Francia, coronavirus: i casi impennano e il governo pronto a prendere “decisioni difficili”

Pubblicato il 10 settembre 2020 alle 13:49 in Europa Francia

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Il presidente del Comitato scientifico che affianca il governo francese nelle scelte in tema di pandemia, Jean-François Delfraissy, ha annunciato, mercoledì 9 settembre, che “i vertici del Paese saranno obbligati a prendere alcune decisioni difficili entro 8-10 giorni al massimo”. Per gli esperti sanitari, i livelli di diffusione del coronavirus in Francia sono “preoccupanti”. “Ci si può ingannevolmente rassicurare perché l’aumento della circolazione del virus ha attualmente poche ricadute sul sistema sanitario. Tuttavia, può verificarsi, in un secondo tempo, un aumento rapidissimo ed esponenziale dei contagi”, ha precisato Delfraissy, citando come caso a rischio la situazione della regione “Provenza-Alpi-Costa Azzurra”.

Pur non avendo ancora fornito dettagli sulle misure che verranno adottate, i ministri francesi hanno rivelato che nulla è escluso. Unica ipotesi che al momento può essere scartata è quella di un lockdown nazionale, una scelta che il presidente e il primo ministro si rifiutano di considerare poiché porterebbe a conseguenze catastrofiche sull’economia.

Mercoledì 9 settembre, è stato registrato in Francia un secondo picco di nuovi casi, pari a 8.557. Attualmente, secondo le stime del Comitato scientifico, il Paese non è molto indietro rispetto alla Spagna, con un ritardo di circa due settimane, e si trova in una situazione ben più grave di quella dell’Italia.

A detta di Delfraissy, il fatto che i nuovi contagi non abbiano ancora travolto il sistema sanitario nazionale potrebbe aver creato un “falso senso di sicurezza”. Il numero dei ricoveri ospedalieri, tuttavia, è aumentato di 386 persone nelle ultime 24 ore altri 71 sono stati i nuovi pazienti ricoverati in terapia intensiva. La percentuale di test positivi è salita, nell’ultima settimana, al 5,2%. Quattro regioni sono state particolarmente colpite: l’Ile-de-France (la grande Parigi), Provenza-Alpi-Costa Azzurra, l’Occitanie e l’Auvergne-Rhone Alpes.

Il presidente, Emmanuel Macron, e il primo ministro, Jean Castex, che ha appena iniziato sette giorni di autoisolamento dopo aver avuto contatti con il capo del Tour de France, Christian Prudhomme, risultato positivo al Covid-19, hanno dichiarato che un blocco generale rappresenterebbe un disastro economico e per la Francia. Secondo indiscrezioni di media locali, il Paese starebbe considerando di adottare misure molto rigorose ma geograficamente mirate.

Il 3 settembre, il governo francese ha svelato il suo nuovo piano di stimolo economico da 100 miliardi di euro, che, secondo Parigi, cancellerà in due anni gli effetti della crisi dovuta al coronavirus puntando su investimenti pubblici, sussidi e tagli fiscali. Il piano, soprannominato “Il Rilancio della Francia”, prevede lo stanziamento di 35 miliardi di euro in progetti che rendano più competitiva la seconda economia della zona euro, 30 miliardi di euro in programmi energetici più rispettosi dell’ambiente e 25 miliardi di euro a sostegno dei posti di lavoro, secondo quanto riferito da funzionari governativi all’agenzia di stampa Reuters. I governi di tutta Europa stanno pianificando un nuovo pacchetto di stimoli mentre il coronavirus continua a martellare le loro economie. In molti Stati, la crisi ha già messo a dura prova le finanze nazionali. Nel caso della Francia, la spesa di emergenza ha spinto il debito a circa il 120% della produzione economica, un livello che la banca centrale ha avvertito bisogna stare attenti a non superare. Circa 80 miliardi di euro del costo complessivo del piano francese peseranno direttamente sul deficit di bilancio, con i sussidi dell’UE che compenseranno per almeno 40 miliardi di euro, secondo le stime dei funzionari.

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Chiara Gentili

di Redazione

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