Barcellona: indipendentisti convocano manifestazione nonostante la pandemia

Pubblicato il 10 settembre 2020 alle 6:01 in Europa Spagna

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L’Assemblea nazionale catalana (ANC) manterrà le mobilitazioni previste per la diada, la festa nazionale catalana, l’11 settembre prossimo. La diada ricorda l’ingresso delle truppe borboniche a Barcellona nel 1714, evento che pose fine alla guerra di successione spagnola, un conflitto che gli indipendentisti catalani considerano una guerra tra la Spagna e la Catalogna.

L’organizzazione indipendentista ha fatto sapere che non pensa di cancellare i propri appelli nonostante le restrizioni decretate dalla Generalitat catalana, che hanno vietato le riunioni di oltre 10 persone in tutta la Catalogna a causa dell’aumento dei casi di coronavirus nelle ultime settimane. La norma, infatti, non vieta le manifestazioni che siano in grado di soddisfare i criteri di sicurezza sanitaria.

La portavoce della Presidenza della Generalitat, Meritxell Budó, ha spiegato, tuttavia, che i membri del governo catalano non parteciperanno, per la prima volta dal 2012, alla manifestazione  organizzata dall’ANC in occasione della diada dell’11 settembre, per precauzione contro la pandemia di Covid-19. Dopo la riunione settimanale del governo, Budó ha fatto appello alla responsabilità degli organizzatori e degli assistenti degli eventi e delle mobilitazioni, chiedendo che facciano in modo che tutti stiano “molto attenti” ed evitino di violare le raccomandazioni sanitarie di distanziamento sociale e igiene.

Elisenda Paluzie, presidente dell’Assemblea nazionale catalana, ha assicurato che gli eventi in programma per il prossimo 11 settembre saranno “fortemente decentralizzati” e che “rispetteranno tutte le regole”. La leader indipendentista ha garantito l’adozione di “misure rigorose”, come la distanza di due metri tra le persone, l’uso obbligatorio di maschere e gel idroalcolici, la selezione di strade larghe o controlli di accesso per evitare assembramenti.

“Non possiamo rinunciare ai diritti fondamentali. Dobbiamo imparare a convivere con questo rischio per la salute. E, allo stesso modo in cui siamo tornati a lavorare, i trasporti pubblici funzionano, a scuola si applicano misure specifiche e si organizzano elezioni, in un giorno come l’11 settembre, il movimento indipendentista deve essere in grado di spiegare le sue ragioni e portare in piazza il suo messaggio politico” – ha affermato Paluzie.

L’ANC ha confermato finora 90 punti di concentrazione in 62 comuni catalani, un dato non ancora definitivo e che potrebbe essere aumentato per evitare sfollamenti. Infatti, a differenza degli anni precedenti, l’ente non organizzerà in questa occasione trasporti collettivi verso il centro di Barcellona.

L’Assemblea aveva già annunciato lo scorso maggio che quest’anno avrebbe rinunciato a un atto di massa a causa della pandemia di coronavirus. Oltre ad altre iniziative virtuali, l’opzione scelta per questa Diada è quella di concentrazioni statiche multiple che potrebbero anche avere localizzazioni ben delimitate da segnaletica orizzontale.

I manifestanti si raduneranno intorno agli edifici pubblici, principalmente delegazioni dell’Agenzia delle entrate, la tesoreria della previdenza sociale, il quartier generale del Servizio pubblico per l’impiego, le stazioni dei treni e i tribunali. L’edificio storico dell’Università di Barcellona è anche un altro dei luoghi di aggregazione scelti dall’entità nazionalista, il che ha suscitato critiche in alcuni settori del movimento indipendentista, poiché Paluzie e è stata protagonista di una dura polemica nei giorni scorsi con gli atenei catalani, dopo aver definito “unionisti” i rettori dell’Università di Barcellona e dell’Università Autonoma di Barcellona, affermando che non dovrebbe essere “consentito” agli unionisti di occupare tali cariche

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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