Svezia: nuovo raduno di estrema destra, bruciata ancora una copia del Corano

Pubblicato il 10 settembre 2020 alle 19:25 in Europa Svezia

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In Svezia, i membri di un gruppo di estrema destra hanno bruciato nuovamente una copia del Corano, a Rinkeby, un quartiere di Stoccolma, pochi giorni dopo che un incidente simile si era verificato nella città meridionale di Malmo. Un video pubblicato da Rasmus Paludan, leader del gruppo danese Stram Kurs, cui appartenevano i manifestanti svedesi, mostra un uomo che brucia il libro sacro dei musulmani davanti a una folla di decine di persone. Rinkeby è un quartiere noto per essere abitato in gran parte da migranti, provenienti soprattutto da Paesi arabi.

“Oggi, Stram Kurs ha bruciato il Corano nello schifoso ghetto svedese di Rinkenby”, ha scritto Paludan su Facebook. “Molti criminali avevano detto che non saremmo mai stati in grado di farlo. Ma lo abbiamo fatto. L’Islam è una religione malvagia e primitiva che non ha posto in Danimarca, Svezia o in qualsiasi altra società civile”, ha aggiunto. Il gruppo aveva chiesto il permesso alla polizia per bruciare il Corano, ma la richiesta era stata respinta.

L’episodio è avvenuto nel mezzo delle indiscrezioni secondo cui il gruppo avrebbe in programma di organizzare altre manifestazioni in cinque sobborghi di Stoccolma, il 12 settembre. Secondo Euronews, i membri della comunità musulmana svedese avevano tenuto un incontro, martedì 8 settembre, per discutere di come affrontare le rivolte dei manifestanti di estrema destra previste per i prossimi giorni. “La conclusione cui eravamo giunti era quella di incoraggiare azioni amichevoli e calme”, aveva detto a Euronews Mahmoud Khalfi, un imam residente in Svezia. “Non si dovrebbe reagire con forza, ma dovremmo semplicemente ignorarli”, aveva aggiunto.

Circa una settimana fa, il 31 agosto, almeno 10 persone erano state arrestate e diversi agenti di polizia erano rimasti feriti, a Malmo, durante le violenze seguite a una manifestazione di estrema destra in cui era stata bruciata una copia del Corano. I manifestanti avevano lanciato pietre contro la polizia, intervenuta per fermare i raduni illegali, e avevano bruciato macchine e pneumatici per le strade della città a partire dalla tarda serata del 28 agosto, con un’escalation di violenza che era andata avanti per tutta la notte e il giorno successivo. A seguito dell’evento, circa 300 persone avevano protestato contro le manifestazioni di estrema destra.

Il politico danese anti-musulmano Paludan avrebbe dovuto partecipare al raduno di Malmo, ma era stato fermato dalla polizia al confine tra Svezia e Danimarca. L’uomo, che guida il gruppo di estrema destra Stram Kurs, dalla dura linea anti-immigrazione, è stato bandito dall’entrare in Svezia per due anni. Paludan aveva attirato l’attenzione dei media già l’anno scorso dopo aver bruciato una copia del Corano avvolta nella pancetta. A giugno, il danese era stato condannato a tre mesi di carcere in Danimarca per varie violazioni delle leggi sull’incitamento all’odio.

La Svezia, membro dell’Unione Europea dal 1995, ma non della NATO, è particolarmente impegnata nella lotta al terrorismo e nel contrasto interno ed esterno all’estremismo violento. Nel 2019 il Paese è stato teatro di oltre 100 esplosioni, configurando un contesto che, secondo la polizia svedese, non avrebbe precedenti. Nello specifico, il fenomeno del crimine è relativamente nuovo per la Svezia, la quale, fino al 2017 non aveva neanche un indicatore per tale voce. Nel 2018, però, 162 esplosioni, si cui 30 solo negli ultimi 2 mesi dell’anno, hanno colpito il Paese e, da quel momento, la Svezia si è trovata a dover fronteggiare un nuovo fenomeno.  

Per fronteggiare tale emergenza, diverse squadre operative dell’intelligence svedese sono state inviate negli Stati Uniti, in Germania e nei Paesi Bassi, per lavorare con specialisti delle bande criminali. Parallelamente, le squadre collaborano con gli esperti delle Forze Armate svedesi che si sono occupate di ordigni esplosivi nel corso della loro attività presso i teatri africani e dell’Afghanistan. Tale esigenza di formazione è emersa in quanto il fenomeno del crimine “è nuovo per la Svezia”, la quale si trova a dover ricercare altrove l’esperienza, secondo quanto dichiarato dal capo del Dipartimento operativo di Stato, Mats Lovning.  

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Chiara Gentili

di Redazione

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