Israele e Bahrein normalizzano le relazioni

Pubblicato il 11 settembre 2020 alle 20:17 in Bahrein Israele

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Dopo gli Emirati Arabi Uniti, anche il Bahrein ha normalizzato le sue relazioni diplomatiche con Israele. È quanto ha annunciato, venerdì 11 settembre, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

In una dichiarazione congiunta, i tre Paesi hanno affermato che l’accordo è stato raggiunto dopo che Trump ha parlato telefonicamente sia con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, sia con il re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa. La mossa, che, a detta del capo della Casa Bianca, ha l’obiettivo di allentare le tensioni in Medio Oriente, punta a frenare soprattutto le azioni dell’Iran, storico nemico di Washington e Tel Aviv.

“Questa iniziativa è una svolta storica per promuovere la pace in Medio Oriente”, hanno affermato i leader di Stati Uniti, Bahrein e Israele. “L’apertura del dialogo e dei legami diretti tra queste due società dinamiche e tra due economie avanzate continuerà la trasformazione positiva del Medio Oriente e aumenterà la stabilità, la sicurezza e la prosperità nella regione”, si legge nella loro dichiarazione congiunta.  

Il riavvicinamento tra Manama e Tel Aviv arriva dopo che un accordo simile era già stato raggiunto, il 13 agosto, tra Israele ed Emirati Arabi Uniti. Questi ultimi firmeranno ufficialmente l’intesa il 15 settembre, durante una cerimonia, ospitata da Trump presso la Casa Bianca, alla presenza del premier israeliano Netanyahu e del ministro degli Affari Esteri emiratino, lo sceicco Abdullah bin Zayed al-Nahyan. I funzionari statunitensi hanno descritto il patto tra Abu Dhabi e Tel Aviv, che prende il nome di “Accordi di Abraham”, come il primo risultato di questo tipo nella regione del Medio Oriente dalla firma del trattato di pace, nel 1994, tra Israele e Giordania. Entrambi gli accordi di Israele, sia quello con il Bahrein, sia quello con gli Emirati, segnalano un recente successo di Trump in politica estera, un fatto che potrebbe tornargli utile in vista delle elezioni presidenziali del 3 novembre.

Il Bahrain, un piccolo stato insulare della penisola del Golfo, è uno stretto alleato dell’Arabia Saudita e sede del quartier generale della Marina degli Stati Uniti. Riadh nel 2011 ha inviato truppe in Bahrain per aiutare a sedare una rivolta e, insieme al Kuwait e agli Emirati Arabi Uniti, nel 2018 ha offerto al Paese un salvataggio economico da 10 miliardi di dollari.

L’accordo di venerdì 11 settembre fa del Bahrein il quarto Stato arabo a normalizzare le relazioni con Israele dopo Egitto, Giordania ed Emirati Arabi Uniti. La scorsa settimana, Manama ha dichiarato che consentirà ai voli tra i territori israeliani ed emiratini di utilizzare il suo spazio aereo. Ciò ha fatto seguito alla decisione saudita di consentire a un aereo di linea commerciale israeliano di sorvolare il suo spazio areo nella rotta verso gli Emirati Arabi Uniti.

Sebbene il Bahrein si sia detto sempre a favore della causa palestinese e alla sua popolazione, negli ultimi anni, al pari di altri Stati del Golfo, il Paese ha mostrato una maggiore apertura verso Israele, per via del comune sentimento di ostilità nei confronti dell’Iran. Nel dicembre 2019, un rabbino di Gerusalemme Shlomo Amar, si è recato in Bahrein nella cornice di una visita definita “rara”, dove ha incontrato diversi leader religiosi del Medio Oriente. Inoltre, in occasione della conferenza di Manama, tenutasi tra il 25 e il 26 giugno 2019, il ministro degli Esteri, Khalid bin Ahmed al-Khalifa, dichiarò al Times oh Israel: “Israele è un Paese della regione … ed è lì per restare, ovviamente.”

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Chiara Gentili

di Redazione

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