Anniversario della strage dell’11 settembre: le commemorazioni

Pubblicato il 11 settembre 2020 alle 19:01 in USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il candidato democratico alla presidenza, Joe Biden, e l’attuale vice presidente, Mike Pence, entrambi con le mascherine, si sono uniti alla commemorazione del 19° anniversario degli attacchi dell’11 settembre a New York. Il presidente Donald Trump, invece, si trovava in Pennsylvania, sul luogo dello schianto dell’areo in cui i passeggeri si rivoltarono contro i dirottatori. 

Biden e Pence si sono salutati senza stretta di mano, ma toccandosi il gomito con il gomito, e il vicepresidente ha letto un versetto biblico. Biden, da parte sua, non ha rilasciato dichiarazioni o fatto commenti. Circa 200 persone, tra cui il governatore, Andrew Cuomo, e il senatore Chuck Schumer, si sono uniti alla cerimonia di New York, dove i membri delle famiglie delle vittime, in video pre-registrati, hanno letto i nomi delle quasi 3.000 persone uccise quando 2 jet dirottati si sono schiantati contro le Torri Gemelle. Un terzo aereo ha colpito Pentagono e un quarto invece si è schiantato al suolo a Shanksville, in Pennsylvania, quando i suoi passeggeri hanno provato a ribellarsi contro i dirottatori. Una cerimonia commemorativa simile si è tenuta al Pentagono e a Shanksville, dove le persone sedevano a distanza su sedie pieghevoli vicino al luogo in cui il volo 93 è caduto. 

“L’unica cosa che si frapponeva tra il nemico e un attacco mortale al cuore della democrazia americana era il coraggio e la determinazione di 40 uomini e donne, i fantastici passeggeri e l’equipaggio del Volo 93”, ha affermato Trump. “L’America non rinuncerà mai a dare la caccia ai terroristi che minacciano il nostro popolo”, ha aggiunto il presidente. A quel punto, Trump ha ricordato la morte del leader dello Stato Islamico, Abu Bakr al-Baghdadi, e del generale iraniano, Qassem Soleimani, come grandi risultati in questo ambito. Tuttavia, il presidente non ha menzionato l’uccisione della mente dietro agli assalti dell’11 settembre, Osama bin Laden, avvenuta con un’operazione effettuata nel 2011, durante il primo mandato del presidente Barack Obama e del vicepresidente Joe Biden. 

L’11 settembre 2020, Biden dovrebbe a sua volta visitare Shanksville nel corso della giornata. Tuttavia, prima di salire su un aereo dalla sua casa, nel Delaware, il candidato democratico ha dichiarato di non voler fare campagna elettorale, durante la giornata di commemorazioni di una strage, nonostante le elezioni del 3 novembre siano a meno di due mesi di distanza. “Non parlerò di nient’altro che dell’11 settembre. Abbiamo eliminato tutta la nostra pubblicità. È un giorno solenne ed è così che lo manterremo, okay?”, ha dichiarato Biden. Le celebrazioni del 2020 arrivano a seguito di una nuova rivelazione riguardo a tali eventi. Il Federal Bureau of Investigation (FBI) avrebbe rivelato, per errore, il nome di un diplomatico saudita sospettato di essere in contatto con 2 dirottatori di al-Qaeda, responsabili degli attacchi dell’11 settembre 2001.

L’identità del funzionario dell’ambasciata saudita sarebbe stata rivelata in una dichiarazione di un agente dell’FBI, rilasciata nel contesto della causa portata avanti dalle famiglie delle vittime dell’11 settembre. Queste accusano il governo dell’Arabia Saudita di essere coinvolto negli attacchi e chiedono un risarcimento dal Regno. La notizia della rivelazione, che è circolata sui principali quotidiani internazionali, era stata lanciata da Yahoo News. Michael Isikoff, un giornalista investigativo, è stato il primo a notare l’apparente errore e ha dichiarato di aver subito capito che tale divulgazione era “una svista”.

“Quando ho notato che la dichiarazione includeva queste informazioni, ho contattato l’FBI per un commento, perché sapevo che il Dipartimento di Giustizia e l’amministrazione Trump avevano fatto di tutto per tenere questo dato al sicuro”, ha affermato il giornalista. “In effetti, sia il procuratore generale, William Barr, sia il direttore ad interim della National Intelligence Agency, Richard Grennell, hanno presentato una mozione alla Corte affermando che qualsiasi informazione relativa al funzionario dell’ambasciata saudita e tutti i documenti interni dell’FBI su questo argomento erano sensibili ed erano secretati, ciò significa che se rivelati potrebbero causare danni alla sicurezza nazionale”, ha aggiunto Isikoff.

La dichiarazione di Jill Sanborn, vicedirettore della divisione antiterrorismo dell’FBI, è stata depositata in aprile, ma è stata resa nota solo negli ultimi giorni. Mussaed Ahmed al-Jarrah è stato nominato nella dichiarazione, un errore che sarebbe stato confermato anche da un alto funzionario del governo degli Stati Uniti. Al-Jarrah era un funzionario del Ministero degli Esteri saudita, che fu assegnato all’ambasciata del Regno a Washington, DC nel 1999 e nel 2000. Era anche responsabile della supervisione delle attività dei dipendenti del Ministero degli Affari Islamici nelle moschee e nei centri islamici finanziati dai sauditi negli Stati Uniti, secondo il rapporto.

Sanborn ha fatto riferimento a un rapporto dell’FBI del 2012, parzialmente de-secretato, che contiene un’indagine relativa ai possibili collegamenti tra i dirottatori di al-Qaeda e i funzionari del governo saudita, secondo Yahoo News. Quella ricerca, inizialmente, si concentrò su due individui: Fahad al-Thumairy, un chierico, e Omar al-Bayoumi, un sospetto agente saudita. L’FBI aveva scoperto “prove” che al-Thumairy e al-Bayoumi fossero stati “incaricati” di aiutare 2 dirottatori da un’altra persona, il cui nome è stato oscurato. Ciò ha spinto gli avvocati delle famiglie delle vittime dell’11 settembre a riferirsi a questo individuo come “il terzo uomo”. In un passaggio, la dichiarazione di Sanborn di aprile fa riferimento a “tutti i registri relativi a Jarrah”. Questa frase rappresenta la prima conferma pubblica che il cosiddetto “terzo uomo” era un diplomatico saudita accreditato, Mussaed Ahmed al-Jarrah.

Tuttavia, non è chiaro quanto siano evidenti le prove contro al-Jarrah e non si hanno informazioni sull’attuale posizione del funzionario. Tuttavia, la divulgazione potrebbe rianimare le domande sui potenziali collegamenti dell’Arabia Saudita con i fatti dell’11 settembre e mette in evidenza gli straordinari sforzi dei funzionari del governo statunitense per impedire che i documenti interni sulla questione diventino pubblici. “Questo dimostra che c’è un completo insabbiamento da parte del governo sul coinvolgimento saudita”, ha affermato Brett Eagleson, un portavoce delle famiglie. “Questo è un grande casino”, ha aggiunto. Yahoo News ha dichiarato di aver contattato il Dipartimento di Giustizia, l’11 maggio, ma i funzionari hanno informato il tribunale e ritirato la dichiarazione dell’FBI dal registro pubblico.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.