Italia: presentate le linee-guida sul futuro Recovery Plan

Pubblicato il 10 settembre 2020 alle 16:37 in Europa Italia

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Il governo italiano ha inviato al Parlamento, mercoledì 9 settembre, il documento contenente le linee guida su cui si innesterà il piano per utilizzare il Recovery Fund, ovvero i 209 miliardi messi a disposizione dell’Italia dall’Unione Europea. Non si tratta dei progetti per avere accesso ai fondi, che saranno inviati a Bruxelles a gennaio, ma dei criteri con cui valutare e scegliere le iniziative da sottoporre al vaglio europeo.

Le linee guida, approvate dal Comitato interministeriale per gli Affari europei, consentiranno di avviare un’approfondita interlocuzione tra governo, Parlamento italiano e Commissione Europea, al fine di presentare il piano definitivo, denominato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), secondo i nuovi termini stabiliti dall’UE. Lo spostamento a gennaio dei tempi di consegna del piano per il Recovery Fund, inizialmente previsto per il 15 ottobre, permetterà all’Italia, a detta del ministro della Salute, Roberto Speranza, “di affinare le proposte e avere maggiori orientamenti e spunti sia dal Parlamento che dai soggetti sociali”. “Non sprecheremo un’occasione storica di rilancio del nostro Paese”, ha dichiarato il ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola, al termine della riunione del Comitato, presieduta dal premier Giuseppe Conte. “Ci eravamo impegnati per consegnare il piano a metà ottobre, bello completo. Invece pure avendo lavorato alacremente questa estate, sono arrivati i tempi dalla Commissione. Si dilatano. Ci viene chiesto da Bruxelles di consegnare non la versione completa, ma le linee guide. Oggi abbiamo approvato le linee guida che possiamo già mandare al Parlamento”, ha spiegato durante il vertice il presidente del Consiglio.

Il documento con le macro-linee guida, fatto di circa 28 pagine, contiene la definizione di sei aree di intervento su cui dovrà innestarsi, secondo il governo italiano, il piano per il Recovery Fund. Una di queste aree è esplicitamente dedicata al settore della Salute, che, in una prima versione, doveva essere trattato solo indirettamente e in maniera trasversale. “Credo che questo sia un segnale importante”, ha affermato il ministro Speranza, “che indica l’intenzione del governo di investire sulla Salute”. “Si tratta ora di riempire di contenuti quest’indicazione di progetto”, ha aggiunto. In tema sanitario, le linee guida indicano come obiettivi imprescindibili il rafforzamento del sistema ospedaliero e il sostegno alla ricerca medica, immunologica e farmaceutica. “Il fine sarà quello di migliorare la qualità dell’assistenza e la capacità ricettiva degli ospedali, compresi i letti in terapia intensiva, investendo anche nella digitalizzazione dell’assistenza medica», ha specificato il ministro Speranza. Sull’eventualità di ricorrere anche al Meccanismo Europeo di Stabilità, il cosiddetto MES, per finanziare il settore della Salute, il governo non ha ancora preso una posizione definitiva.

Tra le altre aree da includere nel piano per il Recovery Fund c’è, in primo luogo, quella della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica. Sei gli obiettivi da raggiungere, tra cui la digitalizzazione della pubblica amministrazione, l’identità digitale unica per cittadini e imprese, il completamento della rete nazionale in fibra ottica e gli interventi per lo sviluppo del 5G. In secondo luogo, le linee guida danno spazio al settore della cosiddetta “rivoluzione verde” e della “transizione ecologica”, che si concentra sull’adozione di piani urbani per il miglioramento della qualità dell’aria e delle acque e per la graduale decarbonizzazione dei trasporti. Una terza area di d’intervento riguarda le infrastrutture per la mobilità, tra cui il «completamento dei corridoi Ten-T», che comprendono anche la Torino-Lione. Il quarto capitolo contempla il settore dell’istruzione, della formazione e della ricerca, con l’obiettivo di «aumentare la quota di giovani diplomati e laureati», «contrastare l’abbandono scolastico» e promuovere la «riqualificazione, la formazione e la selezione del personale docente». In ultimo luogo, l’«equità e inclusione sociale e territoriale» che prevede in tutto sei obiettivi. Tra questi, l’attuazione del Piano Sud, con incentivi per le assunzioni nel Mezzogiorno, e la realizzazione del Family Act, che prevede anche il congedo di paternità lungo e l’assegno unico per i figli.

Nel frattempo, da Bruxelles, la Commissione Europea sta preparando le sue linee guida per aiutare gli Stati membri nella preparazione dei singoli Recovery Plan, da elaborare dettagliatamente nei prossimi mesi. Il board, composto dalla presidente, Ursula Von Der Leyen, dai tre vicepresidenti esecutivi, Valdis Dombrovskis, Margrethe Vestager e Frans Timmermans, e dal commissario, Paolo Gentiloni, si propone di fornire ai governi indicazioni precise su come perseguire gli obiettivi dell’UE nei progetti riguardanti il Recovery Fund e su come rispettare i criteri che la Commissione utilizzerà nella valutazione dei piani di rilancio.

Una volta che i piani saranno inviati a Bruxelles, a gennaio, la Commissione avrà due mesi di tempo per valutarli e il Consiglio un mese per dare il suo via libera. Nel complesso, dunque, entro 3 mesi dalla presentazione ufficiale dei vari Recovery Plan potranno cominciare ad arrivare i tanto attesi fondi europei.

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Chiara Gentili

di Redazione

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