Brexit: 6 cose da sapere sul nuovo disegno di legge presentato da Londra

Pubblicato il 10 settembre 2020 alle 13:19 in Europa UK

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Il governo di Londra ha presentato in Parlamento, mercoledì 9 settembre, il progetto di legge che mira a modificare alcune parti dell’accordo di recesso dall’UE per tutelare al meglio il mercato interno britannico. Il disegno, fortemente contestato da Unione Europea e opposizione parlamentare, intende rivedere i punti riguardanti il protocollo speciale sulla garanzia del confine aperto fra Irlanda e Irlanda del Nord. Il testo, che lo stesso ministro Brandon Lewis ha ammesso potrebbe rappresentare una violazione, seppur “limitata”, del diritto internazionale, punta a ridefinire le modalità di commercio all’interno dei confini della Gran Bretagna dopo l’effettiva entrata in vigore della Brexit, ovvero alla mezzanotte del 31 dicembre 2020.

Il progetto di legge sul mercato interno sarà oggetto di discussione e approvazione da parte di entrambe le camere del Parlamento britannico, prima di diventare legge. L’annuncio del governo di Londra, tuttavia, potrebbe causare ulteriori ritardi nelle trattative sulle rimanenti questioni da definire prima della Brexit, nonché complicare ulteriormente i rapporti tra le delegazioni britannica ed europea, rischiando di cancellare definitivamente le possibilità di un’uscita dal blocco con accordo.

Il capo della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha espresso forte preoccupazione per i piani del Regno Unito di approvare il nuovo disegno di legge, sottolineando che l’iniziativa distruggerà la fiducia reciproca e minerà i colloqui commerciali. “Sono molto preoccupata per gli annunci del governo britannico sulle sue intenzioni di violare l’accordo di recesso”, ha scritto su Twitter. “Ciò violerebbe il diritto internazionale e minerebbe la fiducia reciproca. Il principio “Pacta sunt servanda” è il fondamento di prospere relazioni future”, ha aggiunto. L’espressione latina, che significa “gli accordi devono essere rispettati”, rappresenta la base del diritto internazionale.

Per il primo ministro britannico, Boris Johnson, invece, il disegno di legge è un documento necessario che servirà a costituire “una rete di sicurezza legale per proteggere il Paese da interpretazioni estreme o irrazionali del protocollo dell’Irlanda del Nord”. Se approvata, la norma darà ai ministri il potere di ignorare parti dell’accordo modificando la forma delle dichiarazioni di esportazione e di altre procedure di uscita.

Il Regno Unito ha lasciato l’UE a gennaio ma è rimasto all’interno del suo mercato unico, in gran parte privo di barriere commerciali, in virtù di un accordo sullo status quo che scadrà a fine dicembre. Le parti stanno negoziando un accordo commerciale per definire le future relazioni post-Brexit, ma Londra ha dichiarato che potrebbe ritirarsi se non riuscisse ad ottenere condizioni favorevoli. La sterlina britannica, che tende a scendere quando emergono con più forza le prospettive di uno scenario senza accordo, è calata in maniera significativa mercoledì 9 settembre.

Per quanto riguarda il controverso disegno di legge britannico sul mercato interno, ecco sei cose che è necessario sapere:

  1. Il progetto di legge afferma che le sue disposizioni avranno effetto “nonostante l’incoerenza o l’incompatibilità con il diritto internazionale o con altre leggi nazionali”.
  2. Il disegno serve a dare attuazione agli impegni elettorali di Johnson, il quale aveva promesso che le merci provenienti dall’Irlanda del Nord avrebbero avuto accesso illimitato al mercato britannico. Tale punto suscita la preoccupazione dell’Unione Europea poiché, in base a tale disposizione, Londra avrebbe deciso unilateralmente di cambiare, o, secondo il governo britannico, “chiarire”, alcune delle regole contenute nell’accordo di recesso firmato a gennaio. Il disegno di legge conferirà ai ministri il potere di modificare o disapplicare le regole di esportazione per le merci che viaggiano dalla Gran Bretagna all’Irlanda del Nord.
  3. Il disegno di legge stabilisce che le norme sugli aiuti di Stato dell’UE, che continueranno ad applicarsi in Irlanda del Nord, non varranno per il resto del Regno Unito, che avrà il potere di decidere autonomamente il proprio regime di sussidi.
  4. Come nel caso degli aiuti di Stato, il disegno di legge conferisce anche pieni poteri di spesa al governo, consentendo ai ministri di progettare e attuare schemi di sostituzione per i programmi di spesa dell’UE.
  5. Il progetto di legge implementerà i principi di riconoscimento reciproco e non discriminazione per garantire che le norme che regolano la produzione e la vendita di beni e servizi da una parte del Paese siano riconosciute in un’altra.
  6. Secondo il nuovo disegno, il trasferimento dei poteri dall’UE al governo britannico integrerà e rafforzerà il sostegno esistente dato ai cittadini di Scozia, Galles e Irlanda del Nord dalle amministrazioni decentrate, senza togliere loro le proprie responsabilità. Sotto il delicato equilibrio costituzionale del Regno Unito, i parlamenti ei governi semiautonomi di Scozia, Galles e Irlanda del Nord, conosciuti come amministrazioni decentrate, hanno poteri su settori come l’istruzione, la salute, la polizia e la giustizia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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