Coronavirus: Accordo per fornitura di massa del vaccino russo in Messico

Pubblicato il 11 settembre 2020 alle 6:28 in Messico Russia

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Il contratto tra l’azienda farmaceutica messicana Landsteiner e la Russia per una fornitura di massa del vaccino Sputnik V contro COVID-19, sviluppato dal Centro Gamaleya di Epidemiologia e Microbiologia, rinnova la speranza che il paese latinoamericano, duramente colpito dalla pandemia, possa rifornirsi entro novembre di vaccini contro il coronavirus dopo che la fornitura del vaccino AstraZeneca britannico, finanziato dal magnate Carlos Slim, è rinviata per via dei problemi sorti nella fase clinica dello studio.

Il Fondo russo di investimenti diretti (RFPI) e la società farmaceutica Landsteiner Scientific ha annunciato il 9 settembre un accordo sulla fornitura al Messico di 32 milioni di dosi del vaccino russo Sputnik V.

Il direttore della RFPI, Kiril Dmitriev, ha spiegato che l’accordo consiste nella “fornitura di un lotto considerevole del vaccino Sputnik V al Messico, di conseguenza, circa il 25% della popolazione messicana avrà accesso a un vaccino efficace e sicuro”. La Landsteiner Scientific, partner messicana del Fondo russo di investimenti diretti, si occuperà della “distribuzione del vaccino nel territorio del Messico”, indica il comunicato ufficiale.

Le prime consegne “sono previste a novembre 2020, quando sarà ottenuta l’approvazione” da parte dell’autorità di regolamentazione messicana.

Jorge Baruch Díaz, chirurgo e professore presso la Facoltà di Medicina dell’Università Nazionale Autonoma del Messico, ha dichiarato alla versione latinoamericana dell’agenzia di stampa russa Sputnik, dopo l’annuncio, che i progressi degli scienziati del Paese eurasiatico sono incoraggianti. “I risultati delle fasi uno e due della ricerca umana per il vaccino sviluppato dalla Russia sono incoraggianti” – ha dichiarato lo specialista, PhD in Global Health Policy, della London School of Hygiene and Tropical Medicine del Regno Unito.

Il governo del Messico aspetta solo il via libera dalla Commissione federale per la protezione contro i rischi sanitari per iniziare i test del vaccino russo alla fine di quest’anno, tra mille volontari.

Baruch Díaz ha commentato che, ad oggi, “tutti i vaccinati con il farmaco russo sono riusciti a generare una buona quantità di anticorpi contro il nuovo coronavirus a partire dal 21° giorno a partire dalla prima dose”. “Gli studi condotti finora dimostrano che il vaccino non è solo in grado di produrre una buona risposta anticorpale, ma anche cellulare contro COVID-19” – ha aggiunto.

Il 4 settembre scorso, il ministro degli Esteri del Messico Marcelo Ebrard ha annunciato che se il vaccino Sputnik V fosse approvato dall’organismo di regolamentazione messicano “in un mese potremmo avere il primo vaccino contro COVID-19, da applicare direttamente ai messicani come parte di un protocollo per indagine”. Il capo della diplomazia messicana ha ricordato che c’è un impegno da parte del governo russo a condividere il suo protocollo di indagine in un periodo di tempo “breve”.

Tramite una videoconferenza Tagir Sitdekov, vicedirettore del Fondo russo per gli investimenti diretti, che finanzia lo sviluppo del vaccino Sputnik V, ha informato nella stessa data i suoi partner messicani che, se approvato, il Messico potrebbe partecipare alla fase 3 della sperimentazione clinica, riguardante da 500 a 1.000 volontari, dai 18 ai 60 anni.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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