Cosa sappiamo del presunto “nuovo sistema bellico nucleare” degli Stati Uniti

Pubblicato il 10 settembre 2020 alle 21:12 in USA e Canada

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Secondo il giornalista Robert Woodward, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, gli ha rivelato di aver supervisionato la creazione di un nuovo sistema bellico nucleare. “Abbiamo cose di cui Putin e Xi non hanno mai sentito parlare prima”, si legge nelle trascrizioni di un’intervista. Quali sono le possibili opzioni a tale riguardo. 

In uno dei numerosi estratti del nuovo libro di Woodward sull’amministrazione Trump, intitolato “Rage”, il giornalista rende note alcune rivelazioni del presidente su un nuovo sistema militare segreto. Il presidente degli USA avrebbe rilasciato tali dichiarazioni durante una delle 18 interviste registrate, che hanno avuto luogo tra dicembre del 2019 e luglio del 2020. Secondo quanto riferito nel libro, durante una conversazione sulla Corea del Nord, Trump ha affermato: “Ho costruito un’arma nucleare, un sistema che nessuno ha mai avuto in questo Paese prima. Abbiamo cose che non hai mai visto o sentito. Abbiamo cose di cui Putin e Xi non hanno mai sentito parlare prima. Nessuno – quello che abbiamo è incredibile”. Alla diffusione di tale estratto, alcuni esperti hanno sottolineato che, data la tendenza di Trump all’iperbole, è possibile che il presidente alludesse ad una tecnologia esistente e già nota.

Alcuni ritengono che possa trattarsi della testata nucleare W76-2. Tale arma è stata annunciata a febbraio del 2018 come un’aggiunta relativamente “a basso costo” all’arsenale nucleare statunitense. La testata ha una resa esplosiva inferiore rispetto alle bombe atomiche che furono usate a Hiroshima e Nagasaki. Riguardo alle rivelazioni di Trump, James Action, co-direttore del Carnegie Nuclear Policy Program, ha scritto in un post su Twitter: “Non credo che gli Stati Uniti possano costruire in segreto un’arma nucleare realmente nuova”. “Troppi soldi per budget riservati. Troppe persone coinvolte perché non trapelasse”, ha aggiunto. Andrew Facini, un esperto di armi nucleari presso la Harvard Extension School, ha passato in rassegna un elenco di possibili opzioni relative al nuovo sistema segreto, concludendo che si trattava probabilmente di “qualcosa di banale” che hanno descritto a Trump come “fantastica”. In caso contrario, secondo Facini, se si trattasse veramente di qualcosa di nuovo il presidente avrebbe fatto meglio a non parlare. Non a caso, le armi nucleari sono i sistemi più segreti all’interno dell’arsenale dell’esercito statunitense, anche se la loro esistenza è pubblicamente nota. Le loro esatte capacità generalmente rimangono nascoste, al fine di impedire ai potenziali avversari di sviluppare contromisure che potrebbero limitarne l’utilità come deterrenti nucleari.

Un’altra opzione è che il Trump volesse fare riferimento alla testata nucleare W93, una nuova tecnologia ancora in via di definizione che potrebbe essere montata su missili balistici lanciati dal sottomarino Trident D5 della Marina. L’esercito statunitense ha controllato con estrema cautela le informazioni da rilasciare a riguardo di tale nuova tecnologia nucleare, la cui esistenza è stata rilevata per la prima volta nel budget presentato il 10 febbraio 2020 dall’amministrazione Trump. Per quanto riguarda la testata W93, gli esperti ritengono che il suo nome rappresenti il primo dato importante da considerare. Dall’introduzione della W88, negli anni ’80, tutti gli aggiornamenti successivi di tecnologie belliche sono solitamente denominati come varianti delle versioni precedenti. Un esempio può essere la bomba a gravità B61, la cui versione successiva è nota come B61-12. Secondo un alto funzionario della Difesa, il motivo della nuova designazione della testata W93 deriva dal fatto che questa è in gran parte un nuovo design. Prevalentemente, gli Stati Uniti utilizzano testate note come W88 e il W76. Quest’ultima è disponibile in due varietà, la tradizionale W76-1 e la W76-2, a resa inferiore. Secondo gli esperti, ciascuno di questi due sistemi necessita di ammodernamento entro 15-20 anni. Per tale ragione, il Pentagono ha probabilmente valutato l’ipotesi di sviluppare un futuro sostituto. Stando a quanto riferito da un funzionario statunitense, l’obiettivo del governo era quello di mettere in campo la nuova tecnologia, entro il 2040. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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