L’assalto arriva appena 2 giorni dopo un attacco kamikaze a Mogadiscio, che aveva ucciso 3 civili. 

Un attentatore suicida che indossava un pesante giubbotto esplosivo ha preso di mira la congregazione musulmana presso la moschea Qaadim, nel centro della città, mentre le persone stavano uscendo dall’edificio, dopo aver eseguito la preghiera del venerdì. Tra i partecipanti alla preghiera si trovava un politico locale, che potrebbe essere stato l’obiettivo degli aggressori. Non è chiaro se l’uomo sia una delle vittime, ma altre 20 persone sono rimaste ferite. L’organizzazione terroristica, nota come Al-Shabab, ha rivendicato l’attacco tramite un messaggio su Radio Andalus, un’emittente controllata dal gruppo militante islamista. 

L’attacco arriva a seguito di un’altra serata di violenza, il 9 settembre, quando un kamikaze è entrato nel ristorante “Blue Sky”, situato vicino al Teatro Nazionale di Mogadiscio, e si è fatto esplodere. “L’obiettivo dell’attentatore suicida erano i civili seduti al ristorante”, ha riferito un portavoce del governo. “Ha camminato tra loro e poi si è fatto esplodere, uccidendo 3 civili e ferendone altri 7”, ha dichiarato. “Stavo camminando verso il luogo in cui si è verificata l’esplosione e sono arrivato immediatamente sulla scena dell’attacco. Tra i morti c’era un bambino molto piccolo”, ha poi aggiunto. Alcuni testimoni hanno riferito che le forze di sicurezza hanno isolato la scena dell’attentato, sospendendo temporaneamente i movimenti nell’area. “L’esplosione è stata molto forte. Ho visto persone portate di corsa in ospedale, alcuni di loro sono rimasti gravemente feriti”, ha dichiarato Kasim Ali, un testimone. 

A sua volta, l’attentato kamikaze arrivava 2 giorni dopo un attacco con autobomba effettuato il 7 settembre, fuori da una base militare nel Sud del Paese, che ha causato la morte di 3 soldati delle forze speciali della Somalia. Anche in tale occasione, al Shabaab aveva rivendicato l’attentato e aveva dichiarato che le vittime erano almeno 20. Secondo il governo somalo, solo un altro soldato era rimasto ferito dall’esplosione che ha avuto luogo nel villaggio di Jana Cabdalle, a circa 60 km dalla città portuale di Kismayu, che è anche la capitale della regione di Jubbaland. L’autobomba è esplosa fuori dalla base delle forze speciali. Al Shabaab, nella sua dichiarazione, aveva annunciato di aver ucciso anche personale statunitense. Succede frequentemente in Somalia, che il governo e l’organizzazione terroristica riportino un numero diverso di vittime.

La Somalia ha vissuto decenni di sconvolgimenti interni, a partire dal 1991, in seguito alla caduta del dittatore Siad Barre, quando i vari gruppi che contribuirono alla sua deposizione non riuscirono a trovare un accordo, facendo cadere il Paese in una situazione di instabilità che si protrasse fino al 2012. In quell’anno, dopo circa 12 anni di tentativi, fu istituito un governo di unità nazionale, a seguito del primo giuramento del Parlamento, avvenuto dopo 20 anni e delle prime elezioni dal 1967. Ad aggravare la già fragile situazione somala concorse, nel 2006, la nascita nel Paese di al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, un’organizzazione politico-militare affiliata ad al-Qaeda. Il gruppo ha come obiettivo quello di ribaltare il governo di Mogadiscio per imporre la propria interpretazione della legge islamica. Per tale ragione, i suoi militanti conducono regolarmente attentati contro la capitale somala, come quello odierno.

Per combattere al-Shabaab sono operativi in Somalia 20.000 uomini dell’operazione di peace-keeping dell’Unione Africana, la African Union Mission to Somalia (AMISOM). Anche gli Stati Uniti sono tra i Paesi che combattono il gruppo islamico nel Paese del Corno d’Africa, conducendo ripetuti attacchi aerei che hanno come bersaglio i militanti jihadisti. Dopo il loro ritiro dalla Somalia nel 1994, le truppe di Washington sono state nuovamente inviate nel Paese nel gennaio 2007. Nel Country Report on Terrorism del 2019, rilasciato dal governo di Washington, l’Africa orientale è stata indicata come un porto sicuro per al-Shabaab, che ha il controllo de facto su ampie porzioni del territorio nella Somalia centro-meridionale, dove riscuote anche tributi e ha assoggettato i governanti locali. Stando al report del 2019, da tali luoghi, i terroristi organizzano, pianificano e conducono attentati,  agendo indisturbati, anche ai danni del confinante Kenya. Secondo il documento, nel 2019, gli attacchi di al-Shabaab sono aumentati e si stanno focalizzando su obiettivi governativi, cercando di uccidere membri e leader delle istituzioni, per minarne la credibilità e l’efficacia. Nel febbraio del 2017, il presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed, ha dichiarato lo stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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