Giordania: forte esplosione nei pressi di un deposito militare

Pubblicato il 11 settembre 2020 alle 10:04 in Giordania Medio Oriente

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La città giordana di Zarqa, situata a Nord-Est della capitale Amman, ha assistito ad una forte esplosione, venerdì 11 settembre, nei pressi di un deposito di munizioni appartenente alle forze armate del Paese.

Secondo quanto affermato dal ministro dell’Informazione giordano, Amjad Adaileh, stando ai risultati delle indagini preliminari, l’esplosione potrebbe essere stata causata da un cortocircuito, il quale ha innescato un’esplosione e il conseguente incendio presso un deposito di munizioni inutilizzato. Al suo interno vi erano bombe da mortaio inattive. Adaileh ha affermato che i dispositivi immagazzinati nella struttura erano vecchi e non utilizzabili, ma una fonte dell’esercito in condizioni di anonimato ha dichiarato che alcune delle armi nel sito erano missili antiaerei a guida di precisione. Le forze armate giordane hanno affermato, in un secondo momento, che l’esplosione è stata provocata da temperature molto elevate, che hanno causato una reazione della sostanza chimica contenuta negli esplosivi.

Il magazzino, è stato precisato dal ministro giordano Adaileh, si trovava in un’area disabitata, Ghabawi, nell’Est di Zarqa, lontano dalle aree civili, soggetta al costante controllo per mezzo di telecamere di videosorveglianza. Il comando generale delle forze armate ha poi dichiarato di essere riuscito a controllare l’incendio e, sino ad ora, non sono state registrate vittime. Una notizia, quest’ultima, confermata anche da fonti mediche presso gli ospedali locali.

I servizi di sicurezza, dal canto loro, hanno chiuso le vie d’accesso verso il luogo dell’incidente, così da consentire alla protezione civile di giungere sul luogo. Parallelamente, è stata istituita una commissione volta a condurre indagini per determinare le cause dell’accaduto, mentre la popolazione è stata esortata a non diffondere informazioni errate, in attesa dei dettagli da parte delle fonti ufficiali. Cittadini locali hanno riferito di aver udito un forte boato, e di aver avuto la sensazione che si stesse verificando un terremoto. Le finestre sono state distrutte o danneggiate, ha poi affermato un residente di Zarqa.

Quest’ultima, definita una città industriale tentacolare, ospita circa 1.5 milioni di persone. L’area desertica in cui ha avuto luogo l’esplosione è sede di diverse basi militari statunitensi, incluso un aeroporto costruito nel 2018. La posizione geografica della Giordania rende il Paese un hub logistico e di rifornimento ideale per gli Stati Uniti, da cui Washington può altresì prestare assistenza alle proprie truppe stanziate ad al-Tanf, nel Sud-Est della Siria.

Amman ha sempre svolto un ruolo di primo piano nella lotta contro lo Stato Islamico, collaborando con la coalizione internazionale anti-ISIS, a guida statunitense. Washington, dal canto suo, ha anche un interesse strategico nel supportare Amman, dal momento che il Regno Hashemita è un Paese politicamente stabile e collocato in una posizione chiave nella regione. Secondo funzionari USA, gli aiuti militari offerti al Regno hashemita mirano a rafforzare le capacità difensive del Paese, in un quadro di una più ampia strategia regionale.

Come si evince dallo US Military Strenght Index del 2020, Amman, oltre alle minacce esterne, subisce minacce interne costituite dai foreign fighter di ritorno, precedentemente partiti per unirsi all’ISIS in Siria e in Iraq o legati ad al-Qaeda. Non da ultimo, Amman ha svolto un ruolo di rilievo nella sconfitta militare dei seguaci di al-Baghdad in Siria e in Iraq ma ciò ha reso il territorio giordano, vicino alle terre dove sono attivi i terroristi, bersaglio dei gruppi estremisti.

L’attentato più grave rivendicato dall’ISIS si è verificato il 18 dicembre 2016 nella città turistica di Karak, dove 14 persone, tra cui civili, sono morte negli scontri tra alcuni uomini armati e le forze della sicurezza. Sebbene a partire dal 2017 sia stata registrata una diminuzione dell’attività terroristica rispetto all’anno precedente, la sicurezza del Paese mediorientale continua ad essere minacciata da diversi gruppi terroristici, attivi sia a livello nazionale sia lungo i suoi confini.

Il Global Terrorism Index 2019 dell’Institute for Economics and Peace ha inserito la Giordania al 64esimo posto tra i 163 Paesi analizzati per l’impatto del terrorismo, con un indice pari a 3,091 su 10. I principali gruppi terroristici che operano in Giordania sono gli stessi attivi in Siria, quali ISIS e Jabath al-Nusra. Il 5 marzo 2019, la NATO e l’Onu hanno lanciato una partnership per rafforzare le capacità della Giordania nella gestione della minaccia terroristica, firmando un memorandum di intesa.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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