La Giunta Militare del Mali avvia un nuovo ciclo di “consultazioni nazionali”

Pubblicato il 10 settembre 2020 alle 15:32 in Africa Mali

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Giunta Militare del Mali ha lanciato una “consultazione nazionale” di 3 giorni con partiti politici, sindacati e organizzazioni della società civile, per affrontare il tema della transizione verso un nuovo governo. 

Si prevede che circa 500 persone parteciperanno al forum del 10 settembre, che si terrà presso un centro conferenze nella capitale, Bamako. I colloqui segnano il secondo ciclo di discussioni tra gli ufficiali, che tra il 18 e il 19 agosto hanno rovesciato il presidente, Ibrahim Boubacar Keita, e i rappresentanti politici e civili, molti dei quali avevano partecipato alle proteste per denunciare gli urgenti problemi economici e relativi alla sicurezza nel Paese. Il principale tema di discussione riguarda come il governo militare intende mantenere la sua promessa di ripristinare il governo civile e organizzare elezioni entro un lasso di tempo “ragionevole”. Circa 100 sostenitori dell’M5-RFP, l’alleanza anti-Keita che ha guidato le proteste in Mali, si sono scontrati con la polizia all’ingresso del centro congressi, ritardando l’inizio dei colloqui del 10 settembre.

Intanto il Paese deve affrontare le continue violenze, alimentate dai gruppi armati affiliati ad al-Qaeda e all’ISIS, e che si sono estese anche i vicini Niger e Burkina Faso, destabilizzando la regione e creando un’enorme crisi umanitaria. Il 9 settembre, un gruppo di militanti islamisti ha ucciso 3 soldati maliani e distrutto due veicoli in un attacco vicino ad Alatona, nella regione di Segou, nel Mali centrale, secondo quanto riferito da funzionari militari. In tale contesto, i 15 Paesi della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (ECOWAS) – ovvero Benin, Burkina Faso, Capo Verde, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Liberia, Mali, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone, Togo – hanno adottato una linea dura contro i fautori del colpo di Stato, chiudendo le frontiere e interrompendo l’afflusso finanziario in Mali. La Comunità è preoccupata dalla deriva che potrebbe prendere il Paese. A detta dei diplomatici dell’ECOWAS ciò servirebbe sia a mettere in guardia l’opposizione sia a stabilizzare il Paese dell’Africa occidentale.

Trai i Paesi dell’ECOWAS la Costa d’Avorio e la Guinea sarebbero i sostenitori principali dell’adozione di una linea dura contro gli insorti. La ragione potrebbe essere legata al fatto che anche le loro piazze hanno protestato, anche violentemente, contro i rispettivi presidenti, Alassane Ouattara e Alpha Condé, per la loro terza nomina presidenziale. Di conseguenza, non vorrebbero che il blocco dell’Africa Occidentale mostrasse debolezza difronte a prese di potere come quella in Mali. Il blocco di Paesi, cercando di mantenere la pressione sulla giunta militare del Mali, ha mantenuto le sanzioni che aveva imposto, ma ha accolto con favore i passi verso i colloqui con i partiti politici e i gruppi della società civile verso la transizione. Il presidente della Commissione ECOWAS, Jean-Claude Kassi Brou, ha riferito che sia il presidente che il primo ministro devono essere nominati entro il 15 settembre, al più tardi.

In tale contesto, la Giunta militare sembra voler collaborare, ma deve rispettare le strette tempistiche e dimostrare di essere un attore politico affidabile per i partner africani, al pari dell’ex presidente. Il 75enne Keita , in carica dal 2013, aveva annunciato le sue dimissioni immediate in un breve discorso trasmesso dall’emittente nazionale ORTM, intorno a mezzanotte del 19 agosto scorso, presumibilmente dalla base militare di Kati, appena fuori Bamako, a 3 anni di distanza dalla scadenza del suo mandato. L’ormai ex-presidente ha anche dichiarato lo scioglimento del governo e dell’Assemblea Nazionale, sostenendo di non avere scelta difronte all’intervento delle forze armate e ha poi precisato di non voler assistere a spargimenti di sangue in difesa della sua posizione.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.