Accordo Israele-Emirati Arabi Uniti: nessuna condanna dalla Lega Araba

Pubblicato il 10 settembre 2020 alle 8:32 in Emirati Arabi Uniti Israele Palestina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Lega Araba ha respinto una bozza di risoluzione presentata dai gruppi palestinesi, in cui è stato condannato l’accordo annunciato il 13 agosto, relativo alla normalizzazione delle relazioni tra Israele ed Emirati Arabi Uniti.

Tale mossa è giunta il 9 settembre, nel corso di un incontro, tenutosi in videoconferenza, dei ministri degli Esteri provenienti dai Paesi membri della Lega araba. Questa è un’organizzazione panaraba che raggruppa tutti gli Stati arabi ed include 22 Paesi membri africani e mediorientali, ossia Algeria, Bahrein, Comore, Gibuti, Egitto, Iraq, Giordania, Kuwait, Libano, Libia, Mauritania, Marocco, Oman, Palestina, Qatar, Arabia Saudita, Somalia, Sudan, Siria, Tunisia, Emirati Arabi Uniti e Yemen.

Sebbene i rappresentanti palestinesi abbiano cercato di “ammorbidire” la propria posizione, riferisce al-Jazeera, non sono, però, riusciti ad ottenere l’approvazione della bozza di risoluzione presentata. Tuttavia, dopo un incontro durato circa tre ore, i Paesi arabi hanno comunque ribadito il proprio sostegno alla causa palestinese, e, nello specifico, si sono impegnati a perseguire gli obiettivi stabiliti con l’Iniziativa di Pace araba del 2002, tra cui una soluzione a due Stati basata sul principio di “una terra per la pace”, senza, però, condannare esplicitamente l’accordo annunciato il 13 agosto dal capo della Casa Bianca, Donald Trump, così come richiesto da diversi gruppi palestinesi. Inoltre, secondo quanto riferito dall’ambasciatore palestinese, Muhannad Aklouk, alcuni Stati avrebbero addirittura cercato di inserire clausole volte a legittimare l’alleanza israelo-emiratina.

A seguito del meeting, Jared Kushner, consigliere del presidente degli Stati Uniti, ha affermato che la mancata condanna della Lega araba dell’accordo di normalizzazione costituisce una svolta importante per la regione mediorientale. A detta di Kushner, la “pazienza dei Paesi filo-palestinesi si è esaurita” e questi starebbero cercando di instaurare rapporti con Israele che rispondano ai propri interessi. A tal proposito, è stato evidenziato come l’Arabia Saudita e il Bahrein abbiano consentito alle compagnie aeree israeliane di sorvolare il loro spazio aereo in caso di voli verso l’Est.

Il patto a cui si fa riferimento, nominato “accordo Abraham”, ha di fatto normalizzato le relazioni tra Israele ed Emirati Arabi Uniti (UAE). In particolare, Israele si è impegnato a sospendere l’annessione dei territori palestinesi della Cisgiordania, così come annunciato in precedenza, sebbene il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, abbia specificato di aver semplicemente deciso di “ritardare” l’annessione come parte dell’accordo con Abu Dhabi. Secondo quanto riferito da funzionari statunitensi, il 15 settembre prossimo il presidente Trump terrà una cerimonia in cui verrà ufficialmente firmato l’accordo. Si prevede che l’evento vedrà la presenza di una delegazione emiratina, guidata dal ministro degli Affari Esteri, Sheikh Abdullah bin Zayed Al Nahyan, ed una israeliana, con a capo il primo ministro Netanyahu. Proprio quest’ultimo si è detto pronto a firmare un accordo storico, prevedendo che presto anche altri Paesi seguiranno l’esempio emiratino.

Già il 4 settembre, i rappresentanti di diversi gruppi palestinesi si erano incontrati a Ramallah. Tra i partecipanti vi era anche il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmud Abbas. In un comunicato rilasciato a margine del meeting, è stato riferito che il patto annunciato il 13 agosto non diminuirà l’appoggio del mondo arabo verso la causa palestinese, né cambierà la visione araba basata sul principio della soluzione a due Stati e sull’iniziativa proposta nel 2002. Parallelamente, è stata approvata l’istituzione di un comitato che guiderà la “resistenza popolare globale” contro la potenza occupante, Israele, con il fine ultimo di difendere i diritti legittimi della popolazione palestinese. Per i gruppi riunitisi a Ramallah, il comportamento di alcuni Stati a favore della normalizzazione con Israele è una “pugnalata alle spalle”. Abbas ha poi esortato le diverse fazioni ad unire i propri sforzi e ad avviare un dialogo nazionale, superando qualsiasi divisione interna.

Per il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, anch’egli impegnato il 4 settembre in colloqui con gruppi palestinesi, vi è una “triplice minaccia” da affrontare, che mira a cambiare la storia e la geografia della regione mediorientale. Questa è rappresentata dal cosiddetto accordo del secolo, presentato da Trump il 28 gennaio e volto a risolvere il conflitto israelo-palestinese, il piano di annessione dei territori della Cisgiordania, e la normalizzazione delle relazioni tra Tel Aviv e diversi Paesi arabi.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.