Caso Navalny: il Cremlino smentisce Conte

Pubblicato il 11 settembre 2020 alle 6:11 in Italia Russia

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Il primo ministro italiano Giuseppe Conte ha avuto modo di dialogare per via telefonica con Vladimir Putin sul caso di Aleksej Navalny. In una intervista, Conte ha dichiarato che “la posizione del governo tedesco, che peraltro esercita in questo semestre la presidenza della Ue, coincide con quella italiana e quella europea”. 

Stando a quanto dichiarato dal premier, “è necessario fare luce su quanto accaduto e perseguire i responsabili di un attentato di tale gravità contro l’esponente dell’opposizione russa”.

“L’ho detto in una recente conversazione telefonica al presidente Putin, con il quale mi sento spesso e ho sempre un dialogo franco e aperto, anche perché ritengo che la Russia sia essenziale per la risoluzione di molte crisi di nostro primario interesse”, ha dichiarato Conte in riferimento al caso Navalny.

Secondo il Premier, durante il colloquio il presidente russo gli avrebbe anticipato “che avrebbe costituito una commissione d’inchiesta” e che è “pronto a collaborare con le autorità tedesche”.

Secondo Conte, “la collaborazione è la via migliore per far sì che questa drammatica vicenda non incida negativamente sui rapporti tra l’Ue e Mosca”.

Il Cremlino, tuttavia, ha smentito la notizia secondo cui le autorità russe istituiranno una commissione d’inchiesta per far luce sulle circostanze che hanno portato al malessere e al coma il leader dell’opposizione extraparlamentare Aleksej Navalny, smentendo le dichiarazioni di Conte.

“Non escludo che ci sia stato qualche malinteso. Effettivamente è stato affrontato il tema del paziente di Berlino, anzi il presidente ha informato il capo del governo italiano che sono in corso da tempo azioni pre-investigative, e che giuridicamente non vi è alcun motivo per avviare un procedimento penale, dal momento che tutte le analisi degli esperti russi hanno mostrato l’assenza di sostanze tossiche” – ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, smentendo apertamente il premier italiano e aggiungendo che la Germania non condivide con la Russia le informazioni a sua disposizione.

Aleksej Navalny è stato ricoverato ad Omsk lo scorso 20 agosto dopo aver accusato un malore in aereo. In base ai risultati degli esami, i medici hanno diagnosticato il malore di Navalny come “disturbi metabolici che hanno indotto un forte calo della glicemia”. Non è ancora chiaro cosa l’abbia causato, ma i medici non hanno rilevato veleni nel sangue e nelle urine di Navalny.

Successivamente, il leader dell’opposizione extraparlamentare russa è stato trasportato in aereo in Germania. La scorsa settimana, il governo tedesco ha annunciato, con riferimento alle analisi dei medici militari, che Navalny sarebbe stato avvelenato con una sostanza del gruppo Novichok, un agente nervino altamente tossico.

Non ha tardato ad arrivare la risposta del Cremlino, che ha dichiarato che la Germania non ha informato la Russia dei suoi risultati e il Ministero degli Esteri russo ha sottolineato che Mosca era in attesa di una risposta da Berlino sulla questione, avendone fatto richiesta ufficiale.

Il giorno del ricovero in ospedale di Navalny, la Procura e la polizia hanno aperto un fascicolo. L’ambasciata russa a Berlino ha detto che si aspetta che la parte tedesca risponda il più rapidamente possibile alle istanze della Procura Generale russa del 27 agosto per l’assistenza legale nel caso Navalny.

Nel frattempo, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha osservato che sono in corso azioni investigative sul caso Navalny e se la presenza di una sostanza velenosa sarà confermata, le indagini saranno aperte e avverranno secondo il diritto.

Lunedì 7 settembre, l’ospedale di Berlino Charité ha riferito che Navalny è uscito dal coma farmacologico.


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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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