Germania-Arabia Saudita: telefonata tra Merkel e Salman sul G20

Pubblicato il 10 settembre 2020 alle 18:09 in Arabia Saudita Germania

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Il re dell’Arabia Saudita, Salman bin Abd al-Aziz Al Saud, ha avuto una conversazione telefonica con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, per parlare degli sforzi congiunti in vista del prossimo vertice tra i Paesi del G20, in programma a Riad per il mese di novembre. L’incontro si concentrerà sugli effetti determinati dalla pandemia di coronavirus e sulle strategie per contrastare la recrudescenza del fenomeno. La Merkel, secondo quanto si apprende dal quotidiano Arab News, ha dichiarato di “apprezzare l’impegno dell’Arabia Saudita nella preparazione e nella gestione degli incontri del G20”. “Spero di continuare sulla strada della solidarietà internazionale per affrontare le conseguenze della pandemia”, ha aggiunto la cancelliera.

L’Arabia Saudita detiene dal primo dicembre la presidenza del G20. È la prima nazione araba a ricoprire questo in carico. Presa in consegna dal Giappone, la nomina prevede che il Regno ospiti i vari leader mondiali per il vertice globale in programma per il 21 e il 22 novembre 2020.

A proposito della presidenza saudita, alcuni gruppi per la tutela dei diritti hanno esortato gli Stati membri del G20 ad esercitare pressioni sul Regno per combattere l’intensificarsi della repressione del dissenso contro attivisti, giornalisti e dissidenti politici. In tal senso, Riad è stata bersagliata da numerose critiche internazionali per l’uccisione del giornalista Jamal Khashoggi, avvenuta all’interno del consolato saudita di Istanbul, il 2 ottobre 2018. Dopo le iniziali smentite, i sauditi hanno finito per incolpare dell’omicidio alcuni agenti. Il pubblico ministero ha dichiarato che l’allora vicecapo dell’intelligence aveva ordinato il rimpatrio di Khashoggi, ma il principale negoziatore avrebbe ordinato di ucciderlo, dopo che un colloquio con l’uomo era risultato fallimentare. Secondo il piano, il team avrebbe dovuto trattenere Khashoggi in una casa sicura, fuori Istanbul, per un certo periodo di tempo, ma l’accordo era di rilasciarlo se, alla fine, l’uomo si fosse opposto a tornare in patria. Nonostante ciò, un funzionario saudita ha dichiarato che la situazione è degenerata sin dall’inizio, in quanto il gruppo ha ignorato gli ordini e ha utilizzato la violenza, trattenendo Khashoggi per il collo, coprendogli la bocca per evitare che urlasse e provocando così la sua morte. 

L’Arabia Saudita ha affermato che l’omicidio è stato portato a termine da una squadra di quindici agenti sauditi, ma sostiene che si sia trattato di un’operazione “canaglia” e che la leadership del Regno, in realtà, non fosse stata messa al corrente di tale iniziativa. A novembre del 2018, la CIA aveva concluso un’indagine il cui risultato indicava che l’omicidio di Khashoggi a Instanbul era stato ordinato dal principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, una scoperta che andava in aperta contraddizione delle dichiarazioni di quest’ultimo. Gli Stati Uniti avevano deciso di imporre sanzioni economiche nei confronti di 17 funzionari sauditi per il loro ruolo nell’uccisione del giornalista. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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