Serbia-Russia: Putin si scusa per post “inappropriato” di un alto funzionario di Mosca

Pubblicato il 11 settembre 2020 alle 19:44 in Russia Serbia

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Il presidente russo, Vladimir Putin, ha rilasciato una rara dichiarazione di scuse al suo omologo serbo, Aleksandar Vucic, in seguito ad un post, ritenuto diffamatorio, pubblicato su Facebook da un alto funzionario di Mosca. Vucic aveva richiesto scuse pubbliche durante un’intervista alla TV serba e il Cremlino non ha tardato a inviarle.

La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, aveva pubblicato, il 5 settembre, una foto del leader serbo seduto di fronte al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nello Studio Ovale della Casa Bianca, e, più sotto, una foto delle gambe dell’attrice Sharon Stone in una scena del film “Basic Instinct”. “Se siete invitati alla Casa Bianca e la sedia è posizionata come se foste sotto interrogatorio, sedetevi come nella foto numero due. Chiunque voi siate. Credetemi”, aveva scritto la Zakharova sopra al fotomontaggio.

Il post della donna è giunto dopo la notizia di un incontro a Washington tra il presidente Vucic e il primo ministro del Kosovo, Avdullah Hoti, durante il quale Belgrado e Pristina hanno deciso di normalizzare le proprie relazioni economiche firmando un accordo in presenza del presidente Trump. Tramite l’intesa, la Serbia si è altresì impegnata a spostare la sua ambasciata a Gerusalemme, mentre il Kosovo a stabilire relazioni diplomatiche con Israele. Belgrado è il più stretto alleato di Mosca nei Balcani, ma il presidente Vucic sta da tempo cercando di stringere legami migliori con l’Occidente. Dopo la normalizzazione dei rapporti, Serbia e Kosovo hanno anche ripreso il dialogo in seno all’Unione Europea. Il governo di Pristina, che ha dichiarato l’indipendenza nel 2008, non è riconosciuto né da Berlgrado né da Mosca.

Dopo che Vucic ha definito “vergognoso” il post della Zakharova, la donna si è scusata affermando che i suoi commenti erano stati fraintesi. L’alto funzionario ha poi specificato che il post era stato scritto per prendere di mira l ‘”arroganza” americana, non il leader serbo.

Nella giornata di giovedì 10 settembre, il presidente di Belgrado ha dichiarato: “Putin non mi ha mai chiesto scusa per nulla, e nemmeno il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Tuttavia, in questa occasione lo hanno fatto entrambi”. Vucic ha sottolineato di aver parlato con Putin per telefono e ha aggiunto: “Penso che abbiamo buoni rapporti e per me questo è stato un incidente di passaggio e di scarsa importanza”.

Il Kosovo, a maggioranza albanese, ha dichiarato l’indipendenza dalla Serbia nel 2008, dopo una campagna di bombardamenti guidata dalla NATO per fermare la guerra etnica. La Serbia, sostenuta dalla sua grande alleata cristiana, slava e ortodossa, la Russia, non riconosce l’indipendenza del Kosovo, precondizione fondamentale per la futura adesione di Belgrado all’Unione Europea.

Il consigliere USA per la sicurezza nazionale, Robert O’Brien, che ha partecipato alle riunioni per la normalizzazione delle relazioni tra Pristina e Belgrado, ha affermato che l’accordo sull’espansione dei legami economici tra i due Paesi potrebbe aprire la strada a soluzioni politiche future. Lunedì 31 agosto, un alto funzionario dell’UE ha rivelato che i negoziati guidati dall’UE, interrotti nel 2018 ma ripresi a luglio 2020, potrebbero portare a un accordo entro pochi mesi.

I colloqui mediati dagli Stati Uniti erano stati precedentemente fissati a giugno, ma ritardati dopo che il presidente del Kosovo, Hashim Thaci, era stato incriminato per presunti crimini di guerra durante la rivolta del 1998-99 contro il dominio serbo e le sue conseguenze. Thaci, tuttavia, ha sempre negato le accuse.

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Chiara Gentili

di Redazione

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