L’Argentina torna a registrare record di casi con oltre 12.000 positivi

Pubblicato il 10 settembre 2020 alle 12:15 in America Latina Argentina

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L’Argentina ha raggiunto per il secondo giorno consecutivo un picco di infezioni da COVID-19 rilevate in 24 ore con 12.259 nuove infezioni, portando il numero totale di casi dall’inizio della pandemia a 512.293.

“Oggi sono stati confermati 12.259 nuovi casi di COVID-19; con questo nuovo record si raggiungono i 512.293 positivi nel Paese”, ha riferito mercoledì il ministero della Salute nel suo bollettino serale.

Nelle ultime 24 ore, 254 persone sono decedute, con 202 morti segnalate dall’ultimo rapporto mattutino dell’agenzia.

 

Nell’ultimo giorno, il numero di persone con COVID-19 in terapia intensiva è passato da 2.719 a 2.829, il numero più alto dall’inizio della pandemia.

A livello nazionale la percentuale di posti letto occupati in terapia intensiva sale a 62,4, quota che raggiunge il 69,1% se si include l’area metropolitana di Buenos Aires, che comprende il capoluogo e 40 comuni adiacenti della provincia omonima.

La provincia di Buenos Aires, la più grande del Paese, è il distretto più colpito, con 310.254 contagi. Segue la città di Buenos Aires, con 106.573 contagi, di cui 1.264 recenti.

La quarantena in vigore in Argentina dal 20 marzo proseguirà almeno fino al 20 di questo mese.

Il tasso di tamponi e il livello di tracciamento e monitoraggio dei casi, tuttavia, è inferiore a quello della maggior parte dei paesi della regione. In Argentina vengono effettuati 24.000 test per ogni milione di abitanti , contro i 117.000 nel vicino Cile. In Italia se ne fanno 133.000, ma persino Cuba ne effettua più dell’Argentina: 32.000. La terza economia dell’America Latina è la dodicesima nella lista dei paesi con il maggior numero di casi di Covid, anche se c’è un dato che la favorisce: 164 morti per milione di abitanti, contro i 550 del Brasile o i 573 in Cile  (In Italia sono 586, in Spagna, con una popolazione simile a quella argentina, 617).

In questo contesto, maggioranza e opposizione si screditano a vicenda. Il presidente Fernández ha recuperato una conversazione avuta con il suo predecessore, Mauricio Macri, il 19 marzo scorso e la ha resa pubblica. Macri lo aveva chiamato per offrire il suo sostegno di fronte all’imminente annuncio della quarantena, ma Fernández ha diffuso un altro passaggio della conversazione, con Macri che diceva: “Lasciamo la gente per strada e facciamo morire tutti quelli che devono morire”.

L’ex presidente, che trascorre le sue giornate in Svizzera come presidente della Fondazione FIFA, ha negato categoricamente la dichiarazione di Fernández: “In nessun modo ho detto le cose che ha riportato in questi giorni”. 

L’opposizione ha attaccato duramente le parole di Fernández, ma il presidente è rimasto fermo nella sua posizione: “Non mentire in politica è molto importante. Sono uno di quelli che ha la tranquillità di poter dire in pubblico ciò che dice in privato”, ha affermato.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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