Siria, Aleppo: l’esercito di Assad abbatte missili israeliani

Pubblicato il 11 settembre 2020 alle 9:12 in Israele Siria

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Le forze di Difesa aeree siriane hanno riferito di aver contrastato un attacco missilistico, presumibilmente condotto da Israele, all’alba di venerdì 11 settembre.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa siriana SANA, le forze di Difesa, affiliate al governo siriano e al presidente Bashar al-Assad, sono state in grado in intercettare e colpire un certo numero di missili, prima che questi raggiungessero i propri obiettivi nella periferia di Aleppo, nella Siria settentrionale e, nello specifico, l’area di al-Safira. Secondo fonti militari siriane, l’attacco è da attribuirsi al “nemico sionista”.

Al-Safira, è stato riportato, ospita centri di ricerca scientifica e militare, considerati il punto di rifornimento più rilevante per le forze del regime siriano nella regione siriana settentrionale. Un fonte della sicurezza, in condizioni di anonimato, ha poi aggiunto che i missili hanno sorvolato, con molta probabilità, l’area di al-Tanf, sede di una base statunitense.

Sebbene Israele abbia raramente rivendicato episodi simili, si è più volte detto determinato a contrastare l’Iran, sostenitore sia del governo di Damasco sia di Hezbollah. Secondo Israele, Teheran starebbe cercando di creare una propria base militare permanente. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero, pertanto, una forma di autodifesa e un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah. Quest’ultimo si concentra soprattutto presso Sayyidah Zaynab e Mezzeh, a Sud di Damasco. Il gruppo riceve il sostegno dell’Iran, che, a sua volta, utilizzerebbe l’aeroporto della capitale siriana per inviare armi e munizioni.

Tra gli episodi precedenti più recenti, il 2 settembre, fonti mediatiche affiliate al governo di Damasco e al presidente siriano hanno dichiarato che le forze di difesa aeree siriane sono riuscite ad intercettare e ad abbattere gran parte dei missili lanciati verso “l’aeroporto T4” di Homs. L’attentato del 2 settembre si colloca a pochi giorni di distanza da un altro attacco, la cui responsabilità è stata attribuita nuovamente ad Israele. In particolare, nella tarda serata del 31 agosto, il Sud di Damasco è stato colpito da missili, presumibilmente lanciati da Israele dalle alture del Golan. In tal caso, oltre ai danni materiali, vi sono stati circa 10 morti e più di 7 feriti, tra cui soldati sia siriani sia iraniani.

Sin dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran, i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. Sia l’Iran sia Hezbollah appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad nella guerra civile in Siria, scoppiata il 15 marzo 2011 e tuttora in corso.

Le forze e i gruppi iraniani e iracheni fedeli a Damasco sono dispiegati in un’ampia area nella periferia orientale di Deir Ezzor, in particolare tra le città al confine di al- Bukamal e al-Mayadeen. Negli ultimi mesi vi sono state speculazioni sulla ridistribuzione delle forze iraniane in Siria, ma al momento non è ancora chiaro quali siano stati i movimenti delle truppe. Secondo alcuni esperti, è probabile che Teheran stia occupando le caserme siriane, mentre gli Hezbollah libanesi stiano prendendo il controllo dei siti iraniani lasciati liberi, lasciando pensare ad uno stretto coordinamento militare tra l’Iran ed il suo alleato libanese. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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