Caso Navalny: Mosca accusa l’Occidente di non volere la verità, ma altre sanzioni anti-russe

Pubblicato il 11 settembre 2020 alle 8:56 in Russia

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In connessione con l’iniziativa intrapresa dal G7 sul “caso Aleksej Navalny”, il Ministero degli Esteri russo ha rilasciato una dichiarazione in cui si afferma che la Russia insiste affinché la Germania “fornisca dati sulla visita medica di Aleksej Navalny, inclusi i risultati dei test biochimici, come da richiesta ufficiale di assistenza legale presentata dall’Ufficio del Procuratore generale della Federazione Russa il 27 agosto 2020. Berlino non è stata disponibile a rispondere alle nostre ripetute richieste in modo tempestivo e costruttivo”.

“Senza le suddette informazioni – prosegue la nota della diplomazia di Mosca – le forze dell’ordine russe non sono in grado di attivare tutti i meccanismi procedurali necessari per stabilire le circostanze dell’incidente. Nel frattempo, la frenesia che si sta sollevando attorno a questo caso sta solo crescendo.Prendiamo atto che i medici russi hanno proposto di stabilire uno stretto dialogo con i loro colleghi tedeschi al fine di discutere i dati disponibili sulla salute di Alexei Navalny che si tengono in Russia e in Germania. Sfortunatamente, la parte tedesca ha ostacolato questo processo”.

“L’approccio poco costruttivo delle autorità tedesche è accompagnato da accuse infondate contro la Russia – conclude la nota – La massiccia campagna di disinformazione che è stata scatenata dimostra chiaramente che l’obiettivo primario perseguito dalle sue menti è mobilitare il sostegno per le sanzioni, piuttosto che prendersi cura della salute di Aleksej Navalny o stabilire le vere ragioni del suo ricovero in ospedale”.

Il contenuto della nota è stato ribadito dal capo della diplomazia di Mosca Sergej Lavrov, che in un’intervento pubblico ha rimproverato alla Germania di chiedere un’indagine sul presunto avvelenamento dell’attivista d’opposizione Aleksej Navalny ignorando al tempo stesso le richieste di informazioni pervenute dalla Russia.

Questa posizione, secondo Lavrov, “ricorda i precedenti stabiliti dai colleghi occidentali dopo l’avvelenamento di Salisbury, con la totale segretezza” sul luogo in cui si trovavano l’ex spia Sergej Skripal e sua figlia Julia, nonché l’inchiesta sull’abbattimento del volo MH17 nel Donbass, con le autorità olandesi che accusavano la Russia di mancanza di collaborazione nelle indagini, sebbene diversi organi ufficiali avessero proposto in più di un’occasione di fornire le informazioni disponibili ed esaminare congiuntamente tutti i fatti senza mai ottenere risposta da Amsterdam.

“Se la stessa logica ora prevale tra i nostri colleghi occidentali, primi fra tutti quelli tedeschi ma anche statunitensi, sarà un’ulteriore conferma che si stanno ponendo al di sopra della legge internazionale” – ha affermato Lavrov. Inoltre il ministro degli Esteri russo ha aggiunto che le dichiarazioni statunitensi che cercano di collegare i funzionari russi con “l’avvelenamento” dell’oppositore Aleksej Navalny sono prive di fondamento.

In precedenza, il segretario di Stato americano Mike Pompeo, in un’intervista al giornalista statunitense Ben Shapiro pubblicata sul sito web del Dipartimento di Stato, ha affermato che c’è un’alta probabilità che “l’avvelenamento di Navalny sia stato ordinato da alti funzionari russi”. “Ci siamo abituati alle accuse infondate” – ha detto Lavrov in una conferenza stampa quando gli è stato chiesto di commentare le parole di Pompeo.

La tensione crescente tra Mosca e Berlino è stata certificata dalla convocazione, al ministero degli Esteri, dell’ambasciatore tedesco in Russia: i diplomatici russi hanno contestato le accuse di Berlino sul presunto avvelenamento dell’oppositore con una sostanza del gruppo Novichok, così come la mancanza di chiarezza e collaborazione da parte della Germania per far luce sulla vicenda.

Aleksey Navalny è stato ricoverato ad Omsk lo scorso 20 agosto dopo aver accusato un malore in aereo. In base ai risultati degli esami, i medici hanno diagnosticato il malore di Navalny come “disturbi metabolici che hanno indotto un forte calo della glicemia”. Non è ancora chiaro cosa l’abbia causato, ma i medici non hanno rilevato veleni nel sangue e nelle urine di Navalny.

Successivamente, il leader dell’opposizione extraparlamentare russa è stato trasportato in aereo in Germania. La scorsa settimana, il governo tedesco ha annunciato, con riferimento alle analisi dei medici militari, che Navalny sarebbe stato avvelenato con una sostanza del gruppo Novichok, un agente nervino altamente tossico.

Non ha tardato ad arrivare la risposta del Cremlino, che ha dichiarato che la Germania non ha informato la Russia dei suoi risultati e il Ministero degli Esteri russo ha sottolineato che Mosca era in attesa di una risposta da Berlino sulla questione, avendone fatto richiesta ufficiale.

Il giorno del ricovero in ospedale di Navalny, la Procura e la polizia hanno aperto un fascicolo. L’ambasciata russa a Berlino ha detto che si aspetta che la parte tedesca risponda il più rapidamente possibile alle istanze della Procura Generale russa del 27 agosto per l’assistenza legale nel caso.

Nel frattempo, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha osservato che sono in corso azioni investigative sul caso Navalny e se la presenza di una sostanza velenosa sarà confermata, le indagini saranno aperte e avverranno secondo il diritto.

Lunedì 7 settembre, l’ospedale di Berlino Charite ha riferito che Navalny è uscito dal coma farmacologico.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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